Cheesecake senza cottura per giornate estive

Cheesecake senza cottura

Di solito, almeno per quanto mi riguarda, questo è il periodo dell’anno in cui si rallenta, in cui non ci sono più lezioni da tenere, corsi da preparare, tabelle di marcia da seguire. È il periodo che più mi ricorda quello – lunghissimo e esteso quasi all’infinito – delle vacanze di quando ero bambina, che iniziavano a giugno e finivano a settembre. Un lungo tempo sospeso in cui sgocciolarsi addosso i ghiaccioli alla menta, guardare vecchi film al pomeriggio nella penombra e uscire la sera in mezzo all’odore dei tigli, dei gelsomini, dell’estate sfavillante.

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Pie alle pesche e lamponi (e l’arrivo dell’estate)

Pie alle pesche e lamponi

Ho sempre amato le stagioni, il loro ciclico ripetersi, tornare e andarsene. Ho sempre pensato che a starmene tutta la vita in un’eterna estate mi mancherebbero la cioccolata calda e gli abbracci sotto il piumone, e che a furia d’inverno la malinconia per gonne e ghiaccioli diventerebbe struggimento. Il bello dei cicli è che scandiscono un ritmo, un passo di danza cui è bello arrendersi, un ballo che in qualche modo segue il ripetersi del nostro respiro, del nostro battito, del nostro corpo. Ho sempre amato i ritmi, quelli che ci connettono con le pause, con le riprese, con il naturale progredire delle cose.

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Cheesecake ai mirtilli (e silenzio)

Cheesecake ai mirtilli

Qualche sera fa c’erano i fuochi, qui a La Loggia City. Li hanno fatti proprio davanti a casa nostra, così che non c’era neanche da infilarsi il vestito bello. Ci siamo sistemati sulle sdraio, io avvolta in una coperta che mi faceva sembrare un Nazgul,(c’era l’arietta fresca, come in montagna), lui con pantaloncini e calze. La gente si è radunata sotto casa, nonni, bambini, ragazze in shorts e mamme con il pancione. E abbiamo aspettato l’inizio.

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Limonata alle pesche e cardamomo

Limonata

Questo era il tempo delle giornate così lunghe che a mezzogiorno pareva fosse già passato un mese da quando ti eri alzato. Era il tempo dei film visti dopo pranzo, del trovarsi in piazza tutti i giorni con gli amici, dei compiti finché il sole non era troppo alto, dei cornetti nel freezer, delle gite in piscina in settimana e delle vacanze eterne al punto che la fine, invece di avvicinarsi, si allontanava. C’è chi dice che il Paradiso arrivi alla fine di tutto. Io dico che il Paradiso erano le vacanze estive, quel periodo dai confini liquidi capaci di estendersi a dismisura. Il Paradiso erano quei tre mesi inconsapevolmente goduti, con la testa tra le nuvole e le dita dei piedi nell’acqua.

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Torta rovesciata all’ananas e zenzero

Torta all'ananas

I giorni che precedono le vacanze sono da sempre quelli in cui iniziano a nascere le idee, quelli in cui l’anno passato si congeda per lasciare il posto a giorni nuovi di zecca. L’ho già detto: per me la fine dell’anno coincide con la fine della Scuola, da sempre. Sarà che le scuole non le ho mai lasciate, in fin dei conti: sta di fatto che per me è luglio il momento in cui fare bilanci e progettare nuove idee, agosto è il momento in cui lasciarle riposare, far prendere loro forma, e settembre, bè, settembre è il momento delle scelte e dei nuovi inizi. Ma per ora fermiamoci a luglio, con le sue grigliate come se non ci fosse un domani e i suoi temporali improvvisi.

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Pie alle ciliegie

Pie alle ciliegie

C’è un momento per ogni cosa. Ad esempio, per andare in vacanza in tenda. Noi il nostro momento l’abbiamo avuto: partivamo carichi come tartarughe, mangiavamo insalate di pomodoro per settimane, festeggiavamo le serate speciali con un avocado o, al massimo, mezza pizza a testa; viaggiavamo in treno, in metro, in autobus, camminavamo tanto, ci svegliavamo presto per la luce che filtrava dentro e i rumori dei bambini pazzi; dopo una settimana avevamo le schiene doloranti ma non importava, perché eravamo io e te, eravamo a Parigi, e l’insalata di pomodori pareva davvero il lusso più grande, come il nostro giovanissimo amore.

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