E festa sia: profiteroles fatti in casa

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Si tratta dei compleanni. Uno non ci pensa, fino ad un certo punto della vita. Compi 18 anni e festeggi perché non vedevi l’ora di arrivarci, a quella meta: tutti ti fanno gli auguri, i genitori ti pagano patente e birra per la festa. Poi ne compi 19 e festeggi ancora, ovvio, perché il liceo è quasi alla fine. 20 è cifra tonda, un traguardo importante: anche quello vale la pena festeggiarlo. Poi arrivano i 21, i 22, i 23, i 24 e le cose cambiano.

Accade così, neanche te ne accorgi. Finisci l’università, se hai fortuna inizi a lavorare. E all’improvviso non puoi più startene a casa fingendo di avere la febbre o entrare tardi perché la prima ora è quella di religione. La sera spesso sei stanco, così stanco che ti sembra di essere stato in una pentola a pressione con cavoli e broccoli, e poi ridotto in poltiglia fetida con il minipimer. Quando parli con chi ancora non lavora, pensi che per capire le cose bisogna davvero passarci in mezzo, come nella jungla, perché un conto è avere un esame, un conto è dover consegnare un progetto. É una differenza sottile, ma allo stesso tempo abissale. Cambia il fatto che hai responsabilità nei confronti di altri, non solo di te stesso, come se una parte di mondo, pur se piccolo, dipendesse da te. Sì, certo, avere un figlio è peggio. Non a caso i saggi dicono sia bene comprare prima un gatto.

Ecco, è così che capita. E proprio nel momento in cui avresti più bisogno di feste con i palloncini, candeline da soffiare, pacchetti, fiocchi, nastri, carta dorata, proprio nel momento in cui vorresti una montagna di regali, bè, i regali diminuiscono e nessuno più si ricorda le candele. Perché sì, in effetti, siete cresciuti. Ma questo non significa che non vi meritiate più regali e palloncini, anche se certo, magari un po’ diversi da quelli delle elementari.

Uscite prima dal lavoro. Mettetevi il rossetto e un vestito scollato. Andate a cena fuori, nel vostro ristorante preferito. Tornate a casa e fate l’amore. Prenotate le terme per il weekend e andateci con un’amica. Fate un picnic in mezzo a coccinelle e margherite. Prendetevi il tempo di preparare in casa dei profiteroles e di mangiarli uno dopo l’altro, tra le lenzuola, con un bicchiere di vino bianco e lui di fianco come regalo più bello. Perché sì, in effetti, non avete più 18 anni. E questo significa anche che l’amore si fa sul serio, si fa bene, si fa tanto. Significa che i soldi sono vostri. Significa che siete abbastanza grandi da non avere paura di voi stessi, ma non così grandi da averne paura di nuovo. Significa che tra pochi anni andrete a vivere insieme, se vi amate. E, più importante ancora, significa che i regali ve li meritate tutti, ve li meritate il doppio.

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PROFITEROLES

Ingredienti per 25 bigné

Per la pasta choux

70 gr di farina 00

55 gr di burro

3 uova di media grandezza

62, 5 ml di latte

62,5 ml di acqua

½ cucchiaino di zucchero

½ cucchiaino di sale

Per il ripieno e la salsa

65 gr di cioccolato fondente

250 gr di panna da montare

125 ml di acqua

35 gr di zucchero + altri 2 cucchiai extra

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Per prima cosa, la pasta choux. Sì, proprio quella dei bigné che trovate nelle vetrine in centro. La buona notizia è che prepararla è davvero semplice e, se non lo dite a nessuno, crederanno tutti che siate esperti pasticcieri. Basta versare in una casseruola l’acqua, il latte, lo zucchero e il sale, mescolare un poco e poi, a fuoco basso, aggiungere il burro. Quando il composto si metterà a bollire, versate tutta la farina. Non dovete farvi venire l’ansia. Sbattete vigorosamente con una frusta: l’impasto sarà grumoso, pesante, ma in breve tempo diventerà liscio, lucido come i capelli di una sposa bionda; continuate a sbattere. Vi accorgerete che dopo 2 minuti al massimo l’impasto si staccherà dalle pareti e formerà una sorta di palla profumata di burro. Trasferitela in una ciotola.

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A questo punto, dovete unire le uova. Ecco, questo è il momento in cui tutto potrebbe sembrarvi perduto, ma la seconda buona notizia è che nulla è perduto davvero. Aggiungete le uova una alla volta. Mescolate: l’impasto scivolerà, si dividerà come se l’uovo fosse quanto di più sgradito poteste offrirgli. Non vi fate intimorire, continuate a mescolare fino a quando l’uovo non verrà incorporato del tutto. Continuate così, aggiungete il successivo. L’impasto diventerà dorato come una pepita. La pasta sarà pronta quando colerà in un filo continuo.

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Veniamo ai bigné. Riscaldate il forno a 180°. Mettete la pasta choux in una tasca da dolci con una bocchetta media e rotonda, aiutandovi con una spatola. Formate delle palline del diametro di circa 4-5 cm distribuendole su una teglia imburrata e rivestita di carta da forno, a distanza di 5 cm una dall’altra. Le distanze sono importanti, e lo dico per esperienza: tra i bigné deve poter passare l’aria, altrimenti una volta fuori dal forno si sgonfieranno. Non ripetete i miei stessi errori: rispettate i numeri.

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Infornate ora i bigné e fateli cuocere per 7 minuti, poi aprite leggermente lo sportello del forno e infilateci un mestolo di legno in modo che rimanga socchiuso. Fate cuocere per altri 13 minuti, fino a quando la pasta si gonfia e diventa dorata. Fate raffeddare i profiteroles su una gratella. Anche questo è importante: lo ripeto, deve passare l’aria, altrimenti il bigné si sgonfia. Date fiato all’impasto.

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Nel frattempo, potete preparare la salsa al cioccolato. Versate l’acqua in un pentolino dal fondo spesso, aggiungete lo zucchero, 62.5 gr di panna e il cioccolato sminuzzato. Portate lentamente a bollore mescolando continuamente. Lasciate sobbollire fino a quando la salsa non vela il cucchiaio, il colore è uniforme e la cucina non profuma di abbracci. Montate il resto della panna con due cucchiai di zucchero circa.

Con delicatezza, tagliate con un coltello affilato la calotta superiore dei bigné, senza però arrivare fino al fondo, ma lasciandola attaccata da un lato. Aiutandovi con la tasca per dolci, riempiteli uno a uno con la panna montata. Servite con la salsa al cioccolato, calda o fredda a piacere. Avranno il gusto leggero di una nuvola.

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2 thoughts on “E festa sia: profiteroles fatti in casa

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