L’autunno e le mele (ripiene di salsiccia)

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In autunno fa freddo, si devono tirare fuori calzini, maglioni e cappotti: in autunno anche se ti fai le lampade non lo nota nessuno. In autunno piove, la pioggia rallenta le macchine, si formano gli ingorghi e le scarpe si bagnano, la pelle scamosciata degli stivali nuovi si rovina irrimediabilmente, i capelli assorbono umidità e diventano ricci nonostante la messa in piega. E poi la pioggia, diciamocelo, è così triste, con tutte quelle lacrime dal cielo. E, come se non bastasse, le foglie cadono, si ammassano sui marciapiedi, prima scrocchiano sotto le scarpe, poi marciscono davanti agli occhi, e tu sei costretto ad assistere allo spettacolo della loro decadenza. Diciamocelo, se l’autunno assomiglia alla vecchiaia e ai capelli che diventano bianchi, allora tutto ciò che ci resta in mano alla fine di questa stagione fredda e solitaria, bè, non è molto. Rami secchi, più che altro.

A me, però, l’autunno piace. Mi piacciono i maglioni grandi che ti proteggono dal mondo, mi piacciono i cappotti perché sono sempre eleganti. Mi piace la pioggia, soprattutto, il suo odore di pulito e di bosco che purifica tutto, il suo rumore sempre uguale che ti culla come una ninna nanna antica, che ti dice “va tutto bene, chiudi gli occhi e sogna”. Mi piacciono le foglie che bruciano di colori e sfumature che nessuno può ignorare, gioielli oro e rubino, prima di cadere in una danza che accetta il corso delle cose. Mi sono sempre chiesta se si mettessero d’accordo, se una foglia dicesse all’altra, prima di cadere: “Vai avanti tu, io ho paura” oppure “Coraggio, scendiamo insieme.” Comunque sia cadono a terra, scendono lasciandosi portare e poi, sì, marciscono, o se la vedi da un altro punto di vista si trasformano nella terra che nutre le radici dell’albero e poi, ecco nuove foglie. Se l’autunno è una vecchiaia, è una vecchiaia bella, una vecchiaia in cui lo stare soli non è un’imposizione ma una scelta.

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E forse, in fin dei conti, è proprio per questo che l’autunno fa paura a tutti. Perché la solitudine non può essere una scelta. Il silenzio non può essere preferito al rumore, gli alberi non possono essere preferibili alla gente nelle piazze, le tisane non possono essere preferite ai caffè. (A proposito, nota sul caffè. La bevanda si diffonde in Europa alla fine del 1600 in risposta ai nuovi bisogni della classe borghese: energia per poter lavorare senza fermarsi, euforia controllata in netto contrasto rispetto a quella del vino. Come a dire: bevete il caffè e sarete invincibili, lavorerete come folli prosciugandovi senza accorgervene.)

L’autunno, forse, è fatto per chi non ha bisogno di avere sempre gente intorno, per chi si ricarica con un buon libro o una passeggiata in mezzo agli scoiattoli. L’autunno, forse, è fatto per chi intuisce che anche il silenzio è prezioso, perché se si ascoltano sempre solo le parole, non resta che un blaterare privo di significato. L’autunno, forse, è fatto per chi crede che fermarsi sia meglio che correre sempre, perché a furia di correre senza mai rallentare alla fine ti schianti. L’autunno è fatto per chi preferisce intime conversazioni a due piuttosto che le folle nelle piazze. L’autunno, bè, l’autunno forse è fatto per ricordare a tutti che i ritmi della natura, ogni tanto, andrebbero rispettati.  E poi, l’autunno è una delle stagioni migliori per fare l’amore. Se fuori piove, ancora meglio.

Che altro? Le mele al forno ripiene di salsiccia. Una ricetta autunnale facile e veloce, ricca di echi anglosassoni: fa bella figura con gli amici, scalda i cuori di coppie arrabbiate e di famiglie intere.

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MELE AL FORNO RIPIENE DI SALSICCIA

Ingredienti

60 gr di burro

30 gr di olio d’oliva

1 cipolla gialla, piccola, tagliata sottile

2 gambi di sedano, tagliati finemente

500 gr di salsiccia

6/8 foglie di salvia, tagliate finemente

Foglie di timo fresco

Sale e pepe

120 gr di mollica di pane

8/10 mele

Prezzemolo fresco

Per prima cosa accendete il forno a 180°. Scaldate l’olio d’oliva e metà del burro in una padella antiaderente, fino a quando non iniziano a sfrigolare e l’aria non profuma di tutte le cose buone che stanno dentro ad un abbraccio. Aggiungete la cipolla e il sedano e lasciate cuocere per circa 5 minuti, fino a che le verdure non diventano tenere. Fate attenzione a non bruciare la cipolla e mescolate con attenzione. Il profumo, ora, sarà quello di una grande famiglia felice. Aggiungete la salsiccia, rompendo la carne con un cucchiaio: se preferite, per facilitare l’operazione, potete togliere la salsiccia cruda dal budello, ma non è indispensabile. L’importante è che la carne si rompa e si cuocia bene: quando vedete che non è più rosa, dopo altri 5 minuti circa, aggiungete le erbe, salate e pepate. A questo punto vi verrà voglia di mangiare il ripieno direttamente dalla pentola: trattenetevi. Aggiungete la mollica di pane e mescolate bene. Spegnete il fuoco e tenete da parte.

Prendete le mele e tagliatene la parte superiore: con un cucchiaio scavatene il centro, rimuovendo semi e torsolo e abbastanza polpa affinché ci sia spazio per il ripieno. Questo passaggio è un po’ lungo, ma se siete in due si può velocizzare dividendosi i compiti. Alla fine avrete delle bellissime mele cave da ingozzare di ripieno, come oche. Una volta finito mettete una noce di burro su ogni mela.

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Cuocete in forno fino a quando la polpa non è tenera e il ripieno non diventa dorato, per circa un’ora. Servite con il prezzemolo e, quando assaggiate, fate attenzione: le mele scottano abbastanza da bruciare la lingua, ma scaldano dentro, corpo e cuore. Godetevi la sera, la luce che diventa buio. Accendete una candela. E se siete soli, potete mangiarvele tutte: il che, vi assicuro, è una splendida notizia.

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4 thoughts on “L’autunno e le mele (ripiene di salsiccia)

  1. Mi piace la pioggia, soprattutto, il suo odore di pulito e di bosco che purifica tutto, il suo rumore sempre uguale che ti culla come una ninna nanna antica, che ti dice “va tutto bene, chiudi gli occhi e sogna”…
    Un piacere leggerti, come sempre.
    Anch’io non vedo l’ora di cappottini colorati (combattono le malinconie!) e di guance rosa dal freddo. E queste mele potrebbero rientrare nella mia lista di buoni motivi per amare l’autunno. Ciao Lucia 🙂

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