Soul Kitchen: la cucina dell’anima

Soul Kitchen

Soul Kitchen è un ristorante di cucina vegana&raw che piace anche a chi il 15 di agosto si sbrana le braciole. Soul Kitchen: cucina dell’anima. Un’anima che negli ultimi anni è diventata di tendenza, tra vegetariani che non mangiano il pollo ma il tonno sì, tra vegani per scelta, vegani per salute, vegani per moda e vegani di passaggio, tra crudisti perché è estate e crudisti perché fa bene. Nonostante la moda, tuttavia, permangono i pregiudizi: quelli che la cucina vegetariana, per non parlare di quella vegana o crudista, sia una cucina di ripiego, una cucina senza sapori, inconsistente. Per fortuna i pregiudizi esistono per essere superati e sconvolti. Perché al Soul Kitchen si mangia tanto e si mangia anche bene. Ma, soprattutto, si mangia una cucina che pur essendo vegetariana, vegana e raw, bè, è anche buona e piace a tutti.

Il locale è ampio, accogliente, con le luci soffuse, la grande cucina a vista e il cuoco pure. Immaginate una pizzeria in cui gli arredi sono stati scelti con grande cura: poltrone di pelle, tanto legno, un po’ di shabby-chic, scaffali con le tisane. Tutto è curato, tutto è estremamente semplice: tovagliette di carta, bicchieroni, servizio veloce (a volte fin troppo, ma i coperti son tanti e non si sa come facciano in tre a governare la sala). Un posto in cui andare con gli amici, prendere una birra e poi, perché no, un piatto di seitan.

O insomma, non per forza. Il menù è ricco, fresco, vario e interessante. Incominciamo la zucchina e il suo fiore in una croccante tempura di riso e sesamo che pare di mangiare raggi di sole, serviti su una stracciatella di tofu, pomodorino secco e origano (e giuro, il tofu non mi è mai sembrato più saporito, né meno tofu). Il piatto è abbondante (e lo saranno anche quelli successivi), a sfatare il mito che chi mangia vegano debba per forza morire di stenti, e anche godurioso, a sfatare l’altro mito che chi mangia vegano debba essere una persona dall’aspetto vagamente triste e depresso. Continuiamo con una crema di piselli, menta e zenzero che è l’estate nel piatto: fresca pur essendo calda, ha il sapore dei pomeriggi di quando eravamo bimbi e correvamo a perdifiato nei campi. Al centro un nido di tagliolini con un croccante al sesamo e fave di cacao, che danno gusto e rimescolano le consistenze, soddisfacendo la pancia e gli occhi. Quanto al filetto di seitan al Barbera con radicchio alla piastra e salsa alle mele, provate per credere e scoprirete che se il cuoco è bravo e gli ingredienti sono buoni non c’è pregiudizio che tenga. I dolci? Non fate i diffidenti. Hanno il sapore della leggerezza, delle giornate di vento, del primo bacio, e fanno invidia a quelli pieni di burro. Noi proviamo un semifreddo al torroncino, meringa e crema al mou che si scioglie in bocca e rinfresca l’anima e una panna cotta al cocco, basilico e coulis ai frutti di bosco che non sa di cocco ma di coccole.

Si mangia tanto, si mangia bene, si mangia senza imbarazzo, con curiosità. E si mangia pure bello, perché la presentazione dei piatti è degna di un ristorante a una stella Michelin, nonostante le tovagliette di carta e il chiacchiericcio da pizzeria (due anime, queste del ristorante, che si scontrano e che si amano). Buone proposte di vini al calice (biodinamici a 4 euro!), birre a volontà, e poi succhi, centrifugati, tisane. Per una serata che si ricorda si pagano sui 30-35 euro a testa. E si sfatano tanti di quei pregiudizi in una volta sola che ci si sente uomini e donne migliori (vegani o no, poco importa).

Ristorante Soul Kitchen
Via Santa Giulia 2

Da Martedì a Sabato:
12:30-14:30 | 19:30-22:30.
Chiuso domenica e lunedì

Ph credits: Soul Kitchen – Giorgio Violino

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