Torta alle fragole e crema pasticcera

Decorazioni

Ci vorrebbe un giardino da tenere in tasca. Un giardino piccolo, ma perfetto, con merli dal becco arancio, pettirossi e scoiattoli che saltano su rami di minuscoli aceri. Un giardino con gatti che miagolano, ma gatti non più grandi di un chicco di riso. Un giardino bonsai, per ogni evenienza. Sarebbe utile nel traffico, quando i clacson suonano, lo smog copre l’odore del cielo e la pietà smette di essere considerata un’opzione possibile. Sarebbe utile quando l’unico desiderio che non si può realizzare è la solitudine. Sarebbe utile quando gli occhi diventano ciechi e per riuscire a vederci chiaro non puoi fare altro che piangere. Un giardino microscopico, da tenere in borsa, oppure nella tasca della camicia. Un giardino segreto.

Per me la primavera è arrivare a casa e sentire il profumo del glicine. Percorrere il vialetto e intravedere che le foglie del salice sono di un verde così chiaro e luminoso da sembrare dipinto di acrilico. Notare che le margherite sono già spuntate e che le violette sono aumentate rispetto all’anno precedente. Per me la primavera è arrivare a casa e poter restare fuori in silenzio, a guardare mia mamma che bagna la rucola e mio nonno che raccoglie le fragole. Per me, la primavera, è sapere che, qualunque cosa accada, potrò tornare al mio giardino e rimettere insieme pezzetti di anima ingrigita dal mondo.

Fragole

Perché di farmaci, in giro, ce ne sono tanti: contro lo stress, l’ansia, l’angoscia, la noia e la depressione. Pochi, però, considerano la medicina che cura senza bisogno di pastiglie: quella dei saggi, quella degli antichi, quella di chi sa ascoltare e accettare i capelli bianchi: un giardino tutto per sé, una pianta che ti respira accanto. Sarebbe un diritto da aggiungere alla Costituzione: un giardino per tutti, un giardino segreto. Grande, piccolo, pensile, a volte pieno di fiori, altre di frutti. Un giardino per ogni casa, un giardino con cui curarsi. Mi rendo conto che non tutti possono permettersi di averlo, un giardino proprio. E so anche che un giardino da tenere in tasca, purtroppo, non esiste. E so, perfino, che non tutti lo vorrebbero. So che non tutti amerebbero doversene occupare. Bè, in questo caso, forse il vostro giardino non ha le piante: forse il vostro giardino è il mare, oppure una scalata in montagna. Forse il vostro giardino è trovare un padrone per un cane abbandonato. Il mio ha il glicine, il vostro potrebbe essere un campo da calcio sotto la pioggia. Quello che conta è non dimenticarsene, del proprio giardino, portarlo sempre dentro. E, al momento giusto, trovare il modo di raggiungerlo.

P.S. Una scorciatoia per raggiungere il proprio giardino interiore, in effetti, potrebbe essere questa: torta alle fragole ricoperta di panna e ripiena di crema. Primavera che ti esplode in bocca. Pace dei sensi, dell’anima e di ogni appetito che solo lo zucchero sazia.

Decorazioni

TORTA DI FRAGOLE ALLA CREMA

Ingredienti

Per la base:

225 gr di farina

110 gr di zucchero a velo

1/4 di cucchiaino di sale

130 gr di burro, freddo, tagliato a cubetti

1 tuorlo

Per la crema:

500 ml di latte

6 tuorli

87,5 gr di zucchero di canna

50 gr di maizena, setacciata

un pizzico di sale

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

3 tb di burro

2 vaschette di fragole

Per la panna:

250 ml di panna da montare

2 cucchiai di zucchero a velo

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Mescolate la farina, lo zucchero a velo e il sale. Aggiungete il burro tagliato a cubetti e rompetelo aiutandovi con un tarocco. Per chi non lo sapesse, il tarocco è un utile utensile da cucina che permette di impastare senza maneggiare burro e farina con le mani: il calore, infatti, farebbe sciogliere il burro, e in questo caso non è quello che vogliamo. Se volete, potete usare la punta delle dita, ma solo quando il burro avrà già incorporato buona parte della farina. Sarete arrivati alla meta quando vi troverete davanti un impasto di briciole, alcune grandi come piselli, altre come fiocchi di avena. A questo punto aggiungete il tuorlo e incorporatelo all’impasto, sempre aiutandovi con il tarocco. Trasferite il tutto su un ripiano leggermente infarinato e impastate quel poco che basterà a far sì che l’impasto stia insieme, senza esagerare o il burro si scioglierà e saremo nuovamente da capo. Non vi spaventate, anche se tenderà a sfaldarsi e a sfarinare: continuate a compattarlo, con la giusta pressione prenderà forma in poco tempo. Imburrate ora una tortiera dal fondo rimovibile di 22 cm di diametro circa e premete l’impasto sul fondo e sui bordi, in modo che vi aderisca bene. Premete con le mani in modo che non ci siano buchi o crepe, ma anche in questo caso non troppo a lungo o l’impasto perderà la sua consistenza friabile. Mettete in freezer per almeno 30 minuti.

Impasto

Nel frattempo, come sempre in cucina, potete portarvi avanti. In questo caso, preparando la crema pasticcera. Portate il latte a ebollizione in un pentolino, poi toglietelo dal fuoco. In una pentola dal fondo spesso sbattete i tuorli con lo zucchero di canna, aggiungete la maizena e il sale e sbattete ancora. Avranno un aspetto denso e cremoso, come se avessero fatto l’amore insieme. Mescolando senza fermarvi aggiungete il latte poco alla volta, facendo attenzione che i tuorli non si scaldino troppo e non cuociano. Mettete la pentola su fuoco medio e, sempre mescolando, portate a ebollizione. Fate molta attenzione: può volerci tempo, ma la crema spesso e volentieri si addensa all’improvviso, come per un orgasmo inaspettato. Siate pronti a togliere la pentola dal fuoco non appena la vedete cambiare densità. La cucina profumerà di latte, abbracci e coccole. Aggiungete l’estratto di vaniglia e il burro, mescolando fino a quando la crema non diventa liscia e vellutata. Versatela in una ciotola, coprite con della pellicola e mettete in frigo fino a quando non si è completamente raffreddata. La crema può conservarsi fino a 3 giorni.

Crema

Tornate, ora, alla pasta frolla. Riscaldate il forno a 190°C circa, imburrate il lato lucido di un foglio di alluminio e fatelo aderire all’impasto congelato dal lato coperto di burro. Infornate per circa 25 minuti, poi rimuovete con attenzione il foglio di alluminio. Se la pasta frolla è gonfiata premete delicatamente con le dita. Rimettete in forno, scoperta, per una decina di minuti, tenendola d’occhio. É pronta non appena inizia a dorare. Lasciate raffreddare.

Pasta frolla

Nel frattempo lavate con cura le fragole e approfittatene per assaggiare se sono abbastanza mature. Se la torta la state preparando in due non perdete l’occasione di offrirvele a vicenda. Tagliatele a fettine e disponetele sulla pasta frolla, tenendone da parte alcune per decorare. Ricoprite di crema pasticcera e mettete in frigo.

Fragole e frolla

Infine, montate la panna aggiungendo lo zucchero a velo e l’estratto di vaniglia. Ricoprite la torta aiutandovi con una spatola e decorate a piacere con le fragole messe da parte. Arrivati a questo punto sarete orgogliosi di voi stessi e vorrete tuffarvi dentro la torta. Ve lo meritate, in effetti. Tagliatevene una fetta: morbida, cremosa, con una base che sostiene il peso della dolcezza. La torta perfetta per festeggiare un compleanno, o la primavera che arriva.

Torta

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2 thoughts on “Torta alle fragole e crema pasticcera

  1. Il mio giardino è la gamma dei verdi spennellati sulla collina, i giochi di luce quando il bel tempo entra deciso dentro la finestra, aspettare le lucciole e vedere che il cielo sembra proiettato sul prato.
    Ognuno dovrebbe avere il proprio giardino, forse ce l’ha e se ne dimentica…la meraviglia è ritrovarne il profumo quando inavvertitamente gli passi accanto…davvero un bellissimo post, un abbraccio.

    1. Le lucciole, le stelle, la luce che gioca con il verde. Bello sapere che c’è chi, un giardino, se lo porta sempre dentro. Grazie!

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