Brownies per tutti e macchine del tempo

Brownies

A volte il tempo si attorciglia in modi inconsueti: fa le giravolte, le capriole all’indietro, e ti ritrovi con in mano un filo che non sai neanche più tu da dove arriva e dove porta. Ti sembra che quello che accadeva un anno fa sia accaduto soltanto oggi e che quello che hai vissuto un decennio fa riverberi ancora sul presente, con riflessi così intensi da abbagliarti. Mio nonno dice che il tempo è strano: passa in fretta, troppo; però di cose ne fai tante, in una vita, talmente tante che alla fine pare perfino troppo lunga. Così dice. Io non l’ho ancora capito, come funziona questo strano orologio della vita che punta le lancette su momenti così distanti e allo stesso tempo così onnipresenti da farti pensare che ci sia qualcuno, là, a girare l’asticella dei minuti in modo da confonderti.

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Cheesecake ai mirtilli (e silenzio)

Cheesecake ai mirtilli

Qualche sera fa c’erano i fuochi, qui a La Loggia City. Li hanno fatti proprio davanti a casa nostra, così che non c’era neanche da infilarsi il vestito bello. Ci siamo sistemati sulle sdraio, io avvolta in una coperta che mi faceva sembrare un Nazgul,(c’era l’arietta fresca, come in montagna), lui con pantaloncini e calze. La gente si è radunata sotto casa, nonni, bambini, ragazze in shorts e mamme con il pancione. E abbiamo aspettato l’inizio.

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Bignè fatti in casa al lemon curd

Bignè al lemon curd

Mi mancherebbe la certezza che tu sei nell’altra stanza; mi mancherebbe il tuo bacio la mattina, il vassoio che mi porti a letto la domenica, con Robinson che profuma di carta e il caffè d’orzo. Mi mancherebbero le nostre chiamate in auto, all’ora di pranzo, anche se fa caldo e vorrei aprire tutto, ma se apro i finestrini tu non mi senti. Mi mancherebbe aspettarti dalle cinque in poi, come la volpe aspetta il Principe. Mi mancherebbe il rumore delle tue chiavi. Mi mancherebbe il profumo di erbe che porti dentro casa quando arrivi dal lavoro. Mi mancherebbero i tuoi “Stai tranquilla”, qualunque sia la domanda. Mi mancherebbero le nostre passeggiate nella nebbia fitta di novembre, quelle che non vorresti fare ma fai comunque; e poi mi mancherebbero quelle di primavera, con le gonne svolazzanti e le t-shirt aderenti.

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Crema di frutti rossi

Crema di frutti rossi

Mi piace essere donna. Mi piacciono le gonne, mi piacciono i rossetti, mi piacciono le rose rosse e, come da cliché, mi piace tanto il cioccolato al latte. Se potessi rinascere, sceglierei di rinascere donna: di nuovo, nonostante tutto. E quel “nonostante tutto” non si riferisce certo al ciclo mestruale. Il problema è che, in un giorno di primavera, mi sono chiesta: ma se aspettassi un figlio, vorrei che fosse femmina? Le farei un favore, a farla nascere femmina? O per lei vorrei di più?

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Torta rovesciata all’ananas e zenzero

Torta all'ananas

I giorni che precedono le vacanze sono da sempre quelli in cui iniziano a nascere le idee, quelli in cui l’anno passato si congeda per lasciare il posto a giorni nuovi di zecca. L’ho già detto: per me la fine dell’anno coincide con la fine della Scuola, da sempre. Sarà che le scuole non le ho mai lasciate, in fin dei conti: sta di fatto che per me è luglio il momento in cui fare bilanci e progettare nuove idee, agosto è il momento in cui lasciarle riposare, far prendere loro forma, e settembre, bè, settembre è il momento delle scelte e dei nuovi inizi. Ma per ora fermiamoci a luglio, con le sue grigliate come se non ci fosse un domani e i suoi temporali improvvisi.

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Pie alle pesche e mirtilli

Pie

Casa è il luogo in cui sei nato. Casa è la cucina in cui hai rifiutato gli omogeneizzati indicando la pasta al pesto. Casa è la stanza in cui c’era il baule con i travestimenti e dove Babbo Natale mangiava olive e biscotti nella notte. Casa è dove, al pomeriggio, si guardava Zorro. Casa è dove ti era permesso cucinare torte di farina, mirtilli e carta igienica. Casa è dove le divisioni ti facevano strillare al punto da preoccupare i muratori sul tetto del vicino. Casa è dove hai visto le Torri Gemelle cadere, mentre studiavi inglese e sorseggiavi tè nero. Casa è dove ti assopivi sul divano, mentre gli adulti continuavano a parlare. Casa è dove c’erano i pigiama party a base di torte Sacher. Casa è dove hai detto di esserti innamorata. Casa è dove hai iniziato a mettere le scarpe con il tacco, quelle bianche con il fiore sulla punta. Casa è dove hai guardato tutto Grey’s Anatomy sul pc portatile, nella penombra dell’inverno. Casa è dove hai detto: “Ci sposiamo”.

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