Torta al ratafià di ciliegie e fagioli cannellini

Torta ai cannellini

Una sera un’amica mi ha detto che sono una tigre della Malesia, soltanto che la gente non ne ha la più pallida idea. Mi nascondo tra il fogliame, mi riduco di dimensioni e così pensano di avere davanti un gatto, fino a quando non si accorgono di quanto siano lunghi davvero quegli artigli. Mi piacciono le tigri, eleganti e potenti. E la mia amica, davanti alla birra del venerdì, ovviamente ha ragione. Perché l’apparenza inganna, come si usa dire.

Mi chiedo, a volte, come faccia la gente a sostenere di conoscerci quando di noi non hanno visto altro che la glassa, senza nemmeno sapere se la torta ha il ripieno oppure no, se sotto c’è il pan di spagna, la genoise o la pasta sfoglia. Indossiamo volti che sono come veli, trasparenti quanto basta a farci intravedere ma allo stesso tempo opachi a sufficienza per celarci dietro il loro colore di pastelli per l’infanzia. Inventiamo storie e la gente ci ricama sopra, a partire da quel che ha visto attraverso quel velo, quella piccola porzione di noi stessi.

Di noi sanno pezzetti: il postino sa che ordiniamo riviste dalla Francia, l’inquilino del piano di sotto che quando ci arrabbiamo urliamo forte e che capita sempre la notte, o di domenica; i colleghi che siamo ordinati, silenziosi, puntuali; gli amici che siamo sempre la voce fuori dal coro, gli altri amici che la nostra casa è come un abbraccio. C’è chi sa delle gonne a fiori, chi di quella storia dello scivolo, chi dello yoga e chi della Scuola Steineriana; c’è chi sa delle liste e chi dell’amore, chi sa dei progetti e chi del passato, chi sa dei gatti e chi di Tetti Sagrini.

E poi c’è anche chi sa tutto, ma sono davvero in pochi. Da uno a tre, forse. I depositari del nostro vero volto: delle tigri della Malesia e delle rose rosse, delle spade e dei gatti. Sanno chi siamo almeno quanto noi sappiamo chi sono loro e per questo sono persone da tenere strette: non perché sappiano tutto, ma perché sanno che non siamo un’unica persona, perché sanno che non abbiamo un unico volto. Sanno che, come quei mutaforma delle fiabe, abbiamo vite numerose e innumerevoli e che in ogni vita c’è un pezzetto di noi stessi; e che, in fondo a tutte quelle vite, c’è qualcosa che brilla e quel qualcosa è irripetibile e soltanto nostro, inequivocabilmente appartenente al nostro respirare per le strade di questo vasto, immenso, mondo.

Torta ai cannellini

A queste persone dedico la mia torta ai fagioli cannellini. Perché in una torta non ci vanno i fagioli, ma io ce li ho messi, e la torta era più buona di tante torte ordinarie. Perché una torta ce la si aspetta diversa, con una sola faccia, e invece questa ne ha almeno due. Perché in una torta gli ingredienti non sorprendono (quasi mai) e invece in questa sì. Ma se si ha coraggio a sufficienza e si superano le apparenze, che meraviglia che ci si trova davanti.

Si tratta di una torta morbida come un cuscino in primavera, e allo stesso tempo densa a sufficienza da saziare ogni appetito. Dei cannellini non si sente il sapore, ma solo una certa morbidezza, una densità di velluto che rende ogni boccone perfetto. Se poi ci aggiungete una glassa di panna e liquore alle ciliegie, starete certi che nessuno saprà dei fagioli e il segreto sarà al salvo, insieme a tutte le tigri della Malesia di questo mondo.

Si inizia come in tutte le torte, mischiando farina, lievito, bicarbonato e un pizzico di sale. Il volto che tutti conoscono, senza particolari sorprese.

Torta ai cannellini

In una ciotola si frullano i cannellini con un minipimer, fino a quando non si trasformano in una crema piuttosto omogenea. A parte si lavora il burro facendolo diventare cremoso, poi lo si aggiunge ai cannellini. Zucchero a completare l’opera ed eccoci pronti a mescolare quella che prenderà l’aspetto di una crema o di una zuppa densa. Forse tentennerete, vi direte che mettere dei fagioli in una torta non è stata affatto una buona idea: dopotutto i fagioli stanno nella minestra per un buon motivo. Ma fidatevi, andate oltre le apparenze. Aggiungete un uovo alla volta, l’estratto di vaniglia e iniziate a sentire nell’aria profumo di torta.

Torta ai cannellini

A questo punto aggiungete alla crema metà della farina, incorporate bene, aggiungete il latte, mescolate ancora e poi aggiungete il resto della farina. Vi ritroverete con un impasto piuttosto denso. Non resta che versarlo nella tortiera e infornarlo per una quarantina di minuti (il trucco dello stuzzicadenti funziona sempre).

Torta ai cannellini

Nel frattempo potete montare la panna così com’è, o aggiungerci tre cucchiai di liquore alle ciliegie come ho fatto io. Le ciliegie sono dolci e rendono la torta vestita festa: seguite il mio consiglio, non ve ne pentirete.

Quando la torta sarà pronta la casa profumerà di campi dorati e di abbracci. Prima di toglierla dalla teglia lasciate che raffreddi una ventina di minuti; aspettate ancora che sia del tutto fredda e ricopritela con la panna proprio come se fosse una glassa. Se vi sembrerà di vederla brillare è l’anima della torta: unica, irripetibile, sempre diversa a seconda di chi la guarda eppure se stessa per chi sa guardare sotto tutti gli strati di panna.

Torta ai cannellini

Torta al ratafià di ciliegie e fagioli cannellini
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Autore:
Ingredienti
  • 390 gr di farina
  • 15 grammi di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • ½ cucchiaino di sale
  • 450 grammi di fagioli cannellini già cotti
  • 55 gr di burro a temperatura ambiente
  • 400 gr di farina
  • 2 uova
  • 2 albumi
  • 250 ml di latte
  • 1 cucchiaio di estratto di vaniglia
  • 200 ml di panna da montare
  • 3 cucchiai di liquore alle ciliegie
  • 3 cucchiai di zucchero
Procedimento
  1. Riscaldate il forno a 180°C. Imburrate e infarinate la teglia.
  2. In una ciotola di medie dimensioni mescolate la farina, il lievito, il bicarbonato e il sale. Mettete da parte.
  3. Se usate fagioli in scatola scolateli e sciacquateli sotto l’acqua corrente. Poi, in un’altra ciotola, frullateli con un minipimer, fino a quando non diventano una purea piuttosto omogenea.
  4. Lavorate il burro affinché diventi cremoso. Incorporatevi lo zucchero e, infine, la purea di fagioli. Ci vorranno circa 5 minuti.
  5. Aggiungete le uova e gli albumi, uno alla volta, mescolando bene. Aggiungete l’estratto di vaniglia.
  6. Ora aggiungete della farina e mescolate con cura, fino a che non sarà quasi del tutto incorporata; poi versate il latte, mescolate ancora; infine aggiungete il resto della farina e mescolate con una spatola per essere sicuri che il composto sia omogeneo.
  7. Versate l’impasto nella teglia e informate per 40-50 minuti circa. Non cuocete troppo il dolce o rischierete che diventi asciutto.
  8. Sfornate il dolce e lasciate riposare nella teglia per una ventina di minuti. Poi, una volta tolto dalla forma, lasciate raffreddare del tutto.
  9. Montate a neve la panna con lo zucchero e il liquore alla ciliegia.
  10. Servite con una buona tazza di tè nero.
 

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