Torta rovesciata alle fragole e cardamomo

Torta alle fragole e cardamomo

C’è una cosa che detesto, delle amicizie. Ed è che, prima o poi, si è costretti a tenerle vive. Cioè, voglio dire che all’inizio magari ci si vede anche tutti i giorni perché si fa la strada insieme per andare a scuola, o addirittura si è vicini di banco, o magari si lavora nello stesso ufficio. Ci si incrocia, si sa quello che accade nelle rispettive vite. A volte bastano un sorriso, o uno sguardo, e già va tutto più dritto, più per il verso giusto, perché sappiamo che l’altro ha capito, che sa quello che ci sta accadendo. Poi, però, la scuola finisce, il lavoro cambia, si viene licenziati o ci si trasferisce per seguire l’amore della nostra vita.

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Torta cannella e bacon

Torta cannella e bacon

Settembre ha inforcato la bicicletta ed è sfrecciato via veloce, in una di quelle gare ciclistiche senza fermate, a rotta di collo giù per la collina e si salvi chi può. Non c’è stato molto tempo per rendersi conto delle temperature che scendevano impercettibilmente, delle prime foglie cadute. Ho indossato gonne quando era il caso di mettere il trench e calzini quando avrei potuto uscire in infradito.

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Torta rovesciata all’ananas e zenzero

Torta all'ananas

I giorni che precedono le vacanze sono da sempre quelli in cui iniziano a nascere le idee, quelli in cui l’anno passato si congeda per lasciare il posto a giorni nuovi di zecca. L’ho già detto: per me la fine dell’anno coincide con la fine della Scuola, da sempre. Sarà che le scuole non le ho mai lasciate, in fin dei conti: sta di fatto che per me è luglio il momento in cui fare bilanci e progettare nuove idee, agosto è il momento in cui lasciarle riposare, far prendere loro forma, e settembre, bè, settembre è il momento delle scelte e dei nuovi inizi. Ma per ora fermiamoci a luglio, con le sue grigliate come se non ci fosse un domani e i suoi temporali improvvisi.

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Torta timo e mele per tornare a vivere

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A Adelaide Miles, scomparsa all’improvviso: brillava nel mondo come un gioiello. E a sua moglie Sophie Curzon-Siggers, mia sorella oltre i legami di sangue e nonostante la distanza. Se fossi lì con te, ti abbraccerei giorno e notte e piangeremmo insieme.

Saluto sempre tutti. Le persone, ma anche i posti. Saluto i miei genitori quando salgono in macchina per andare al ristorante, saluto P. quando torna a casa sua mentre le stelle ci osservano luccicando, saluto mio nonno ogni volta che chiudo la porta del suo appartamento. Saluto prima di partire, prima di tornare, prima di andare a dormire. E, prima di salutare, cerco sempre di risolvere tutto quello che non è stato risolto. Con un bacio, con delle scuse, con un “ti amo” o con un “ti voglio bene”. Perché andare a dormire senza avere fatto pace mi è sempre sembrato uno dei più grandi errori, così come partire senza aver sorriso ed essersi abbracciati stretti. Saluto sempre tutti: quando me ne vado e so che sarà difficile tornare saluto perfino i posti. Li saluto come fossero persone, ringraziando per quello che ho vissuto in riva a quel lago, su quegli scogli, in quelle aule.  Una sorta di addio consapevole perché, parafrasando Holden Caulfield, “mi piace sapere che è l’ultima volta.”

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Torta semplice ai fichi e alle mandorle

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“Trovati un passatempo”, una di quelle frasi che non dice più nessuno. In via di estinzione, come “adirarsi” e “fanciulle”. Forse perché siamo tutti troppo occupati e il tempo passa senza che ci sia bisogno di trovare passatempi. Corre via veloce, l’hanno detto in tanti: poeti, scrittori, artisti, bisnonni e senzatetto. Ci si alza al mattino, si va al lavoro, si fa la spesa, si torna a casa, si cucina, ci si butta sul divano, si va a dormire. La domenica, se tutto va come deve andare, si fa l’amore.

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