Torta timo e mele per tornare a vivere

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A Adelaide Miles, scomparsa all’improvviso: brillava nel mondo come un gioiello. E a sua moglie Sophie Curzon-Siggers, mia sorella oltre i legami di sangue e nonostante la distanza. Se fossi lì con te, ti abbraccerei giorno e notte e piangeremmo insieme.

Saluto sempre tutti. Le persone, ma anche i posti. Saluto i miei genitori quando salgono in macchina per andare al ristorante, saluto P. quando torna a casa sua mentre le stelle ci osservano luccicando, saluto mio nonno ogni volta che chiudo la porta del suo appartamento. Saluto prima di partire, prima di tornare, prima di andare a dormire. E, prima di salutare, cerco sempre di risolvere tutto quello che non è stato risolto. Con un bacio, con delle scuse, con un “ti amo” o con un “ti voglio bene”. Perché andare a dormire senza avere fatto pace mi è sempre sembrato uno dei più grandi errori, così come partire senza aver sorriso ed essersi abbracciati stretti. Saluto sempre tutti: quando me ne vado e so che sarà difficile tornare saluto perfino i posti. Li saluto come fossero persone, ringraziando per quello che ho vissuto in riva a quel lago, su quegli scogli, in quelle aule.  Una sorta di addio consapevole perché, parafrasando Holden Caulfield, “mi piace sapere che è l’ultima volta.”

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Torta semplice ai fichi e alle mandorle

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“Trovati un passatempo”, una di quelle frasi che non dice più nessuno. In via di estinzione, come “adirarsi” e “fanciulle”. Forse perché siamo tutti troppo occupati e il tempo passa senza che ci sia bisogno di trovare passatempi. Corre via veloce, l’hanno detto in tanti: poeti, scrittori, artisti, bisnonni e senzatetto. Ci si alza al mattino, si va al lavoro, si fa la spesa, si torna a casa, si cucina, ci si butta sul divano, si va a dormire. La domenica, se tutto va come deve andare, si fa l’amore.

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Insalata di anguria, feta e menta

Insalata di anguria, feta e menta

Quando ti chiedono dove vai in vacanza devi rispondere: “Al mare”. Senza esitazioni è meglio, ovvio. Se rispondi in montagna, no, non va bene. Non parliamo poi dell’eventualità in cui tu abbia programmato un viaggio in un paese più a nord dell’Equatore. L’Austria per favore, la Germania non citiamola neanche. I Paesi Scandinavi potrebbero anche essere belli, ma fa davvero troppo troppo freddo. Se rispondi che vai al mare i volti si rilassano, vuol dire che è tutto a posto. Che sei normale, diciamolo pure. Nulla di strano ti attraversa il cervello.

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La bellezza si guarda. Il fascino si spoglia.

Bellezza e fascinoChe bellezza e fascino non siano la stessa cosa è abbastanza chiaro, ma in cosa consista esattamente la differenza, bè, questa è un’altra storia.

Mi è capitato di discuterne un giorno d’estate, in piscina con P., che imparerete a conoscere perché senza di lui sarei metà di quel che sono. Cercavamo una definizione, qualcosa che chiarisse a noi stessi cosa cambia nella vita se nasci bello nonostante lo sforzo o se tanto bello non sei, ma ti resta il fascino impigliato al cordone ombelicale e nessuno te lo può più far smarrire. Ecco le conclusioni imperfette e parziali cui siamo giunti tra un tuffo e un gelato.

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E festa sia: profiteroles fatti in casa

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Si tratta dei compleanni. Uno non ci pensa, fino ad un certo punto della vita. Compi 18 anni e festeggi perché non vedevi l’ora di arrivarci, a quella meta: tutti ti fanno gli auguri, i genitori ti pagano patente e birra per la festa. Poi ne compi 19 e festeggi ancora, ovvio, perché il liceo è quasi alla fine. 20 è cifra tonda, un traguardo importante: anche quello vale la pena festeggiarlo. Poi arrivano i 21, i 22, i 23, i 24 e le cose cambiano.

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