Scorze candite e buoni propositi

Scorze d'arancia

I miei propositi sono sempre troppi. Si affastellano gli uni sugli altri, elenchi puntati e numerati, liste di libri da leggere, di canzoni da ascoltare, di ricette da provare, di ristoranti in cui mangiare, di cose da fare, di cose da non fare, di persone da incontrare e di persone da dimenticare. Di anno in anno cerco di imparare quali, di tutti questi, siano quelli che contano davvero, i primi tre propositi da scrivere in maiuscolo e bruciare la notte di Capodanno, sussurrando alla cenere di raggiungere le stelle e di arrivare fin lassù, all’orecchio di chi sta ascoltando nascosto dietro il Grande Carro.

Scorze d'arancia

Quest’anno, allora, ho deciso di scegliere una parola, una parola che li raggruppi tutti e che li faccia stare insieme, nel caso ne dimenticassi qualcuno per strada. Una parola che mi indichi la via quando i segnali sembrano contraddittori, che mi dica sì, stai andando dalla parte giusta. È una parola che ha a che fare con la lentezza, con la pizza e i canditi fatti in casa, con il tè delle cinque e con il tempo per le amicizie, con il fermarsi a guardare la pioggia che scende, ma anche il sole sulle margherite, con il camminare in silenzio, con il chiacchierare quando è il momento, con leggere un intero libro in un solo pomeriggio, con il mangiare cose buone e essere grata di ciò che ho momento per momento, con le canzoni malinconiche e quelle scatenate, con il ciclo delle stagioni e quello della vita, forse, anche.

Scorze d'arancia

Le scorze candite sono soltanto l’inizio, un preludio dolce e agrumato, che richiede il tempo giusto per arrivare alla fine del processo, ma poi risveglia i sensi e ti dice aspetta, assaggiane ancora un’altra, offrine un barattolo, ricordati della parola che hai scelto: assaporare, per tutto il 2018.

Scorze d'arancia

Per prepararle vi serviranno agrumi di quelli buoni buoni, assolutamente biologici e privi di pesticidi, perché altrimenti vi tocca mangiarveli insieme alla buccia. Io ho iniziato con arance e limoni.

Scorze d'arancia

Si comincia così. Con un coltellino, fate sei incisioni dall’alto al basso sulla buccia degli agrumi, cercando di non tagliare la polpa. Si tratta di essere delicati, ladies and gentlmen. Con le dita, rimuovete gentilmente la buccia che verrà via simile a un vestito di cui spogliare il frutto.

Scorze d'arancia

Sempre con l’aiuto del coltellino, togliete il bianco in eccesso (se candite anche quello le scorzette saranno amarognole) lasciando più scorza che fibra. Vi ritroverete con spicchi piuttosto grossi, da tagliare a fettine sottili, come minuscole frecce giallo-arancio.

Scorze d'arancia

Ora mettete le scorze in una pentola e copritele d’acqua. Portate a bollore, poi scolate e ripetete il procedimento altre due volte. Ogni volta l’acqua assorbirà colore e sostanze amare, assumendo il colore dell’oro liquido.

Scorze d'arancia

Portate a bollore lo zucchero con un litro d’acqua, mescolando di tanto in tanto finché non si sarà sciolto in uno sciroppo denso. Fate attenzione a non lasciare che si formino cristalli sui lati della pentola, avendo cura di passare di tanto in tanto una spatola sui bordi. Aggiungete le scorze allo sciroppo che bolle e lasciate sobbollire dolcemente a fuoco medio-basso per un’ora, senza mai mescolare, fino a quando le scorze non saranno lucide e belle come gioielli.

Togliete dal fuoco e fate raffreddare per un attimo. Con un mestolo forato scolate le scorze e asciugate lo sciroppo in eccesso con dello scottex.

Scorze d'arancia

Tornate bambini e passate le scorze nello zucchero, neve cristallina e dolce. Lasciate raffreddare su una gratella per 24 ore. Le scorze durano per due settimane in un contenitore a chiusura ermetica e sono un dono perfetto per l’Epifania, da assaporare lentamente.

Scorze d'arancia

Scorze candite
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Autore:
Ingredienti
  • 2 arance
  • 4 limoni
  • 1 kg di zucchero
  • 1 l d'acqua
Procedimento
  1. Con un coltellino, fate sei incisioni dall'alto al basso sulla buccia degli agrumi, cercando di non tagliare la polpa. Con le dita, rimuovete gentilmente la buccia.
  2. Sempre con l’aiuto del coltellino, togliete il bianco in eccesso (se candite anche quello le scorzette saranno amarognole) lasciando più scorza che fibra. Vi ritroverete con spicchi piuttosto grossi, da tagliare a fettine sottili.
  3. Ora mettete le scorze in una pentola e copritele d'acqua. Portate a bollore, poi scolate e ripetete il procedimento altre due volte.
  4. Portate a bollore lo zucchero con un litro d'acqua, mescolando di tanto in tanto finché non si sarà sciolto in uno sciroppo denso. Fate attenzione a non lasciare che si formino cristalli sui lati della pentola, avendo cura di passare di tanto in tanto una spatola sui bordi. Aggiungete le scorze allo sciroppo che bolle e lasciate sobbollire dolcemente a fuoco medio-basso per un'ora, senza mai mescolare, fino a quando le scorze non saranno lucide.
  5. Togliete dal fuoco e fate raffreddare per un attimo. Con un mestolo forato scolate le scorze e asciugate lo sciroppo in eccesso con dello scottex.
  6. Passate le scorze nello zucchero, neve cristallina e dolce. Lasciate raffreddare su una gratella per 24 ore. Le scorze durano per due settimane in un contenitore a chiusura ermetica.
 

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