Meringhe fatte in casa: l’importanza della leggerezza

Meringhe

La leggerezza è sottovalutata. Diamo valore al sacrificio di un uomo per una donna, di una madre per un figlio. Diamo valore a chi dona il sangue per salvare gli uomini. Diamo valore a chi rinuncia al piacere in favore del dolore. Diamo valore al duro lavoro che logora i polmoni, i muscoli e lo spirito. Diamo valore alle lacrime ingoiate e nascoste pur di non mostrare i propri fallimenti. Diamo valore alle spine, alle ferite e alle croci che portiamo sulle spalle. Diamo valore a tutto ciò che appesantisce, che si accumula come massi nelle nostre tasche. Diamo valore a tutto ciò di cui non possiamo liberarci, perché non c’è scampo, non esiste alternativa, tanto vale incoronarci santi nella sofferenza e ottenere l’unico premio cui possiamo ambire, martiri in vita ma non per scelta.

Sarebbe bello, invece, che esistessero più elogi della leggerezza, come quelli degli antichi che invocavano gli dei. Entrando in Chiesa, allora, si udirebbero preghiere all’incirca come questa:

Alle lenzuola pulite che asciugano al sole.

Al profumo di sapone di Marsiglia.

Ai lamponi e al succo di mela.

Ai fiocchi di neve che si sciolgono sulle ciglia.

All’odore del cloro e delle creme solari sulla pelle.

Alle risate irrefrenabili da condividere in due.

Alle battute sciocche e alle barzellette.

Alle caramelle Leone che sanno di violetta.

Ai coni gelato.

Ai pomeriggi in bicicletta.

Alle gonne corte e ai lucidalabbra.

Ai gatti, al té alla menta.

Alle piume di pavone e al polline in primavera.

Alle gocce di pioggia sul parabrezza.

Al sesso con foga.

Alle carezze con calma.

Alle foglie che cadono rosse.

Alle meringhe.

Uova

Perché alla vita non si sopravvive piangendo, al dolore non si sopravvive fingendo, alla fatica non si sopravvive abbassando lo sguardo. Ci sono poche persone che ce la fanno, ma quelle che ci riescono arrivano a ottant’anni con gli occhi limpidi, lo sguardo sereno di chi ha accettato il mondo e sa ridere di tutto. Perfino amarsi è inutile se non s’impara a ridere insieme. Quel genio di Hemingway una volta ha detto: “A rifletterci bene i migliori sono sempre allegri. É come avere l’immortalità mentre si è ancora vivi.” Non lasciamocela sfuggire, la leggerezza: è fragile, delicata. A volte, poi, si nasconde in cose semplici come una meringa.

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MERINGHE FATTE IN CASA

Ingredienti

4 albumi

250 gr di zucchero bianco

Pensare alle meringhe fa venire in mente pasticcerie raffinate, torte di matrimonio, sorrisi di bimba. Ma, soprattutto, fa venire in mente qualcosa che non potrà mai uscire dal forno di casa propria: una delizia proibita di cui solo alcuni conoscono il misterioso e indispensabile segreto.

La buona notizia è che il segreto è uno soltanto ed è alla portata di tutti: avere pazienza. Gli ingredienti da cui partire sono soltanto due, i passaggi anche. La magia che trasforma gli albumi e lo zucchero in un dolce adatto alle fate è semplicemente un calore lento e costante, per parecchie ore. Ma incominciamo dall’inizio.

Prima di tutto accendete il forno a 120°. Non ve ne dimenticate, è fondamentale.

Albumi e zucchero

Mettete gli albumi in una ciotola capiente, poi iniziate a montarli con una frusta elettrica aggiungendo lo zucchero molto gradualmente. Vi accorgerete presto che acquisteranno peso, densità, e che sarebbe pressoché impossibile montarli a mano a meno di un polso allenato e robusto. Saranno pronti quando diventeranno lucenti, lisci e molto fermi, simili a panna.

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A questo punto foderate una teglia con della carta da forno, riempite una tasca da pasticcere e date la forma che preferite alle meringhe. Se scegliete le classiche conchiglie, ben distanziate le une dalle altre, infornate per 1 ora e 10 minuti. Poi spegnete il forno, tenete leggermente aperto lo sportello con un cucchiaio di legno e fate asciugare per almeno 6/8 ore o tutta la notte. Il segreto, come avrete capito, è proprio quello di lasciarle in pace e tranquille per tutto quel tempo, resistendo alla tentazione di aprire il forno e mangiarsele tutte. Se ci riuscite, quando le tirerete fuori dal forno saranno perfette: croccanti e friabili all’esterno, appiccicose e dorate al centro. Saranno dolci magie di fata, leggere al punto da meritare il posto d’onore in un elogio e una preghiera.

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4 thoughts on “Meringhe fatte in casa: l’importanza della leggerezza

  1. Wow, Lucia!
    AI gatti, al te alla menta.
    La leggerezza è davvero sottovalutata.

    La leggerezza ha un sapore profondo ed infinito,
    che spiazza ,
    perchè incontrollabile.
    Meravigliose le tue meringhe.
    Grazie!

    Antonella

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