Zuppa di cavolfiori arrosto e cumino

Zuppa di cavolfiore

È qualche giorno che ragiono sulla questione dei meteoriti. Provate a immaginarvene uno. Sì, uno di quelli grossi, rocciosi, che sfrecciano nelle notti galattiche insieme agli altri detriti stellari e alle sonde dimenticate nello spazio. In realtà, non è che ne sappia poi molto, dei meteoriti, ma se ci penso me li immagino, con una certa approssimazione, come giganteschi pezzi di roccia, volanti e pericolosi. Leggendo wikipedia, fonte di ogni nostro sapere sulla Terra, pare però che un meteorite non sia un semplice pezzo di roccia, ma più precisamente ciò che resta dopo la collisione di un meteoroide con l’atmosfera della terra, collisione che riscalda il meteoroide producendo una scia luminosa: una meteora o una stella cadente.

Ecco, quello su cui ragionavo è cosa accade quando un meteorite arriva sulla Terra. Più precisamente, cosa accadrebbe se ve lo vedeste precipitare addosso. Pensandoci su così, superficialmente, verrebbe da dire che urleremmo terrorizzati, che squarceremmo l’aria con le nostre grida di paura. Ecco, ve lo posso assicurare, molto probabilmente non accadrebbe nulla del genere. Quando arriva un meteorite non c’è il tempo per urlare o piangere: quando arriva un meteorite, o ti sposti o ti schiaccia.

E così accade anche con i meteoriti della vita. Spesso, quando i cambiamenti sono grandi, improvvisi e repentini, la gente si aspetta che tu dia di matto, che tu pianga (di dolore o di gioia, a seconda). Quello che di solito accade, invece, è che si fa un passo di lato e si evita il meteorite; oppure, se si è sfortunati, che si rimane schiacciati e non ci si rialza. Bisogna essere veloci, saldi, sicuri, in momenti di incertezza e di rivoluzione: ed è il nostro corpo stesso a comportarsi nel modo giusto, a impedirci di piangere o di urlare. È il nostro corpo a fare il passo che ci permette di salvarci, che ci permette di spostarci di lato e, se siamo fortunati, di guardare verso l’alto la scia luminosa che il cambiamento ha lasciato dietro di sé.

La zuppa di cavolfiori e cumino è la zuppa da mangiare quando si è sopravvissuti a un meteorite. È una zuppa che conforta con semplicità, che scalda senza accampare pretese, che si fa largo sul palato come un’ondata benefica e rassicurante. D’altra parte, ha un gusto nuovo, fresco, perfino frizzante: è dovuto al cumino, ed è il gusto delle cose che cambiano.

Prepararla è uno scherzo, in confronto agli scontri tra noi e la galassia. Si tagliano i cavolfiori come se fossero gardenie e li si adagiano su una teglia da forno. Facendolo vi accorgerete di quanto sono belli i cavolfiori, dettaglio che pochi colgono e che, capirete, vale la pena aver notato almeno una volta nella vita.

Ora cospargete i cavolfiori con i semi di cumino, il curry, il peperoncino, il sale e l’olio di oliva. Sarà come dipingere un quadro di Jackson Pollock. Infornate e attendete che il calore concentri i sapori e che la cucina profumi come un Oriente in miniatura.

Quando i cavolfiori saranno pronti potrete aggiungerli al soffritto di cipolla e aglio che avrete preparato nel frattempo, insieme all’acqua e alla foglia di alloro. Questo è il momento in cui il cavolfiore si ammorbidisce, diventa tenero e il cumino e l’alloro s’innamorano follemente: è un momento meraviglioso, e a voi basterà mescolare di tanto in tanto perché tutto vada come deve andare. Passate al minipimer e aggiungete lo yogurt greco: la zuppa si trasformerà in una crema e del meteorite ricorderete soltanto più la scia scintillante che, d’ora in poi, vi farà da guida.

Zuppa di cavolfiore

ZUPPA DI CAVOLFIORI ARROSTO E CUMINO
Ingredienti per 4/6 persone
1 testa di cavolfiore, abbastanza grossa, tagliata a metà e poi in cimette
1 cucchiaino abbondante di semi di cumino
1 cucchiaino abbondante di curry
4 cucchiai di olio di oliva
Sale e peperoncino
1 cipolla non troppo grande, tagliata a dadini
1 spicchio d’aglio, tritato
50 gr di burro
1 foglia di alloro
1 l di acqua
50 gr di yogurt greco

Zuppa di cavolfiori

Riscaldate il forno a 180°. Mettete le cime di cavolfiore su una teglia da forno e cospargete con i semi di cumino, il curry e i 3 cucchiai d’olio. Girate i cavolfiori con un cucchiaio di legno in modo che assorbano bene l’olio e le spezie. Condite con un bel pizzico di sale e con un po’ di peperoncino. Infornate per 25 minuti circa, fino a quando non saranno teneri.

In una pentola, a fuoco basso, scaldate il cucchiaio d’olio rimasto. Aggiungete la cipolla e lasciate soffriggere per 5 minuti, fino a quando non la vedrete diventare lucida e appassire nell’olio. Aggiungete l’aglio tritato e soffriggete ancora per 1 minuto. A questo punto unite i cavolfiori, il burro, la foglia di alloro e l’acqua. Lasciate sobbollire fino a quando il liquido non si sarà ridotto e il cavolfiore non sarà morbido: 15 minuti dovrebbero bastare.

Zuppa di cavolfiore

Togliete la foglia di alloro e passate la zuppa al minipimer. Aggiungete lo yogurt greco e passate di nuovo al miniper. Mettete nuovamente sul fuoco e aggiungete acqua se volete una consistenza meno densa. Condite con sale, pepe e un filo d’olio di oliva.

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2 thoughts on “Zuppa di cavolfiori arrosto e cumino

  1. Arrivo qui incuriosita dal cumino perchè lo amo molto e poi leggo di cambiamenti e argomenti che “sento”, mentre in tavola si serve una vellutata… e io vivrei (quasi) di sole vellutate! Quindi la prima passeggiata nel tuo angolo di parole mi sembra ottima… 😉

    1. Grazie Francesca!
      Credo che il cumino sia la medicina che risolve molti mali, quasi quanto le parole giuste al momento giusto.
      Spero di riaverti presto qui, nel mio angolino. E intanto vado a dare un’occhiata al tuo 😉

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