Torta Golden Milk

Torta Golden Milk

Credo che tutti ci aspettiamo un po’ troppo, da noi stessi; anche dagli altri, certo, ma soprattutto da noi stessi. Non so bene come sia successo, in quale codice genetico ereditario sia stato scritto il nostro puntare alla perfezione a tutti i costi, ma il fatto è che ci siamo ritrovati con i cromosomi mutati senza quasi accorgercene e in quei cromosomi c’è scritto che rallentare è sospetto, che sbagliare è vietato, che fallire è quantomeno compromettente se non – addirittura – socialmente inaccettabile.

Di recente un’amica mi ha chiesto se io e il consorte ogni tanto litighiamo o se siamo sempre così… perfetti; in realtà non ha usato proprio quella parola ma il senso era chiaro. E io avrei voluto dirle che tutto siamo, tranne che perfetti, che litighiamo, sì, che a volte ci urliamo contro (o meglio, a urlare è più facile che sia io), che a volte ci diciamo cose che non pensiamo, oppure cose che pensiamo ma che era meglio non dire. Avrei voluto raccontarle che a volte siamo stanchi e ci riversiamo addosso colpe inesistenti, fatiche accumulate di cui l’altro non meriterebbe neanche l’ombra, parole dure o silenzi inaccettabili. Avrei voluto raccontarle che a volte piangiamo, che a volte vorremmo chiedere scusa senza riuscirci, ma questo non significa che non ci amiamo: significa soltanto che siamo esseri umani, esseri umani imperfetti che hanno diritto alla loro imperfezione, al loro tentare e sbagliare e fare errori.

In quei cromosomi mutati geneticamente c’è scritto che non stanno bene le giornate sprecate perché ci siamo dimenticati un appuntamento, perché abbiamo parcheggiato in doppia fila e poi preso una multa, perché siamo arrivati in ritardo a causa di un ingorgo; non sta bene accorgersi di aver scelto un lavoro che forse non ci entusiasma, non sta bene ammettere che nonostante in quel progetto ci credessimo alla fine non ci ha creduto nessun altro e a noi va bene così, vorremmo soltanto ripartire senza essere giudicati da tutti; non sta bene dire che quella festa tanto attesa è stata un fallimento su tutti i fronti, che qualche giorno fa avremmo voluto soltanto sprofondare nel piumino fino ai capelli. E, soprattutto, non sta bene ammettere che ognuno di noi ha le sue idiosincrasie, le sue ossessioni, le sue paure: magari di nuotare, o di volare, o di perdere il controllo su questa vita folle; e allora c’è chi fa yoga, chi va dallo psicoterapeuta, chi ignora il problema e chi ingoia una pastiglia.

A quella mia amica avrei voluto dire tutto quello che non dico mai perché non sta bene. Il punto è che non significa che io sia un essere umano peggiore. Significa soltanto che sono un essere umano, punto. Che siamo esseri umani, punto. Che facciamo del nostro meglio e a volte il nostro meglio non basta. Che a volte non ne abbiamo nemmeno voglia, di fare del nostro meglio, ma questo non significa essere persone orribili. Significa essere persone. Che litigano, si amano, fanno pace, infornano torte e anche se quelle torte non sono proprio dritte, se manca un po’ di latte o se si bruciacchiano su un lato, dopotutto va bene ugualmente.

Torta Golden Milk

La torta golden milk è una torta semplice, una di quelle che viene bene comunque, anche se ci dimentichiamo qualche passaggio. È una torta che ha dentro il latte di cocco e la curcuma, ma entrambi solo quel che basta per darle un gusto delicato e un po’ speciale, che sa di tintinnii fatati e di abbandono della perfezione.

Si comincia mescolando farina, lievito, bicarbonato e sale in una ciotola – come polvere magica che ci rende tutti fieri (dei nostri successi e dei nostri sbagli).

Torta Golden Milk

In un’altra ciotola si amalgamano zucchero e burro in una crema, finché non diventa spumosa e leggera. Si aggiungono poi il burro sciolto a fuoco lento, le uova, il latte e l’estratto di vaniglia. La crema avrà un aspetto grumoso, qua e là, ma per una volta i grumi non sono un brutto segno.

Torta Golden Milk

Versate la crema nella ciotola con la farina, mescolate con calma e i grumi spariranno con l’incanto della pazienza.

Ora trasferite l’impasto in una teglia e infornate per 40-45 minuti, fino a quando la torta non avrà un aspetto dorato. Se avete dubbi, provate con il solito trucco dello stuzzicadenti.

Mentre la torta cuoce potete preparare il golden milk, che è un po’ come una pozione solo che invece di salamandre e polvere di stelle servono latte di cocco e curcuma. In un pentolino mescolate latte di cocco, panna, acqua, miele, curcuma, cannella, zenzero e pepe nero. Scaldate fino a quando non intiepidisce e il miele non si è sciolto, poi togliete dal fuoco e lasciate riposare.

Fate raffreddare la torta per un quarto d’ora circa, poi fate dei buchi profondi fino ad arrivare alla teglia su tutta la superficie del dolce; aiutatevi con uno stuzzicadenti lungo. Versate il golden milk sul dolce e lasciate che venga assorbito. Potrebbe rimanerne parecchio in superficie, non spaventatevi: fate ruotare il dolce di tanto in tanto in modo che non si accumuli negli angoli e abbiate pazienza. Quando sarà completamente raffreddata, coprite la torta con una pellicola e mettetela in frigorifero per tutta la notte. Il giorno dopo il latte dovrebbe essere del tutto assorbito: se ne rimanesse ancora in eccesso potete toglierlo con un cucchiaio.

Torta Golden Milk

Prima di servire montate la panna con lo zucchero a velo, il sale e l’estratto di vaniglia; ricoprite la torta con uno strato denso e dolce. Decorate con qualche noce spezzettata qua e là. Accompagnate con una bella tazza di caffè e un libro da leggere a letto, la mattina tardi. E se proprio qualcosa non andasse per il verso giusto, nulla di male; ci sarà sempre un’altra occasione per riprovare.

Torta Golden Milk
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Autore:
Ingredienti
  • Per la torta
  • 320 gr di farina
  • 2 cucchiaini di lievito
  • ½ cucchiaino di bicarbonato
  • ½ cucchiaino di sale
  • 100 gr di zucchero
  • 55 gr di burro sciolto e lasciato raffreddare
  • 2 uova
  • 350 ml di latte
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • Per il golden milk
  • 300 ml di latte di cocco
  • 2 cucchiai di panna
  • 2 cucchiai di acqua
  • 3 cucchiai di miele
  • 1 cucchiaino e ½ di curcuma
  • ½ cucchiaino di cannella
  • Zenzero grattugiato
  • Pepe nero
  • Per la copertura
  • 240 ml di panna da montare
  • 2 cucchiai di zucchero a velo
  • 1 pizzico di sale
  • 1 po’ di estratto di vaniglia
  • Noci spezzettate
Procedimento
  1. Scaldate il forno a 175°C. Imburrate una teglia per torte e spolveratela con un po’ di farina.
  2. Mescolate farina, lievito, bicarbonato e sale in una ciotola.
  3. In un’altra ciotola amalgamate zucchero e burro in una crema, finché non diventa spumosa e leggera. Aggiungete poi il burro sciolto a fuoco lento, le uova, il latte e l’estratto di vaniglia.
  4. Versate la crema nella ciotola con la farina, mescolate fino a quando i grumi non saranno spariti.
  5. Ora trasferite l’impasto in una teglia e infornate per 40-45 minuti, fino a quando la torta non avrà un aspetto dorato.
  6. Mentre la torta cuoce potete preparare il golden milk. In un pentolino mescolate latte di cocco, panna, acqua, miele, curcuma, cannella, zenzero e pepe nero. Scaldate fino a quando non intiepidisce e il miele non si è sciolto, poi togliete dal fuoco e lasciate riposare.
  7. Fate raffreddare la torta per un quarto d’ora circa, poi fate dei buchi profondi fino ad arrivare alla teglia su tutta la superficie del dolce; aiutatevi con uno stuzzicadenti lungo. Versate il golden milk sul dolce e lasciate che venga assorbito. Potrebbe rimanerne in superficie: fate ruotare il dolce di tanto in tanto in modo che non si accumuli negli angoli e abbiate pazienza. Quando sarà completamente raffreddata, coprite la torta con una pellicola e mettetela in frigorifero per tutta la notte. Il giorno dopo il latte dovrebbe essere del tutto assorbito: se ne rimanesse ancora in eccesso potete toglierlo con un cucchiaio.
  8. Prima di servire montate la panna con lo zucchero a velo, il sale e l’estratto di vaniglia; ricoprite la torta con uno strato denso e dolce. Decorate con qualche noce spezzettata qua e là.
 

 

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