Blondies al cioccolato, noci e zenzero candito

Mi capita spesso di fare progetti. Per una casa in mezzo ai tralci di glicine e le foglie d’acero e i cespugli di rose, per una casa piena di piante in vaso sulle mensole, con una poltrona sospesa e un’amaca in giardino e una cucina piena di pentole in rame e la luce del sole le mattine d’inverno; per una storia che gli altri abbiano voglia di leggere; per un luogo che si occupi di creatività e gentilezza e amore da imparare, da insegnare; per lo spagnolo e il cinese e l’arabo; per l’antropologia culturale e le aule universitarie e i libri da studiare con gli schemi come facevo al liceo; per una manutenzione più costante dell’amicizia; per giornate scandite dalla meditazione, come un mantra ricorrente; per un periodo a Parigi, a infornare croissant e passare le mattine davanti a Notre-Dame, con i fiori rosa e le vetrate istoriate; per un figlio da crescere; per una corsa quotidiana con la musica nelle orecchie e il fiato robusto, fiero.

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Brownies per tutti e macchine del tempo

Brownies

A volte il tempo si attorciglia in modi inconsueti: fa le giravolte, le capriole all’indietro, e ti ritrovi con in mano un filo che non sai neanche più tu da dove arriva e dove porta. Ti sembra che quello che accadeva un anno fa sia accaduto soltanto oggi e che quello che hai vissuto un decennio fa riverberi ancora sul presente, con riflessi così intensi da abbagliarti. Mio nonno dice che il tempo è strano: passa in fretta, troppo; però di cose ne fai tante, in una vita, talmente tante che alla fine pare perfino troppo lunga. Così dice. Io non l’ho ancora capito, come funziona questo strano orologio della vita che punta le lancette su momenti così distanti e allo stesso tempo così onnipresenti da farti pensare che ci sia qualcuno, là, a girare l’asticella dei minuti in modo da confonderti.

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