Scones alle pere, cioccolato e zenzero candito

Scones

Se io fossi senza te mangerei soltanto verdure al vapore, se tu fossi senza me mangeresti soltanto sgombro e carbonara. Se io fossi senza te passerei il tempo a spalancare le finestre e a spazzare via le briciole, se tu fossi senza me ci sarebbe odore di chiuso tutti i giorni e le briciole rotolerebbero giù dai tavoli. Se io fossi senza te avrei una malattia mortale ogni domenica, se tu fossi senza me non indosseresti mai la sciarpa. Se io fossi senza te scriverei liste fino ad impazzire, se tu fossi senza me non ricorderesti cosa c’è da fare. Se io fossi senza te non saprei da che lato girano le chiavi per aprire e chiudere le porte, se tu fossi senza me non leggeresti Fred Vargas e non avresti ancora scoperto The Walking Dead e l’Opera. Se io fossi senza te non andrei a yoga ogni settimana, se tu fossi senza me giocheresti a calcio fino a stare male. Se io fossi senza te non conoscerei la calma che riempie il cuore, se tu fossi senza me non conosceresti il tumulto che genera la vita. Se io fossi senza te non sarei sopravvissuta al cambiamento, se tu fossi senza me non saresti sopravvissuto alla quiete.

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Titolo: se io fossi senza te. Sembra una canzone, neanche delle più belle. E poi, forse, sarebbe stato più giusto dire: se io fossi senza di te. Ma suona meglio così, senza te e basta, e dato che è una canzone importa il suono, punto. Dopotutto, è una questione di equilibri. Una questione di sussurri la sera, sul cuscino che sta per riempirsi di sonno: se io fossi senza te. Che farei, senza di te? Chi sarei? Chi diventerei? C’è una poetessa (c’era in realtà, ma le poetesse ci sono sempre) che diceva: anche se siamo diversi come due gocce d’acqua. È questo, che penso da un po’: diversi al punto da renderci persone migliori a vicenda; diversi al punto da discutere e urlare quanto basta; ma, in fin dei conti, due gocce d’acqua che vedono la vita dallo stesso punto di vista, che sanno di essere due facce della stessa medaglia.

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No, non è San Valentino. E nemmeno il nostro anniversario. Ma oggi mi andava così. Mi andava di dirti che senza di te, niente. Non importa quanto stiamo insieme, non importa quanta vita si mette in mezzo tra noi due, non importa cosa dicono gli altri dell’amore e delle relazioni spezzate. Non m’importa nemmeno dell’evidenza di chi si lascia e di chi sbaglia amore per una vita intera. Mi importa soltanto che senza di te, niente.

A volte anche in cucina va così: si provano combinazioni inaspettate e, improvvisamente, nasce l’amore. Cioccolato, pere e zenzero candito, la dolcezza granulosa della frutta, quella punta piccante che brucia la lingua, l’amaro morbido del cacao. E a tenere tutto insieme scones tiepidi, friabili, da servire con una tazza di tè nero o di caffè bollente, immaginandosi una vita in due fino a quando ci sarà vita a sufficienza.

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Incominciamo in un modo familiare, come iniziano tutte le storie d’amore: farina setacciata, burro freddo a cubetti e poi impastiamo con la punta delle dita fino a ritrovarci con piccole, grandi briciole, come sabbia, granelli, sassolini. A parte, sbattiamo un uovo e il latte e li versiamo sull’impasto di farina e burro.

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L’impasto diventa morbido, appiccicoso, forse perfino troppo: dopotutto, ci stiamo innamorando.

Ed è qui che viene il bello: aggiungiamo la pera tagliata a pezzetti, i cubetti di cioccolata e lo zenzero candito, mescoliamo e poi impastiamo direttamente sul ripiano, aggiungendo farina se l’impasto è troppo appiccicoso. Non ci vuole molto tempo: presto le differenze si amalgamano, diventano parte della stessa storia.

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A questo punto stendiamo l’impasto premendolo con le mani o aiutandoci con un mattarello: deve avere uno spessore di 2 cm circa. Lo tagliamo con una formina rotonda per biscotti, riuniamo i ritagli, li impastiamo nuovamente, li stendiamo e tagliamo altri scones, individuali, separati, ma accomunati da un comune sapore.

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Spennelliamo con il tuorlo d’uovo, perché ci vuole bellezza, sempre. E inforniamo per 15 minuti circa, affinché l’amore si decida a scaldare i cuori e la casa.

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Servite gli scones tiepidi con una buona tazza di tè e dedicate il vostro amore a qualcuno, magari con una canzone sciocca inventata su due piedi che parla di vite vissute insieme e che ha un ritornello un po’ ripetitivo: senza di te, niente. Ecco.

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Scones alle pere, cioccolato e zenzero candito
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Autore:
Serves: 20
Ingredienti
  • 390 gr di farina
  • 50 gr di zucchero
  • 2 cucchiai e ½ di lievito
  • ½ cucchiaino di bicarbonato
  • ½ cucchiaino di sale
  • 170 gr di burro, freddo e tagliato a cubetti
  • 250 ml di latte
  • 2 uova
  • 2 pere tagliate a cubetti
  • 130 gr di cioccolato, tagliato a pezzetti
  • 70 gr di zenzero candito, tagliato a pezzetti
Procedimento
  1. Riscaldate il forno a 200°C e rivestite due teglie con della carta da forno.
  2. In una ciotola setacciate insieme la farina, lo zucchero, il lievito, il bicarbonato e il sale.
  3. Aggiungete il burro tagliato a cubetti e impastate con la punta delle dita fino a ritrovarvi con un impasto di piccole briciole.
  4. A parte, sbattete un uovo e il latte e versateli sull’impasto di farina e burro. L’impasto diventerà morbido e appiccicoso.
  5. Aggiungete la pera tagliata a pezzetti, i cubetti di cioccolato e lo zenzero candito.
  6. Impastate sul ripiano ben infarinato, aggiungendo altra farina necessario. Non sarà necessario impastare a lungo, giusto il tempo che serve affinché l’impasto prenda forma.
  7. Stendete l’impasto premendolo con le mani o aiutandovi con un mattarello: deve avere uno spessore di 2 cm circa.
  8. Tagliate gli scones con una formina rotonda per biscotti di 5 cm di diametro circa.
  9. Riunite i ritagli, impastateli nuovamente, stendeteli e ricavate altri scones, fino a quando non finirete l’impasto.
  10. Spennellate gli scones con l’altro uovo sbattuto.
  11. Infornate per 12-15 minuti circa, fino a quando non saranno dorati.
  12. Servite gli scones tiepidi con una buona tazza di tè. L’ideale è mangiarli il giorno stesso, ma si conservano fino a due giorni in un contenitore ermetico.
 

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