Pie alle fragole

Pie alle fragole

Ci sono momenti in cui stai bene nella tua pelle e altri in cui, invece, vorresti essere un camaleonte. Quando sei giovane, molto giovane, tipo alle medie, credi che ti toccherà per sempre sperare di essere un camaleonte. Poi, per fortuna, capisci che non è così, che basta trovare il proprio habitat.

Non sono mai stata brava con i giochi di squadra: pallavolo, alle medie, mi procurava molte più ansie del primo bacio. Io ero quella che veniva scelta per ultima, come i pasticcini che rimangono sul vassoio; ero quella che si scostava quando arrivava la palla, invece di buttarsi per prenderla; ero quella che la battuta raggiungeva appena la metà campo (il nostro, chiaro); ero quella che per il compleanno chiedeva di saltare la lezione di ginnastica. Ancora oggi ricordo l’odore di plastica bruciata e sudore e, ancora oggi, quando vedo arrivare un pallone, tendo a spostarmi di lato, leggermente, quanto basta per mettermi in salvo.

Per fortuna, le medie sono finite. Per fortuna, con il tempo, ho capito la storia del camaleonte e ho scoperto che per mettersi in salvo, nella vita, è sufficiente stare bene nella propria pelle. Trovare i territori in cui non c’è bisogno di mimetizzarsi perché si è già mimetici per natura.

La primavera, ad esempio. Gli abiti color pastello e le gonne lunghe. Scrivere. Il tiramisù. I ristoranti stellati. Le polpette. Le melanzane e le ciliegie. Organizzare: un viaggio, una cena, un anno scolastico. Progettare. Le lingue straniere. Il burro. Insegnare, anche. La pioggia sui tetti della mansarda. Parigi. Il Nord Europa. Il mare d’inverno. I gatti che fanno le fusa. I gatti che non fanno le fusa. Le betulle, i salici piangenti, gli aceri e i glicini. Ascoltare. Le peonie e le rose rosse. I matrimoni. L’odore del bucato pulito. Le amache. Il femminismo. Il cinema all’aperto e anche quello al chiuso, quando si spengono le luci. Mangiare. Cucinare insieme. Cucinare da soli. Essere precisi. Le perle. I capelli sciolti. I tacchi alti, le scarpe comode. La bicicletta. La gentilezza. Marquez e Jane Austen. I film d’amore. Titanic. I sogni che si avverano. La determinazione. Innamorarsi. Fidarsi. Il cibo buono, pulito e giusto. Le bacche di vaniglia. Il rossetto. Gli amori che durano per sempre. Gli amici che vanno e vengono. Il rispetto. Le pie, magari alle fragole.

I territori in cui stiamo bene nella nostra pelle li scopriamo man mano che andiamo avanti in questo folle, meraviglioso mondo. A volte cambiano. A volte restano gli stessi. Tuttavia, sappiamo sempre quando ci troviamo in uno di essi: perché non abbiamo bisogno di giustificazioni, né di spiegare nulla. Ci sembra, quando accade, che di quel territorio la mappa sia stata scritta sui nostri palmi, tra le linee della vita e quelle dell’amore.

É così che mi capita, quando cucino una pie. Tutto a un tratto, mi pare che le mani di chi mi ha preceduto nell’impastare siano tutte lì, sovrapposte alle mie, a guidarmi in un territorio che già ho conosciuto, un territorio sicuro, in cui non c’è bisogno di scansarsi per evitare alcun pallone, un territorio in cui il burro rende friabile l’impasto e le fragole si sciolgono in una marmellata densa e zuccherina. Un territorio dell’anima, del cuore e del respiro.

Pie alle fragole

Forse il territorio delle pie è per voi sconosciuto, ma credetemi: esplorarlo non può che essere la scelta giusta. Preparare una pie è un atto d’amore. Un atto di fede, in un certo senso: nelle proprie capacità, negli ingredienti che si trasformano, nel calore del forno, nel sapore delle cose buone. Un atto rivoluzionario, perché semplice, eppure concreto, fisico. Quindi seguitemi: fate la rivoluzione, preparate una pie alle fragole. Prendetevi il tempo giusto, non serve altro.

Pie alle fragole

Iniziate come si inizia sempre: farina, zucchero e sale in una ciotola. Mescolate. Poi aggiungete il burro freddo tagliato a cubetti e lavoratelo con la punta delle dita. Vi ritroverete con un impasto di piccole briciole, alcune della grandezza di un pisello, altre di un fiocco d’avena.

Pie alle fragole

A questo punto aggiungete acqua ghiacciata e un po’ d’aceto (il trucco per un impasto friabile e croccante). Impastate velocemente con una forchetta, fino a quando l’impasto non avrà preso forma. Sarà umido e scomposto, ma non abbiate timore: ogni nuovo territorio, all’inizio, sembra selvaggio.

Continuate a impastare su un ripiano di lavoro leggermente infarinato, fino a quando l’impasto non avrà preso forma. Dividetelo in due dischi, uno un po’ più grande dell’altro, e poi mette a riposare in frigo per un’ora circa.

Pie alle fragole

Nel frattempo, preparate l’impasto. Le fragole vanno lavate e tagliate una ad una: sentite il profumo, il peso di ogni fragola nella vostra mano. Mettetele in una ciotola con lo zucchero, la maizena e il succo di limone. Mescolate bene, fino a quando la maizena non sarà sparita alla vista come in uno di quei giochi d’illusione ottica. Lasciate riposare per una decina di minuti.

Eccoci al momento clou, quello che ci rende professionisti del pie-territorio. Si tratta di stendere i due dischi, prima il più grande, poi il più piccolo, come se fossero lenzuola tonde. Adagiate il primo disco in una teglia per dolci, rifinite il bordo tagliando gli eccessi. Riempite con le fragole, gioielli rosso rubino.

Pie alle fragole

Ora ci sono due possibilità. La prima, per chi si avvicina al pie-territorio per la prima volta, è di coprire le fragole con l’altro disco, proprio come quando si rimboccano le coperte, sigillando i bordi con le dita e decorandoli con i rebbi delle forchette.

Pie alle fragole

Chi, invece, ha già esplorato il mondo delle pie (magari insieme a me), può avventurarsi oltre e tagliare il disco a strisce, con cui decorare la pie come se si trattasse dell’intreccio di un tappeto o di un tessuto prezioso. Farlo è più facile che dirlo. Vederlo più facile che scriverlo, ecco perché vi consiglio questo semplice tutorial.

Pie alle fragole

Per finire, accendete il forno a 200°C, spennellate l’impasto con l’uovo sbattuto, ricoprite con un po’ di zucchero, mettete la tortiera su una teglia per evitare che i succhi fuoriescano e si attacchino e infornate per 15 minuti, poi riducete la temperatura a 180°C e lasciate cuocere per altri 30 minuti circa.

Pie alle fragole

La pie è pronta quando ha un bel colore dorato e profuma di marmellata alle fragole. Servite una volta tiepida e sentitevi orgogliosi di essere chi siete, fieri nel vostro meraviglioso territorio.

Pie alle fragole
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Autore:
Ingredienti
  • 200 gr di farina
  • 2 cucchiai abbondanti di zucchero
  • 1 cucchiaino raso di sale
  • 225 gr di burro, freddo e tagliato a cubetti
  • 7 cucchiai d’acqua gelata
  • 1 cucchiaino di aceto di mele o miele
  • 1 kg di fragole
  • 100 gr di zucchero
  • 70 gr di zucchero di canna
  • 35 gr di maizena
  • 1 pizzico di sale
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 1 uovo e zucchero per decorare
Procedimento
  1. Mescolate in una ciotola di medie dimensioni la farina, lo zucchero e il sale. Aggiungete i cubetti di burro freddo e, con la punta delle dita, lavorate il burro e la farina velocemente, fino a ottenere un impasto di piccole briciole.
  2. Mescolate l’acqua fredda e l’aceto e versateli nell’impasto di burro e farina. Impastate con una forchetta per ottenere un primo impasto umido e appiccicoso.
  3. Su un ripiano leggermente infarinato lavoratelo fino a quando non prenderà forma. Dividetelo in due e formate due dischi. Avvolgeteli nella pellicola e metteteli in frigo per 1 ora circa.
  4. Nel frattempo, preparate l’impasto. Mettete le fragole pulite e tagliate in una ciotola con lo zucchero, la maizena e il succo di limone. Mescolate bene, fino a quando la maizena non sarà assorbita. Lasciate riposare per una decina di minuti.
  5. Togliete dal frigo uno dei due dischi e stendetelo con movimenti rapidi su una superficie leggermente infarinata. Arrotolate l’impasto attorno al mattarello e adagiatelo con cautela nella tortiera. Mettete in frigo mentre stendete l’altro disco.
  6. Quando avrete finito tiratelo di nuovo fuori, riempite il guscio di pasta con il ripieno e tutto il suo succo.
  7. Poi, avvolgete sul mattarello il secondo disco e srotolatelo delicatamente andando a coprire la frutta. Oppure, se vi sentite coraggiosi, tagliate il disco a strisce e seguite il tutorial per una lattice pie.
  8. Per finire, accendete il forno a 200°C, spennellate l’impasto con l’uovo sbattuto, ricoprite con un po’ di zucchero, mettete la tortiera su una teglia per evitare che i succhi fuoriescano e si attacchino e infornate per 15 minuti, poi riducete la temperatura a 180°C e lasciate cuocere per altri 30 minuti circa.
 

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