Île flottante: il cambiamento più dolce

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Ci sono due tipi di cambiamento. Uno è lento, appena percepibile per uno sguardo troppo abituato a quello che vede: talmente invisibile che quando ti accorgi che qualcosa è cambiato sembra addirittura sia accaduto tutto in un secondo. L’altro è il cambiamento all’improvviso sul serio, quello che ti prende per i piedi, ti appende a testa in giù e ti fa vedere il mondo all’incontrario: tu cerchi di tornare a guardarlo con gli occhi di prima, ma ti accorgi che il cambiamento ti ha legato le caviglie e non puoi più tornare indietro.

Qualche esempio?

I rami che da nudi si ricoprono di foglie, così tenere che viene voglia di mangiarle. Crescere, prendere la patente, mettersi il rossetto e camminare mano nella mano con un ragazzo; diventare adulti e ritrovarsi, un giorno, con le bollette in mano e un ragazzo nel letto, non importa se è lo stesso di prima oppure è un altro; invecchiare e arrivare a quel punto in cui pensare al giorno dopo non ha più molto senso, perché hai già fatto tutto e l’unica cosa che vale è guardarsi indietro. Rimettersi in forma, perdere peso, imparare il Tedesco. Sì, cambiamenti lenti.

Quelli improvvisi? La morte di chiunque, anche quella di chi già te lo aspetti, di chi è malato da anni, perché non si è mai abbastanza preparati ad un’assenza. Trovare lavoro e scoprire che è tutto molto, molto diverso da quando andavi a scuola, perché non sei più responsabile solo di te stesso, ma anche degli altri e se sbagli tu la reazione è a catena. Perderlo, il lavoro. Gli incidenti: il latte versato, un uovo caduto, una macchina contro una moto. Essere lasciati. Essere scelti. Smettere di fumare. Decidere di avere un figlio.

Ecco, i cambiamenti sono di due tipi e l’île flottante rientra nei primi: è un cambiamento lento, un cambiamento dolce e morbido che trasforma il latte in crema, lo zucchero in meringa. É uno di quei cambiamenti che vanno bene sempre, nei giorni di sole, in quelli più grigi, quando fa tardi, quando si è tristi, quando si è molto, molto, felici.

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ÎLE FLOTTANTE

Ingredienti per 6 persone

Per la crema

600 ml di latte

100 gr di zucchero

1 stecca di vaniglia

5 tuorli d’uovo

Per le meringhe

3 albumi d’uovo

90 gr di zucchero

Per il caramello

75 gr di zucchero

2 cucchiai d’acqua

Per prima cosa, preparate la crema. Basta mettere a scaldare il latte e lo zucchero in una casseruola e poi aggiungerci i semi di vaniglia: prendete il baccello, tagliatelo in due parti con un coltello piccolo, affilato; raschiate l’interno. Noterete che i semi sono così vicini gli uni agli altri da sembrare una pasta nera, morbida, da usare al posto del mascare per profumare di vaniglia. Nel frattempo, sbattete i tuorli d’uovo in una ciotola capiente. Quando il latte sta per bollire, versatelo nella ciotola coi tuorli e sbattete di nuovo, energicamente, senza farvi interrompere, in modo che non si formino grumi e le uova non strapazzino.

crema

Ora riempite d’acqua una pentola grande abbastanza da contenere la ciotola, e mettete a bagnomaria la crema. A fuoco basso mescolate continuamente, fino a quando non vedrete che la crema inizia a velare il cucchiaio e s’inspessisce. Non si tratta di una crema densa, quindi non state a rimestare sul fuoco per più di 15 minuti: deve prendere corpo, ma rimanere fluida, in modo che le isole di meringa ci galleggino sopra. Quando la crema è pronta, versatela in un grande piatto da portata a bordi alti o, se preferite, in sei scodelle. Mettete in frigo a raffreddare.

È il momento delle meringhe. Riempite a metà di acqua una pentola dai bordi bassi, e fate sobbollire. Nel frattempo, montate gli albumi a neve ferma: significa che se girate la ciotola il composto non cade, ma scivola, e mantiene la sua forma. Aggiungete lo zucchero e continuate a montare fino a quando il composto non diventa più pesante, ma allo stesso tempo morbido e lucido come il mantello di una regina.

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Ora viene la parte divertente. Prendete un po’ del composto e lasciatene cadere due o tre cucchiaiate nella pentola piena d’acqua. Vi accorgerete che le meringhe gonfiano come se sotto di loro ci fosse qualcuno che soffia: quando sono ben panciute e iniziano ad assomigliare a isole di neve o grossi iceberg giratele con un mestolo forato e lasciatele cuocere ancora per 30 secondi. Estraetele con il mestolo e adagiatele su uno strofinaccio da cucina pulito, in modo che perdano l’acqua in eccesso. Procedete così fino a quando non avrete finito tutto il composto. Dovreste ottenere circa 12 isole, di forma e grandezza diverse, ma tutte ben sode, come seni di una giovane donna. Non abbiate fretta: alla fine sarete così orgogliosi delle vostre isole sode e lucide che vorrete baciarle come figlie.

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Ora, ponete delicatamente le isole sulla crema. Se lo spazio è poco, mettetele una sopra l’altra, andando a formare isole più grosse.

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Per il tocco finale, vi servono solo un po’ di zucchero e due cucchiai d’acqua. Mettete lo zucchero in un pentolino dal fondo basso, aggiungete l’acqua e lasciate cuocere a fuoco dolce. Non toccate nulla, non mescolate assolutamente: è questo il segreto per un buon caramello. Altrimenti andrete a modificare la temperatura e sarà più facile che lo zucchero granisca. Lasciate semplicemente che lo zucchero inizi a sobbollire, poi a diventare più chiaro, trasparente, infine bruno-dorato. Toglietelo dal fuoco un po’ prima del colore di caramello che desiderate, perché continuerà a cuocere nella pentola e potrebbe bruciare rapidamente. Distribuitelo sulle meringhe come un filo prezioso, decorandole a vostro piacere, stando attenti a non bruciarvi, perché il caramello bollente scava la pelle e non lascia scampo.

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Fate raffreddare, poi assaggiate, orgogliosi di un famoso dessert francese, senza bisogno di dire a nessuno che, in realtà, è piuttosto semplice da preparare. Ecco, non ditelo, assaggiatelo e basta. Vi sembrerà di addentare nuvole al posto di meringhe, e la crema vi avvolgerà la bocca con delicatezza. Il caramello si frantumerà come vetro dolcissimo sotto i vostri denti e tutto si scioglierà in una carezza, la carezza più dolce, quella di un cambiamento che profuma di vaniglia.

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