Gnocchi fatti in casa

Gnocchi

Negli ultimi tempi me lo sono chiesta spesso, quanto ci si possa proteggere. Tendo a voler controllare che le cose vadano nella direzione giusta, cioè quella che voglio io; metto in ordine, allineo i fogli sul tavolo, scrivo liste di cose da fare, pianifico e faccio progetti; e poi vado piano in auto, mi lavo spesso le mani, mangio cose sane e tante tante verdure, medito e provo a ricordarmi di respirare il più possibile.

Poi, però, finisco in un fosso anche se andavo piano e mi tocca uscire dalla macchina mezza ribaltata, con la gente dall’altro lato della strada che rallenta e che mi chiede se sto bene, il giubbottino catarifrangente, i camion che sfrecciano e il carro attrezzi che sta arrivando, forse. Poi, però, scopro che con il tiramisù e la mousse al cioccolato ti puoi prendere la salmonella e che anche se le uova sono fresche, a meno di pastorizzarle, non avrai mai la certezza. Poi, però, quando sembra che il picco delle influenze sia passato, arriva il coronavirus a minare le mie già poche e scarse certezze di ipocondriaca laureata in tutte le malattie del globo, anche quelle che ancora non esistono.

In questi giorni di paura, reale e immaginaria, siamo tutti un po’ più fragili. E io di paure ne ho tante, reali e immaginarie, davvero. Ma vorrei ricordare a me stessa una frase che diceva mia nonna (e le nonne, si sa, sono sempre piuttosto sagge): “Sono problemi che hanno i vivi”, diceva Nonna Carla.  Così, ricordandomi che oggi sono viva e che gli alberi nei viali hanno iniziato a diventare nuvole rosa, così ricordo a me stessa che essere vivi è anche questo: sentirsi fragili, vulnerabili – esposti. E allo stesso tempo notare quei fiori rosa sugli alberi, oltre le grate delle finestre; e andare avanti e metterci a preparare gli gnocchi per le persone che amiamo e che ci amano, soprattutto quando siamo fragili.

Gnocchi

Gli gnocchi per me sono le domeniche mattina con la tv sintonizzata su Rai 1 mentre il Papa dice la Messa in una litania sonnolenta e Nonna Carla riempie il tavolo infarinato di lunghi rotolini, uno due tre quattro e via tutti gli altri; e poi li taglia a tocchetti e mi dà una forchetta mostrandomi come fare, li passi sul dorso premendo piano, così viene la gobbetta e si riempiono bene bene di sugo; gli gnocchi per me sono tutti quei vassoi, quelli della pasticceria che nonna conserva di là in sala, tutta la cucina piena di vassoi su cui gli gnocchi se ne stanno adagiati ad aspettare e poi eccoci a tuffarli nella pentola mentre arrivano gli altri e ci sediamo attorno al tavolo che ha ancora qualche sbaffo di farina qua e là. Gli gnocchi mi riportano inevitabilmente a quel tempo sospeso che è l’infanzia in cui sono gli altri a proteggerci e non c’è alcun bisogno di preoccuparci, perché c’è già qualcun altro che lo fa per noi. E allora torno ai gesti di un’infanzia un poco lontana e un poco vicina, perché come dice Sandra Cisneros siamo matrioske in cui tutte le nostre età convivono insieme e a volte ci sentiamo bambini che vorrebbero soltanto ricominciare spolverare di farina il tavolo.

Gnocchi

Per prepararli servono le patate, quelle farinose. Lavatele bene eliminando tutta la terra dalla buccia, ma non sbucciatele. Poi mettetele a bollire in una pentola di acqua salata. Fatele cuocere un’oretta circa, a seconda della grandezza; quando sono cotte potete sbucciarle, ancora tiepide.

Gnocchi

Ora passatele nello schiacciapatate e raccoglietele su una placca da forno in un solo strato. Fate raffreddare.

Gnocchi

Versate le patate su un ripiano pulito e formate una fontana al centro, in cui unirete il parmigiano, l’uovo, il sale e il pepe. Mescolate bene con la punta delle dita, quindi incorporate le patate formando un impasto grossolano. Aggiungete gradualmente la farina e iniziate a lavorare. Non vi spaventate: all’inizio l’impasto non avrà un bell’aspetto, tenderà a scivolare e a sfuggire al controllo. Perseverate e lavorate l’impasto premendo e facendolo ruotare per 5-10 minuti, finché non sarà liscio, elastico e omogeneo. Dividete l’impasto in quattro parti e coprite con un canovaccio affinché non asciughi.

Gnocchi

Pulite il piano di lavoro e le mani. Prendete un pezzo di impasto alla volta e, premendo delicatamente, stendetelo più volte formando un rotolino di 45-50 cm di lunghezza, largo quanto un dito. Spolveratelo di farina e ripetete con gli altri pezzetti di pasta: magari i rotolini non saranno perfetti, magari qualcuno si spezzerà. Mia nonna direbbe: “Problemi che hanno i vivi”. Sorridete, continuate.

Tagliate i rotolini in pezzetti di 3 cm circa, cui darete la classica forma degli gnocchi premendo con il pollice ciascun pezzetto di pasta contro il lato convesso di una forchetta formando una scanalatura. Magari gli gnocchi non saranno perfetti, magari qualcuno verrà un po’ schiacciato, o ammaccato. Mia nonna direbbe: “Problemi che hanno i vivi”. Sorridete, continuate.

Gnocchi

Ci vorrà un po’ di tempo, prendetevela comoda. Mettete su una bella musica e alla fine, eccovi! Sistemate gli gnocchi su diversi vassoi o teglie, in un solo strato, in modo che non si attacchino. Copriteli con un canovaccio e teneteli in frigo fino al momento di cuocerli.

Fate cuocere gli gnocchi in più riprese, in acqua bollente salata, ripescandoli con la schiumarola non appena risaliranno a galla – buffi e simpatici come solo gli gnocchi possono essere. Fate scaldare in una padella con il ragù, il sugo al basilico, i formaggi. Poi chiudete gli occhi, assaggiate e ricordate che la vita è anche questo, per fortuna.

Gnocchi fatti in casa e un vademecum per proteggersi
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Autore:
Serves: 4
Ingredienti
  • 600 gr di patate farinose
  • 175 gr di farina, o più se necessario
  • 5 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 1 uovo
  • Sale e pepe
Procedimento
  1. Lavate bene le patate eliminando tutta la terra dalla buccia. Poi mettetele a bollire in una pentola di acqua salata. Fatele cuocere dai 40 minuti all’ora, a seconda della grandezza; quando sono cotte potete sbucciarle, ancora tiepide. Ora passatele nello schiacciapatate e raccoglietele su una placca da forno in un solo strato. Fate raffreddare.
  2. Versate le patate su un ripiano pulito e formate una fontana al centro, in cui unirete il parmigiano, l’uovo, il sale e il pepe. Mescolate bene con la punta delle dita, quindi incorporate le patate formando un impasto grossolano. Aggiungete gradualmente la farina e iniziate a lavorare.
  3. Lavorate l’impasto premendo e facendolo ruotare per 5-10 minuti, finché non sarà liscio, elastico e omogeneo. Dividete l’impasto in quattro parti e coprite con un canovaccio affinché non asciughi.
  4. Pulite il piano di lavoro e le mani. Prendete un pezzo di impasto alla volta e, premendo delicatamente, stendetelo più volte formando un rotolino di 45-50 cm di lunghezza, largo quanto un dito. Spolveratelo di farina e ripetete con gli altri pezzetti di pasta.
  5. Tagliate i rotolini in pezzetti di 3 cm circa, cui darete la classica forma degli gnocchi premendo con il pollice ciascun pezzetto di pasta contro il lato convesso di una forchetta formando una scanalatura.
  6. Sistemate gli gnocchi su diversi vassoi o teglie, in un solo strato, in modo che non si attacchino. Copriteli con un canovaccio e teneteli in frigo fino al momento di cuocerli.
  7. Fate cuocere gli gnocchi in più riprese, in acqua bollente salata, ripescandoli con la schiumarola non appena risaliranno a galla. Fate scaldare in una padella con il sugo.
 

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