Dolce al caramello e pesche

Dolce al caramello e pesche

Pensate se le farmacie vendessero dolci, invece di pastiglie, pillole e pomate. In vetrina ci sarebbero crostate, strudel, torte glassate e pie alle carote; sugli scaffali cupcakes, brownies alle noci e pile di cioccolata se ne starebbero in bella mostra, ognuno con il suo cartellino. “Torta alla zucca per guarire dal dolore degli amori non corrisposti: basta una fetta alla mattina; se accompagnata da latte caldo non esagerare con le porzioni”; “mousse alle fragole contro la solitudine, da ingerire rigorosamente a cucchiaiate”; “cioccolato al peperoncino piccante per chi è stato tradito – si torna a camminare a testa alta soltanto dopo l’assunzione costante del prodotto”; “ghiaccioli al limone per chi sente la mancanza di leggerezza nella propria vita”. Ci sarebbe una soluzione ad ogni male: marshmallows per la noia, ciambelle contro l’astinenza prolungata, riso e latte contro le incombenze della quotidianità domestica. E gli effetti collaterali si ridurrebbero a uno solo, salvo qualche reazione allergica ogni tanto: un mal di stomaco, un’indigestione al massimo, una notte in bagno e poi tutto a posto, niente più nausea, niente più solitudine o depressione.

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Île flottante: il cambiamento più dolce

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Ci sono due tipi di cambiamento. Uno è lento, appena percepibile per uno sguardo troppo abituato a quello che vede: talmente invisibile che quando ti accorgi che qualcosa è cambiato sembra addirittura sia accaduto tutto in un secondo. L’altro è il cambiamento all’improvviso sul serio, quello che ti prende per i piedi, ti appende a testa in giù e ti fa vedere il mondo all’incontrario: tu cerchi di tornare a guardarlo con gli occhi di prima, ma ti accorgi che il cambiamento ti ha legato le caviglie e non puoi più tornare indietro.

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