Pumpkin Pie, autunno e matrimoni

Pumpkin Pie

Alla gente, di solito, l’autunno non piace. Non amano la pioggia, che inumidisce le ossa e inzacchera i vestiti; non amano la luce che cala; non amano il freddo e nemmeno i cappotti. Che io lo ami, invece, è cosa nota, almeno se leggete questo blog da un po’ di tempo. Ogni tanto capita, che me lo chiedano: “Cosa ci trovi, nell’autunno?” Un po’ come chi, incredulo, mi chiedeva perché mi volessi sposare. Mi è successo ancora, recentemente, quella messa in dubbio per nulla sottile, quel: “Allora, come va il matrimonio?” Ecco, niente da fare. Ognuno di noi ha cose che ama e cose che detesta, cose che comprende e cose che non capirà mai davvero, non a fondo. L’autunno, per esempio, o gli amori che arrivano da lontano e lontano vogliono andare.

Ci diciamo tutto. Io e lui, il vichingo, ci diciamo tutto. Gli dico che il ciclo mi sta strappando il ventre a morsi, gli dico che ho voglia di hamburger più di quanta potrebbe averne Obelix, gli dico che la cucina che ho davanti è esattamente quella che sogno da anni, ma sarebbe ancora meglio con un ritratto di Julia Child alle pareti, gli dico che ho paura di morire di peste e di BSE ogni giorno della mia vita, gli dico che il profumo del kalikanto è tra i migliori al mondo, gli dico che lo preferisco senza barba ma pazienza, se proprio vuole tenersela alla moda hipster che lo faccia, lo amerò sempre, anche à la into the wild. E poi, da sempre, gli dico quando incontro qualcuno che mi piace, qualcuno che potrebbe farmi deviare, cambiare strada, qualcuno con cui varrebbe la pena fare l’amore. E lui lo dice a me.

Mi hanno risposto che siamo strani. Svedesi, ecco. Io non credo sia una questione di Svezia. Credo sia più una questione di fiducia: l’ammettere che non siamo certo monogami. Il dirsi che ci sarebbero di certo altre persone con cui passare notti di follia. Il guardarsi negli occhi e avere il coraggio di denudarsi perfino dell’ultima paura, quella di tradire ed essere traditi. Perché quando si parla non c’è tradimento. E a volte le risposte dell’altro ci sorprendono. Ci spingono a scegliere chi abbiamo davanti. Ci spingono a fare l’amore, sì, ma nel nostro letto, non in quello di qualcun altro. Ci spingono a immergerci nei fondali marini invece di surfare sugli Oceani.

Non nuoto, galleggio appena come un cane smarrito, e se dovessi scegliere davvero tra il surf o le immersioni non so cosa mi farebbe più paura. In questo caso, però, (ormai cinque! mesi fa) ho scelto di immergermi e ne sono più felice ogni giorno che passa, ogni mattina in cui c’è il sole o in cui il cielo ha deciso di buttarci addosso la sua rabbia. Una sola persona per una vita intera: una follia, forse. Ma di follie al mondo ce ne sono parecchie e questa, dopotutto, mi sembra una delle più belle. Non dico che sia giusto o sbagliato. Credo che non ci siano risposte: basta che funzioni, diceva un film e mi ha ripetuto qualche tempo fa un amico. Basta che funzioni, ripeto io, e che non soffra nessuno, aggiungo. Per noi, funziona parlare guardandoci negli occhi, dirsi tutto senza paura di rompere il mistero. Perché, certo, qualcosa immergendosi va inevitabilmente perduto: il brivido dell’equilibrio sulla cresta dell’onda, ad esempio. Ma il corallo non si trova in superficie, e neanche le perle. E io, le perle, lo sapete, le amo nonostante tutto. Almeno quanto l’autunno, e le pumpkin pie.

Pumpkin Pie

In Italia le pie non esistono. Abbiamo le torte e le crostate. Punto. Ma le pie non sono torte, non soltanto. E crostate, pff! Per favore, non diciamo eresie. Quindi abbiamo le pie, perfette e intraducibili nel loro essere un ripieno di frutta contenuto da una crosta di pasta frolla, a volte ricoperto da un altro guscio friabile, a volte no.

Ed eccoci a uno dei motivi per cui apprezzo l’autunno. Calde, morbide, riempiono la casa del profumo di chi ci ama e ci tieni stretti a sé, dei camini accesi e della legna che brucia, dell’onestà di un pigiama e della bellezza di non dover mettere i tacchi per sentirsi belle. Le adoro tutte, ma in estate accendere il forno è sempre una sfida contro la qual bisogna scontrarsi. In autunno l’abbondanza di frutti lascia il posto alla voglia di proteggersi, e in questi casi non c’è nulla di meglio che infornare una pie alla zucca.

Per prepararla, come sempre quando si tratta di pie, ci vuole tempo. Attenzione: non ci vogliono capacità sovrannaturali o riti voodoo. No, niente di tutto questo: ci vogliono solo un po’ di calma e una buona dose di amore. Insomma, nulla di cui siate sprovvisti, per cui no, non prendete la pasta frolla surgelata. Vi assicuro che siete perfettamente in grado di sfornare una pie fatta in casa dall’inizio alla fine.

Pumpkin Pie

Si inizia come consuetudine, mescolando le polveri magiche: farina, zucchero, sale. Poi aggiungete il burro freddo, tagliato a tocchetti, e cominciate a impastare con la punta delle dita, un gioco come quelli di tanti anni fa, il cui risultato sono briciole grandi come fiocchi d’avena o poco più. Un impasto di briciole in cui immergere le mani come in una ciotola piena di minuscole biglie bianche e burrose.

Pumpkin Pie

A questo punto aggiungete il latte, mescolate con una forchetta e adagiate l’impasto sul ripiano leggermente infarinato. Sarà umido, apparentemente ingestibile, ma la gentilezza vincerà, ve lo assicurò: vi basterà impastare per qualche minuto, fino a dare forma all’impasto che, morbido, sarà pronto per riposare in frigo un’ora circa.

Ed ecco che mentre l’impasto fa un pisolino entra in scena la zucca. No, non quella di Cenerentola. Una zucca più piccola, sbucciata, tagliata a tocchetti e cotta a vapore per un quarto d’ora circa, fino a quando non diventa morbida. Ecco, sappiatelo, io sono per la parità dei sessi. Ma parità non significa essere sciocchi: se avete un baldo giovane accanto, la zucca fatela tagliare a lui. Ci si riesce anche da sole, senza alcun dubbio, ma a volte un aiutino non guasta.

Pumpkin Pie

Zucca, dunque. Zucca, zucchero, cannella e noce moscata lasciate a sobbollire sul fuoco fino a quando il composto non si addensa e non profuma di biscotti e caramelle mou. Allora trasferitelo in una ciotola e aggiungete la panna, le uova e l’estratto di vaniglia. Voilà. Avete l’autunno in una ciotola.

Tirate fuori dal frigo l’impasto e stendetelo su un ripiano infarinato. Per vostra informazione, se mai dovesse mancarvi un mattarello, sappiate che si può stendere un impasto anche senza. La buona vecchia bottiglia di conserva, per intenderci. Non che l’abbia mai fatto, s’intende. Volete che una come me, ossessionata dalle torte, a cinque mesi dal trasloco ancora non abbia ancora un mattarello? Impossibile, appunto. Comunque. Stendete l’impasto facendo attenzione a muoverlo di tanto in tanto, in modo che non si attacchi. Arrotolatelo poi sul mattarello (o sulla bottiglia, dico per dire) e adagiatelo sulla teglia. Tagliate l’impasto in eccesso e decorate i bordi con la punta delle dita o una forchetta. Ecco, dovete sapere che l’impasto si stanca facilmente: un tipo pigro, ecco. Quindi copritelo e mettetelo in frigorifero per 30 minuti circa. Nel frattempo? Nel frattempo lavate i piatti, che si sa, sono un po’ come il prezzemolo: spuntano sempre.

Pumpkin Pie

A questo punto versate il ripieno nel guscio d’impasto e infornate. Visto? Ve l’avevo detto che ce l’avreste fatta.

Pumpkin Pie

Aspettate che la torta sia pronta, sfornate, lasciate raffreddare per una trentina di minuti. Potreste anche fermarvi qui, ma io vi faccio una proposta: una salsa al caramello salato e noci che andrebbe aggiunta alla lista delle sette meraviglie del mondo. Che ne dite? Basta mettere sul fuoco zucchero di canna, burro, panna e sale. Lasciate sobbollire per 3/5 minuti e  aggiungete le noci sgusciate e l’estratto di vaniglia. La cucina avrà il profumo dei baci invernali, fuori da scuola, prima del suono della campanella. Ora, versate sulla torta una colata calda di amore e burro.

Pumpkin Pie

Lasciate raffreddare per una notte in frigorifero, se riuscite ad aspettare: la salsa si addenserà e la pie prenderà la giusta consistenza. Fuori sarà quasi buio, forse una leggera pioggia accompagnerà il sobbollire del te. E l’autunno e il matrimonio non avranno mai avuto sapore migliore.

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Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Autore:
Ingredienti
  • 160 gr di farina
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • ½ cucchiaino di sale
  • 115 gr di burro freddo, tagliato a cubetti
  • 130 ml di latte
  • 450 gr di zucca, sbucciata e tagliata a tocchetti
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 50 gr di zucchero bianco
  • 2 cucchiaini di cannella
  • ½ cucchiaino di noce moscata grattugiata
  • 1 pizzico di sale
  • 375 ml di panna liquida
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 85 gr di burro
  • 50 ml di latte
  • 1 pizzico di sale
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 75 gr di noci sgusciate
Procedimento
  1. Riscaldate il forno a 200°C.
  2. In una ciotola di medie dimensioni mescolate insieme la farina, lo zucchero e il sale. Aggiungete il burro e impastate con la punta delle dita fino ad ottenere un impasto di piccole briciole. Aggiungete il latte e impastate con una forchetta, poi adagiate il composto su un ripiano leggermente infarinato e impastate fino a quando non avrete un impasto morbido ma sodo. Mettete in frigorifero per un’ora circa.
  3. Mentre l’impasto riposa fate cuocere la zucca al vapore per 15 minuti circa o fino a che non sarà morbida. Toglietela dal fuoco e riducetela in purea. Mescolate la purea di zucca con lo zucchero di canna, quello bianco, la cannella e la noce moscata. Fate cuocere, mescolando, per circa 5/7 minuti, fino a quando il composto non sobbollirà. Trasferite il composto in una ciotola, aggiungete la panna, le uova e l’estratto di vaniglia. Mescolate bene.
  4. Tirate fuori l’impasto dal frigo, stendetelo su un ripiano infarinato con un mattarello e adagiatelo su una teglia. Togliete l’impasto in eccesso e decorate i bordi con le dita o una punta di una forchetta. Lasciate riposare in frigorifero per 30 minuti circa, poi riempite il guscio di pasta con il ripieno di zucca.
  5. Infornate per 15 minuti, poi diminuite la temperatura del forno a 180°C e cuocete fino a quando la pie non tremola al centro, per 40-50 minuti circa.
  6. Nel frattempo, preparate la copertura. In un pentolino mescolate a fuoco medio lo zucchero di canna, il burro, la panna e il sale. Lasciate sobbollire fino a quando non si addenserà, dai 3 ai 5 minuti circa. Togliete dal fuoco e aggiungete le noci e l’estratto di vaniglia.
  7. Lasciate che la pie raffreddi per circa 30 minuti, poi versate la salsa al caramello sulla torta. Se la salsa si fosse addensata troppo riscaldatela per qualche minuto sul fuoco. Lasciate raffreddare prima di servire.
  8. La pie di zucca si conserva fino a quattro giorni in frigorifero, ma garantisco che non durerà tanto.
 

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2 thoughts on “Pumpkin Pie, autunno e matrimoni

  1. Le parole fanno bene, fanno crescere insieme, ci mettono nudi davanti alle cose e si intrecciano tra loro per far incastrare noi, gli uni con gli altri, in immersione, come dici tu. Io penso che la felicità richieda mezza dose di fatica e mezza di follia. Poi pazienza, amore e burro 🙂 tu sei ben attrezzata di tutti questi ingredienti e quindi il vostro sarà un viaggio lungo verso un paese lontano lontano. Continua a camminare e a brillare, Lucia bella! Quando ti leggo, intorno sparisce tutto e finisco sempre con un sorriso spiaccicato in faccia. Ti abbraccio!

    1. Una persona che conosco dice sempre: il culo che abbiamo avuto e quello che ci siamo fatti. Forse non proprio un francesismo, ma rende l’idea. E finché continueremo a dispensarci sorrisi a vicenda attraverso le parole andrà tutto bene. Ti abbraccio forte anche io!

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