Pic-nic per due: i vantaggi dell’essere adulti

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É un po’ che ci penso. Ho anche chiesto ad altri, a gente che è già adulta da un pezzo.

“Quali sono i vantaggi dell’essere adulti?”, ho chiesto. “A parte il sesso”, ho aggiunto.

Devo dire che le persone, prima di rispondere, si guardano intensamente negli occhi, e quello non credo sia un buon segno. Poi ci provano, a dire qualcosa, perché rispondere che di vantaggi non ce ne sono e che era meglio rimanere bambini, ragazzi, al massimo adolescenti, bè, non è che sia proprio il massimo. E così qualcuno dice che il vantaggio più grande è poter fare quello che vuoi della tua vita. Che, detto in altre parole, significa che puoi andare a letto tardi, che puoi mangiare hamburger e patatine invece della zuppa, che al mattino della domenica puoi alzarti alle 11 e che se ti va il sabato puoi prendere il primo treno e partire per Firenze. Sì, è bello avere in mano la propria vita. Ma non mi convince, perché avere la propria vita in mano significa anche andare a lavorare tutti i giorni, svegliarsi ogni mattina alla stessa ora, avere tre settimane di vacanza invece di tre mesi. Significa avere un conto in banca e poter comprare quanti vestiti vuoi, certo, ma anche pagare le bollette, il meccanico, l’idraulico e l’estetista. Significa pulire il ripiano del gas e sturare i gabinetti. Così, solo per dire. Da piccolo, alla fine, decidono gli altri per te e stai bene ugualmente.

Qualcuno mi ha addirittura risposto “La coscienza.” Bè, che la coscienza sia un vantaggio secondo me non è ovvio per niente. A volte vorrei essere il mio gatto, non sapere che devo morire, né che al mondo esiste sofferenza, malattia, e che a volte tutto si rivela, come disse una donna intelligente, “uno scherzo cosmico”.

Qualcun altro mi ha detto che il vantaggio sono i figli. Sì, nonostante i pannolini, le cacche, le notti in bianco e il fatto che decidere di averli sia più o meno un atto di responsabilità irresponsabile, tipo un tuffo nel vuoto programmato da tempo. Bè, che i figli siano una delle cose belle ci posso credere. Però non so, per ora i figli sono troppo lontani, forse è solo quello.

C’è stato anche chi mi ha detto: “Chiedersi quali sono i vantaggi dell’essere adulti è come chiedersi quali sono i vantaggi di essere vivi. Quali sono i vantaggi dell’essere vivi?” E lì sono rimasta zitta un attimo. Poi ho detto: “Bè, la panna cotta. E che altro?”

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PANNA COTTA

Ingredienti per 10 pirottini

500 gr di panna liquida

100 gr di latte

8 gr di colla di pesce

100 gr di zucchero a velo

1 baccello di vaniglia

100 gr di fragole

Succo di limone

Preparare la panna cotta è davvero semplice e il risultato è così morbido, fresco e dolce che non si può non essere felici di essere vivi.

Prima di tutto, ammollate la colla di pesce in acqua fredda per circa 3-5 minuti. Poi strizzatela delicatamente eliminando l’acqua in eccesso.

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Ora mettete sul fuoco la panna, il latte, i semi di vaniglia grattati via dal baccello e lo zucchero a velo. Iniziate a fuoco dolce, sbattendo con la frusta in modo che lo zucchero si sciolga. Quando la panna sta quasi per bollire aggiungete anche la colla di pesce e mescolate energicamente, in modo che non restino grumi. Infine, versate negli stampini e lasciate raffreddare in frigo per alcune ore.

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Nel frattempo frullate le fragole e il limone. Se il coulis fosse troppo aspro, aggiungete zucchero, ma tenete conto che la panna cotta è molto dolce. Al momento di servirla, mettete a bagno nell’acqua tiepida i pirottini, fino a quando, muovendoli, la panna cotta non inizierà a spostarsi leggermente, lasciando un alone di panna sulle sponde degli stampini. A questo punto capovolgeteli e servite con il coulis alle fragole. Semplice, veloce. Buono, soprattutto.

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Quindi, tornando a noi. Essere adulti significa essere vivi, dopotutto. Nonostante le bollette, i pannolini e tutto il resto. Significa la panna cotta, i tramonti, le caramelle alla menta, i nonni e il vento. Meraviglioso, certo. Ma non è ancora la risposta che cercavo.

Ecco, per trovare la risposta, seguitemi un momento. Non ci vorrà molto, giusto il tempo di preparare due panini. Poi capirete perché.

CLUB SANDWICH

Prima di tutto, fate friggere in padella alcune fette di pancetta piuttosto spesse. Mettetele ad asciugare su carta assorbente. Poi, tagliate quattro fette di pane, l’ideale sarebbe una baguette. Spalmateci sopra un paio di cucchiai di senape in grani: è più dolce di quella tradizionale, e fa molto chic, se proprio volete saperlo.

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Aggiungete un paio di fette di brie e qualche fetta di pomodoro maturo.

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Aggiungete ancora un paio di fette di avocado maturo e denso.

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Facendo attenzione a non fare crollare nulla, perché il panino inizierà ad assomigliare ad una torre di Pisa, completate l’opera con qualche fetta di tacchino e di insalata, e per finire la pancetta croccante.

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Coprite con l’altra fetta di pane. Quando lo mangerete, ricordatevi che è un’impresa degna di assoluta concentrazione, o spargerete pezzi in giro per il mondo. Ecco. Questo era il primo panino. Il secondo è morbido è leggero, un sollievo dopo il titanico Club Sandwich.

PANINO ALLE UOVA E MAIONESE

Preparate prima di tutto quattro uova sode. Lasciatele raffreddare. Tritate un po’ di prezzemolo fresco.

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Anche in questo caso, spalmate sul pane un po’ di senape in grani. Il pane perfetto è quello da tramezzini, se integrale ancora meglio.

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In una ciotola, mettete le uova, il prezzemolo tritato e un pizzico di dragoncello secco. Se volete potete anche aggiungere dello scalogno tritato. Per le quantità, regolatevi in base ai vostri gusti. Con una forchetta, rompete in pezzi grossolani le uova. Poi aggiungete qualche cucchiaio abbondante di maionese e due cucchiaini di succo di limone. La consistenza dell’insalata di uova deve essere densa, ma morbida. Salate, pepate. Assaggiate.

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Spalmate sul pane. Se dov’esse avanzare del composto, si conserva in frigo fino a quattro giorni.

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Panna cotta, quindi. E poi panini. Cosa stiamo facendo? Stiamo preparando un pic-nic per due, ecco cosa. Perché ai vantaggi dell’essere adulti ci ho pensato ancora. E alla fine una risposta l’ho trovata. E’ la mia risposta, certo, e magari per qualcun altro non è valida. Ma credo che un bel po’ di gente sarebbe d’accordo. I vantaggi dell’essere adulti, alla fine, per me, si riducono a uno solo.

Avere la persona giusta accanto. Sapere che è lei, o lui, e non potrebbe davvero essere nessun altro. Essere certi che di persone con cui andare a letto è pieno il mondo, ma che di persone con cui invecchiare insieme ce n’è una e basta, due al massimo. Credere in noi, invece che in un tu ed io. Essere certi che non tutto sarà semplice, ma che senza quella persona speciale, bè, sarebbe di certo peggio. Essere certi che il mondo è complicato e che quella persona lo rende un mondo più giusto.

Avere la persona giusta accanto. Svegliarsi al mattino con lui che ti porta la colazione a letto. Andare insieme al cinema e sentire la pioggia in macchina. Piangere con qualcuno che ti abbraccia. Andare al ristorante e ordinare lo stesso piatto, oppure uno diverso per poterli assaggiare entrambi. Ballare senza musica. Fare un figlio. Addormentarsi sfiorandosi con le braccia. Cucinare insieme il pranzo di Natale. Bere mojito sulla spiaggia. Vivere insieme, giorno dopo giorno, tutti i giorni della nostra vita, finché morte non ci raggiunga e ci separi. Oppure no, se nell’amore ci credi davvero.

Ecco, questa è la mia risposta. Sì, credo ancora nel principe azzurro. Ci credo a costo che principe e principessa si sforzino di lottare contro la noia, l’abitudine, la sofferenza, tutto ciò che cambia e che ci cambia. Ci credo quanto credo nei pic-nic per due e nei panini in un bel pomeriggio di sole.

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