Insalata di finocchi, mele e noci caramellate

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Sappiamo tutti qual è il potere del carisma. Conosciamo bene gli effetti dell’efficacia e della forza di carattere. Apprezziamo i risvolti dell’intraprendenza. Siamo fieri di avere amici e familiari socievoli ed estroversi. Raramente, però, riflettiamo sul potere della gentilezza. Non so cosa ci abbia indotti a trascurare quel particolare tratto del carattere che faceva aprire le portiere alle fanciulle e che rendeva le formule di saluto una forma di rispetto. È un po’ come se la gentilezza fosse passata di moda, ecco, soppiantata da lati del carattere più scenografici, quasi invadenti, se paragonati alla gentilezza color pastello.

Il potere della gentilezza. Forse non ne abbiamo più il tempo? Forse andiamo tutti così veloci, forse siamo tutti così presi dalle nostre vite da dimenticarci di quelle che ci circondano? O forse reputiamo che le cose importanti siano altre? Non ne ho la certezza, ma credo che in tutto questo la velocità c’entri parecchio, almeno quanto credo che la gentilezza costituisca le fondamenta della pace.

Gentilezza è sorridere quando si incontra qualcuno. Gentilezza è chiedere come stai fermandosi ad ascoltare la risposta. Gentilezza è scrivere un messaggio a un collega a casa con il raffreddore. Gentilezza è rispondere alle mail. Gentilezza è ricordarsi che il fatto di non vedersi, in un’era di contatti on-line, non significa che non ci si debba rispettare. Gentilezza è scrivere una lettera a una persona che ammiriamo. Gentilezza è dire a un’amica che quel taglio di capelli le dona, ma ancor di più lo è dirlo alla signora seduta accanto a noi sull’autobus. Gentilezza è ricordarsi di un compleanno e fare gli auguri con un abbraccio. Gentilezza è chiudere la finestra se qualcuno si lamenta per il freddo. Gentilezza è salutare chi non si vedrà più. Gentilezza è brindare ai successi degli altri. Gentilezza è aiutarsi, venirsi incontro. Non confondetela con la generosità: la gentilezza è più discreta, non fa mai rumore. Non si nota quasi, di primo acchito, ma negli anni scava profondi tunnel di gioia.

Ci mettiamo i bastoni tra le ruote tutti i santi giorni. E non voglio dire che la gentilezza possa fermare gli attentati, questo no: ma certo chi ha il cuore gentile non potrà mai fare volontariamente del male agli altri.  Siamo tutti sulla stessa barca, sempre. Siamo in preda alla tempesta della vita: rischiamo di cadere continuamente, ci bagneremo, avremo freddo, forse congeleremo perfino. Si soffre, si lotta, si muore. E, se tanto si muore comunque, se tanto andremo tutti a finire nella terra e scompariremo dalla memoria, perché non essere gentili gli uni verso gli altri, perché non renderci le cose un pochino più semplici?

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Le insalate non sono piatti esuberanti, non sono quelli di cui ci vantiamo con gli amici, né quelli di cui troviamo ricette complicate sui manuali di cucina. Sono piatti di facile esecuzione, spesso veloci da preparare, che richiedono pochissimi ingredienti e che quindi raramente compaiono sul podio della tavola. Non sono piatti carismatici. Sono, invece, piatti semplici ed essenziali, piatti che ci nutrono quel tanto che basta a farci venire l’appetito, piatti che fanno bene al corpo e allo spirito. Sono piatti gentili. Specialmente se li prepariamo con un po’ di fantasia, ricordandoci che il potere della gentilezza sta nel scegliere con cura gli ingredienti che andranno nel piatto, nel disporli con attenzione, nel condividerli con gioia.

Per questa ricetta, quindi, le dosi sono solo consigli. Vi servirà del finocchio tagliato a tocchetti, fresco, croccante, dolce e dal retrogusto di anice stellato. Vi serviranno mele rosse, piccole e profumate come quella di Biancaneve, tagliate a fettine sottili. Si parte da qui: dolci e fresche fondamenta.

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Poi il prosciutto crudo, per creare contrasto e rendere un piatto semplice un piatto speciale. Spennellate le fette di sciroppo d’acero (sì, quello delle pancake) e infornate per una decina di minuti, fino a quando non diventeranno croccanti. La gentilezza è fatta di particolari.

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Nel frattempo, fate caramellare le noci in un pentolino, fino a quando non vedrete che il liquido di acqua, zucchero e sale si addenserà assumendo un colore ambrato e rendendo le noci gemme, premio per chi decide che la gentilezza è la sua via e ne scopre adagio i tesori.

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Gemme che andrete a nascondere tra mele e finocchi, componendo la vostra personale gentilezza, lasciando che il gusto del caramello salato sia mitigato da quello dolce e fresco delle mele, quello secco e forte del prosciutto da quello delicato del finocchio. Mescolate, salate, pepate. E siate gentili, sempre.

Insalata di finocchi, mele e noci caramellate
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Autore:
Serves: 6
Ingredienti
  • 12 fette di prosciutto
  • 60 ml di sciroppo d’acero
  • 120 gr di noci sgusciate
  • 110 gr di zucchero
  • 1 cucchiaio d’acqua
  • 1 cucchiaino di sale
  • 2 finocchi
  • 4 mele piccole
  • Olio, aceto e sale q.b.
Procedimento
  1. Riscaldate il forno a 160°C.
  2. Tagliate le mele e i finocchi a fettine sottili e tocchetti, metteteli da parte in una ciotola.
  3. Sistemate le fette di prosciutto su una teglia rivestita con carta da forno. Spennellate con lo sciroppo d’acero e lasciate cuocere per 10 minuti o fino a quando il prosciutto non sarà croccante e dorato. Mettete da parte.
  4. In una ciotola mescolate le noci, lo zucchero, il sale e l’acqua. Scaldate una padella antiaderente e fate caramellare le noci con il composto di acqua e zucchero per 5-7 minuti. Mettete da parte e lasciate raffreddare.
  5. Aggiungete a mele e finocchi il prosciutto spezzettato e le noci caramellate. Condite con olio, aceto e sale a piacere.
 

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