Quattro chiacchiere sul sesso

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Del sesso si parla in due modi: volgarmente, oppure non se ne parla affatto. Sembra strano, in effetti, ma nonostante di sesso si parli in continuazione, in realtà non se ne parla mai davvero,non in un normale discorso, come quando raccontate che vi si è rotta la lavatrice e che vi piace tanto la pasta allo scoglio, ma che i formaggi erborinati proprio non li digerite.

Fateci caso. Pensate alle conversazioni che fate con gli amici, pensate a quello che dicono alla tv, alla radio, a quello che scrivono sui giornali. Se si parla di sesso, lo si fa con una battuta, perché è l’unico modo che abbiamo per dimostrare agli altri che noi del sesso sappiamo tutto, che noi il sesso lo facciamo sempre, anche appesi al contrario all’appendiabiti. É un modo per esorcizzare la paura di sembrare gli unici inesperti, gli unici a non sapere come comportarsi, gli unici che hanno domande e nessuno che dia loro le risposte. Ci comportiamo allo stesso modo soltanto con la morte, che molte volte sbeffeggiamo e di cui più spesso ancora preferiamo tacere.

Perché l’altra faccia delle battute più o meno raffinate, l’altra faccia della medaglia sono tutte le volte in cui, del sesso, non ne parliamo e basta: per esempio con i nostri figli, perché sarebbe davvero imbarazzante e allora è meglio che non sappiano nulla, almeno fino a quando non diventeranno grandi abbastanza, cioè decisamente troppo tardi; per esempio con i nostri genitori, perché sarebbe ancora più imbarazzante e allora è meglio non chiedere niente e imparare da soli; per esempio con i nostri amici, con i quali del sesso ridiamo tanto, ma che di noi in realtà sanno ben poco. Non sto dicendo che non ci sia informazione. Sto dicendo che non possiamo condividere le nostre esperienze, che non possiamo confidare le nostre paure, che non abbiamo la possibilità di aprirci davvero con nessuno. Del sesso parliamo superficialmente anche con quelli che dovrebbero consigliarci quando arrivano i momenti più complicati; del sesso parliamo come ne parla lo stereotipo del camionista: senza mai prendere la cosa sul serio, perché prenderla sul serio ci fa sentire nudi a meno venti gradi.

Provate a immaginare come sarebbe tutto più semplice se nessuno avesse problemi a dire: “Ieri sera la mia ragazza mi ha chiesto di bendarla, e abbiamo fatto l’amore per due ore di fila”; se a pranzo si potesse discutere dei vantaggi e degli svantaggi della masturbazione; se in ufficio potessimo raccogliere pareri su come arrivare in sincronia all’orgasmo; se chi ha imparato insegnasse a chi ancora non sa nulla. Provate a immaginare come sarebbe tutto più semplice se del sesso ne parlassimo senza sentirci in imbarazzo, senza dover arrossire subito dopo. Se ne parlassimo senza sporcarlo,soprattutto. Se ne parlassimo come della cosa bella che è, punto.

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6 thoughts on “Quattro chiacchiere sul sesso

  1. Condivido le tue riflessioni. Il sesso é un modo per arrivare a conoscersi profondamente e per conoscere l’altro diverso da noi. É spiritualità e piacere insieme.
    Sono stato ieri in un negozio dedicato all’amore, in tutte le sue declinazioni.
    Si chiama Lovever ed é a Torino.
    E si parla di sesso serenamente, senza allusioni e doppi sensi.

  2. Ho iniziato a farlo da un po’. Ho iniziato a parlare di sesso con le amiche, con le persone che giudicavo in grado di andare oltre quella polverosa coltre d’imbarazzo che circonda l’argomento. Forse all’inizio l’ho fatto per provocare, perchè cominciavo a sentirmi sicura; sono rimasta stupita: credevo di vedere tante mani imbarazzate posarsi sulle labbra, sugli occhi, sul viso per allontanare un argomento scomodo. Ed invece si è aperto un mondo nuovo, fatto di curiosità, di scambi di idee, di racconti e domande. E’ stato bello.
    Quindi sì, parliamone. Parliamone con tranquillità, con malizia, con umiltà, con fervore, con rabbia, con piacere, con curiosità, con…con…con… .

    1. …con le persone giuste. Perché a volte il mondo è lì davanti a noi, ma abbiamo gli occhi chiusi e siamo convinti che non ci sia nulla a parte il buio. Poi li apri, e scopri che c’era qualcun altro che la pensa come te. Proviamoci quindi 🙂

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