Torta semplice ai fichi e alle mandorle

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“Trovati un passatempo”, una di quelle frasi che non dice più nessuno. In via di estinzione, come “adirarsi” e “fanciulle”. Forse perché siamo tutti troppo occupati e il tempo passa senza che ci sia bisogno di trovare passatempi. Corre via veloce, l’hanno detto in tanti: poeti, scrittori, artisti, bisnonni e senzatetto. Ci si alza al mattino, si va al lavoro, si fa la spesa, si torna a casa, si cucina, ci si butta sul divano, si va a dormire. La domenica, se tutto va come deve andare, si fa l’amore.

Quando sei piccolo ci sono le vacanze. Quel tempo dilatato in cui capita addirittura di annoiarsi, di girare i pollici (altra espressione da salvare), di ciondolare per casa, nel cortile, ai giardinetti, mentre la mente vuota inventa mondi, cure contro la solitudine, ricette di terra e paglia. Quando diventi grande le vacanze ci sono sempre, ma sono più corte, ristrette, come il caffè nero, che lo bevi in un sorso e neanche ti accorgi del sapore, talmente va giù in fretta. La noia non esiste, perché gli spazi diventano preziosi, momenti in cui rigenerarsi, guardare fuori dalla finestra senza cronometro, appisolarsi e poi scoprire che nel frattempo è spiovuto. La noia si restringe, si riduce, e ci si ritrova perfino a rimpiangerla.

“Trovati un passatempo” non lo dice più nessuno. Perché le nostre vite sono piene come frigoriferi anni ’50, perché dopo il corso di nuoto c’è la palestra, poi il pilates, poi l’Inglese, poi ancora il corso di tarocchi. Eppure, continuiamo a riempirle, a stiparle come in preda al timore che prima o poi arriverà un periodo di carestia, o forse una guerra, la noia ci sorprenderà impreparati, ci attaccherà, e avrà la meglio. Continuiamo ad annotare appuntamenti su agende e tablet, non smettiamo di organizzare uscite con gli amici, cene con i parenti, rimpatriate di classe. E poi ci addormentiamo, svuotati su cuscini puliti.

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Ecco, dopo le vacanze a me viene sempre voglia di ripulire tutto. I cassetti, per prima cosa. Poi le cartelle del computer, che stanno nascoste ma rigonfie. A volte pulisco perfino i dorsi dei libri impolverati. E poi prendo le liste. Le liste di cose da fare, di libri da leggere, di film da guardare, di dolci da cucinare, di posti da vedere, di persone da incontrare, di lingue da imparare. E inizio a ripulire. Tolgo il superfluo, lascio l’essenziale. É il gesto che conta: quel cancellare, spuntare, dirmi che dopotutto non è importante avere visto la Turchia, che scelgo la Finlandia.  Dopo, la sensazione è quella di stare in una città vuota, ed è un vuoto bello: come trovare parcheggio il sabato sera, come sentire il rumore del vento e non quello del traffico.

Perché non tutto si può fare e si muore sempre prima di avere spuntato l’ultima voce dalla lista. Ma si può fare l’importante, quello sì. Basta sapere cos’è che conta, per noi. Potrebbe essere qualcosa di molto semplice, come una torta ai fichi e alle mandorle. Una torta di fine estate, ripulita da glasse e decorazioni di zucchero. Una torta in tre passaggi, quelli essenziali.

TORTA AI FICHI E ALLE MANDORLE

Ispirata a Joy the Baker

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Ingredienti

340 gr di farina

2 cucchiaini di lievito

1/2 cucchiaino di bicarbonato

1/2 cucchiaino di sale

Un pizzico di cardamomo macinato

115 gr di zucchero

2 uova

320 ml di latte

Il succo di 1 limone e mezzo

60 gr di burro

1 cucchiaio di estratto di vaniglia

Una decina di fichi freschi, tagliati a metà

100 gr di mandorle a fettine

3 cucchiai di zucchero

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Il primo passaggio prevede polvere. Mescolate in una ciotola farina, bicarbonato, lievito, sale e cardamomo. Aggiungete lo zucchero. Soffiatevi via il bianco dalle mani e dai capelli.

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Il secondo passaggio prevede profumi. Versate il latte in una ciotola. Aggiungete il succo di limone e lasciate riposare dai due ai cinque minuti, fino a quando non vedrete il latte addensarsi e fare grumi. Nel frattempo, sciogliete il burro a fuoco dolce. Lasciate raffreddare un poco. Poi, aggiungete al composto le uova, il burro e l’estratto di vaniglia. Vanno anche bene i semi direttamente dal baccello. La cucina profumerà di baci e carezze, che neanche Dior e Chanel.

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Il terzo passaggio prevede amore. Versate il composto di latte in quello di farina e mescolate fino a quando non ci sono grumi. Ci vorrà un po’ di forza, è un composto denso. Versate ora nella teglia imburrata e infarinata. Poi, con calma, adagiate i fichi tagliati a metà sul letto di latte, farina e uova. Cospargete con le mandorle a fettine e con lo zucchero. Le mandorle vi consiglio davvero di non dimenticarvele. Caramellano, diventano croccanti e contrastano con l’impasto soffice e morbido.

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Infornate per 20/25 minuti, il trucco dello stecchino al centro funziona anche in questo caso. Servite a temperatura ambiente. E ricordate: è una torta semplice, che sa di casa, di abbracci e di silenzio. É perfetta con il latte del mattino: gustatevela senza aprire le agende.

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4 thoughts on “Torta semplice ai fichi e alle mandorle

  1. Ciao. Accidenti, mi hai fatto venire l’acquolina in bocca. E poi, che bella tovaglia. Volevo dirti: se è vero che il tempo è prezioso, io sono ricchissimo. E non sono disoccupato 🙂

    1. Curiosamente, come per il denaro, se sei un tempo-ricco gli altri te ne chiedono sempre un po’. Ti chiedono “a che ci sei…”. Ieri ho regalato un panettone Gentilini ad una mia amica. Dicono che sia buono, con le mandorle sopra. Strada facendo pensavo alle mandorle…

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