#50voltedisnè – maggio

#50voltedisnè

Da sempre, maggio è il mese dei finali, quello in cui si prende l’ultima rincorsa e ci si tuffa nell’Oceano degli impegni. Quest’anno, in particolare, è stato il mese delle ultime fatiche, del traguardo che più si avvicina e più pare lontano, come una specie di miraggio che tremola all’orizzonte e poi scompare. Allo stesso tempo, però, maggio è da sempre il mio mese, quello in cui sono nata, quello in cui sbocciano le rose rosse e in cui faccio provviste al Salone del Libro, quello in cui le giornate iniziano ad allungarsi e si mangiano i primi gelati. Quest’anno, poi, a renderlo ancora più speciale c’è stato #50voltedisnè: un anno, i 50 migliori ristoranti di Torino, “I cento” a farci da guida e la bellezza di iniziare a mangiare all’aperto.

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#50voltedisnè – Gennaio

L’idea ci è venuta una di quelle domeniche pomeriggio in cui fa buio presto e già verso le 6 si inizia a sentire lo scoppiettio dei fornelli a gas che si accendono uno dopo l’altro, nelle case. Forse ascoltavamo Leonard Cohen sbucciando patate, forse i Sigur Ros scaldando il brodo per la zuppa. Sia come sia, avevamo lì vicino la guida de I Cento 2018. Per chi non la conoscesse: trattasi di una guida che mette insieme i migliori ristoranti di Torino, 50 top e 50 pop (spesa sotto i 25 euro). La scrivono Stefano Cavallito, Alessandro Lamacchia e Luca Iaccarino, con grande humour e tono informale, come tra amici. La pubblica Edt, una casa editrice torinese che in quanto a cibo sa il fatto suo. Comunque, era lì sul tavolo, e noi ci diciamo: sarebbe bello provarli tutti, questi ristoranti. O almeno i primi 50, ecco. Peccato che ci vorrebbero anni. Poi, l’idea: non per forza. Non se li proviamo uno a settimana, per 50 settimane: un anno, 50 ristoranti di Torino, una guida per conoscerli tutti e due stomaci per assaggiare senza sosta. All’obiezione: e il vile denaro? Risparmieremo.

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