Waffles alla zucca e un po’ di sano femminismo

Waffles alla zucca

Sembra che il femminismo sia passato di moda, un po’ come la gentilezza. Femminista non lo è più nessuno e quando, per caso, si osa accennare all’argomento gli uomini scuotono la testa e le donne fanno spallucce, come a dire che non è il caso, che non ce n’è bisogno, che si tratta di metodi ormai anacronistici. Tuttavia, di anacronistico non c’è proprio nulla se pensiamo che a portare in tavola la cena e a strofinare il piatto doccia continuiamo ad essere noi fanciulle.

Mi dicono spesso che sono fortunata. Fortunata perché ho sposato un ragazzo che taglia le cipolle mentre io pelo le patate, fortunata perché quando torno tardi la sera da yoga lui prepara il risotto al radicchio e accende le candele, fortunata perché la domenica mattina, se si alza prima di me, inizia a spolverare le mensole e a lavare i balconi, fortunata perché non faccio in tempo a mettere su una lavatrice che i piatti della cena sono già tutti lavati. “Eh, ma tu sei fortunata, il Vichingo non fa testo”, così dicono.

E io vorrei rispondere che la fortuna è stata quella di incontrarci, certo. Ma poi ci siamo scelti. Lui ha scelto me, io ho scelto lui. Sapevo chi stavo sposando: sapevo che avrebbe lavato i piatti, che avrebbe condiviso con me ogni onore e ogni onere, ogni grammo di polvere e ogni flacone di candeggina, ogni mousse al cioccolato e ogni vellutata di finocchi. Non avrei mai detto sì a qualcuno che non avesse accettato di dividere esattamente a metà tutto ciò che va fatto in una casa, non avrei accettato un uomo che si rifiuta di piegare le sue mutande, un uomo che non capisce quanta fatica ci voglia a montare la panna e a sfregare le piastrelle, un uomo che voglia mantenere i suoi privilegi mentre le donne mantengono una vita in cui devono costantemente scegliere se fare carriera o occuparsi dei figli.

Ho letto da poco un libro molto interessante, che dovrebbe spingere tutte noi a osare di più, a volere di più, a chiedere di più, a non accontentarci.

Non è vero che siamo emancipate. O meglio: lo stavamo diventando, ma poi il processo si è fermato. Le cause di questa paralisi sono molteplici, ma di certo la principale è il diffuso convincimento che oggi esista una piena parità tra uomini e donne. Credendo (o meglio: fingendo di credere) che sia già stata raggiunta, si fa poco o nulla per proseguire un percorso che, nonostante i molti passi avanti, è in realtà ancora ben lontano dall’essere concluso” dice l’autrice.

E quel processo inizia dalla cucina, dalla nostra cucina, dalla libertà di poter cucinare da sole con una canzone di Bon Iver in sottofondo, dalla libertà di poter arrivare e trovare il risotto pronto, dalla libertà di potersi svegliare il sabato mattina e cucinare i waffles alla zucca insieme. Siate coraggiose, chiedete di più ai vostri uomini. Chiedete loro di essere persone migliori. Chiedete loro di essere padri migliori. Chiedete loro di essere mariti, fidanzati migliori. Siate femministe con orgoglio. Solo noi possiamo cambiare le cose, non saranno loro a farlo. Non accontentiamoci che vadano a fare la spesa. Pretendiamo ciò che è giusto. Pretendiamo ciò che è nostro di diritto. Non giustifichiamoli perché arrivano a casa stanchi. Anche noi arriviamo a casa stanche. Siate coraggiose, non fermatevi a ciò che hanno conquistato le nostre nonne. Andiamo oltre. Solo educando i nostri mariti e i nostri figli potremo avere figlie più felici, figlie con in mano un futuro realmente libero, che decidano di cucinare waffles alla zucca o di salire sullo shuttle.

Waffles alla zucca

Quella dei waffles è una ricetta semplice, una di quelle che si può mettere insieme un sabato mattina, ancora con il pigiama addosso e le pantofole ai piedi, i capelli arruffati e le labbra che sanno di sonno. È una ricetta perfetta da preparare in due, o da preparare dividendosi i compiti, con le canzoni di De André in sottofondo. I waffles sono leggeri, con una certa morbidezza profumata di abbracci e di zucca. Serviteli inondati di sciroppo d’acero e mangiateli a letto, con una bella rivista e una tazza di tè fumante. Accanto a voi, l’uomo migliore del mondo: (che non è Brad Pitt, ma chiunque condivida con voi tutto, pulizie della domenica comprese).

Per prepararli setacciate insieme farina, zucchero di canna, lievito, bicarbonato, sale e spezie. Polveri magiche da cui ha inizio tutto.

Waffles alla zucca

A parte mescolate i tuorli con il latte, la purea di zucca e il burro fuso: giallo oro, arancio e tutto il sole del mondo in una ciotola.

Waffles alla zucca

Versate il composto sulla farina e mescolate fino a quando non saranno amalgamati, un amore dolce profumato di rispetto e fiducia reciproca.

Waffles alla zucca

In un’altra ciotola montate a neve gli albumi, fino a quando non formeranno pennacchi lucidi e densi: vi verrà voglia di sciarci sopra, come se fossero montagne innevate.

Waffles alla zucca

Uniteli al composto per i waffle, dolcemente, aiutandovi con una spatola o un cucchiaio di legno, mescolando dal basso verso l’alto per evitare che si sgonfino.

Waffles alla zucca

Ora non resta che versare un paio di cucchiai sulla piastra per i waffle e aspettare 3 minuti circa: sono pronti quando diventano croccanti e dorati, profumati di coperte la mattina tardi. Per mantenerli caldi, mano a mano che li preparati potete metterli in forno.

Serviteli inondandoli di sciroppo. Lo sciroppo d’acero, come il burro e la parità dei diritti, non è mai troppo.

5.0 from 1 reviews
Waffles alla zucca
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Autore:
Serves: 16 waffles
Ingredienti
  • 325 gr di farina
  • 70 gr di zucchero di canna
  • 2 cucchiaini e ½ di lievito
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • ½ cucchiaino di sale
  • 2 cucchiaini di cannella
  • 4 uova, tuorli e albumi separati
  • 500 ml di latte
  • 420 gr di zucca (cotta al vapore)
  • 90 gr di burro, sciolto
  • Sciroppo d’acero
Procedimento
  1. Per prima cosa riscaldate il forno a 120°C e accendete la piastra per i waffle.
  2. Setacciate insieme farina, zucchero di canna, lievito, bicarbonato, sale e spezie.
  3. A parte mescolate i tuorli con il latte, la purea di zucca e il burro fuso.
  4. Versate il composto sulla farina e mescolate fino a quando non saranno amalgamati.
  5. In un’altra ciotola montate a neve gli albumi. Uniteli al composto per i waffle, dolcemente, aiutandovi con una spatola o un cucchiaio di legno, mescolando dal basso verso l’alto per evitare che si sgonfino.
  6. Ora non resta che versare un paio di cucchiai sulla piastra per i waffle e aspettare 3 minuti circa: sono pronti quando diventano croccanti e dorati. Per mantenerli caldi, mano a mano che li preparati potete metterli in forno.
  7. Serviteli con sciroppo d’acero.
 

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2 thoughts on “Waffles alla zucca e un po’ di sano femminismo

  1. Grazie, Lucia. Per questa ricetta… no. Per lo scritto bellissimo prima della ricetta, e poi per la ricetta, che lo onora benissimo. Solo leggere le tue parole mi ha fatto già sentire più libera, più donna, e meno triste.

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