Girelle alla cannella

Girelle alla cannella

Mattina, fuori il sole è quello di quasi-primavera, quando ancora le auto gelano la notte ma inizia a sentirsi il profumo del kalikanto. Io scrivo una nuova storia con una tazza di tè al bergamotto e un’enorme girella alla cannella fatta in casa. Sono da sola ma, prima di andare via, il Vichingo mi ha salutata con un bacio mentre ancora io non distinguevo i confini tra sonno e veglia.

Felicità. Ultimamente mi sono chiesta cosa sia, con cosa abbia a che fare e, soprattutto, se sia giusto aspirarci costantemente. Ho pensato a quante volte, per noi, la felicità sia indissolubilmente legata al futuro: al lavoro che avremo, alla promozione che otterremo, ai soldi che guadagneremo, ai viaggi che faremo, ai figli che avremo o non avremo. Siamo sempre alla ricerca della felicità: c’è scritto perfino nella Costituzione Americana, che è un nostro diritto. Certo che sì, certo che lo è. Ma a furia di rincorrerla, a volte, ho paura che la si perda – a tratti, come se ci si sfocasse la vista o si appannassero gli occhiali.

Ho letto che la felicità non sempre fa sentire felici. Immaginatevela così. Pensate di avere in qualche modo un castello tutto per voi: magari un’eredità, oppure ve lo siete comprato centesimo dopo centesimo. Non importa. Il castello è vostro: ed è bellissimo, uno di quelli con le torri, i merli e tutte le vetrate istoriate, dà su un meraviglioso lago e dentro non potrete che vivere giornate splendide. Poi ci entrate e vi accorgete che quelle vetrate bisogna lavarle, che bisogna spolverare i soprammobili, pulire tutte le stanze, accendere i riscaldamenti e che per tenerli accesi si spende molto più di quello che pensavate. Non dico che tutte le felicità abbiano le loro vetrate da lavare: ma molte sì. Ottenete il lavoro dei vostri sogni, e poi dovete sudare e faticare e combattere ogni giorno per dimostrare che quel lavoro lo meritate. Sposate un principe bellissimo, e poi scoprite che anche lui prende il raffreddore, anche lui si stanca, anche lui si spazientisce e magari ci litigate, anche. Decidete che volete avere un figlio e poi quel figlio vi tiene svegli la notte, per settimane o magari mesi. E allora dimentichiamo che quella era la felicità che cercavamo e spostiamo un po’ più in là il traguardo, dicendoci che quello che verrà dopo sarà migliore, alzando le aspettative.

Non sto dicendo che non bisogna sperare, o sognare. Ma dico anche che molte volte ciò che abbiamo davanti è già grandioso e che non dovremmo darlo per scontato. A volte, la felicità è una cosa semplice come un impasto ben lievitato, un po’ di glassa e una storia da raccontare. Alla felicità, allora, e alle migliori girelle alla cannella che siano mai uscite dal vostro forno.

Girelle alla cannella

Le girelle alla cannella richiedono tempo e lievito, due requisiti che intimidirebbero chiunque. Per anni sono stata terrorizzata dal lievito: forse proprio per la sua imprevedibilità, che ha poco a che fare con la pasticceria e la precisione. Vuol fare di testa sua, insomma. Ma questa volta ho deciso che non mi avrebbe intimidita. E, con qualche piccolo accorgimento, ha funzionato. Per quanto riguarda il tempo, una domenica trascorsa a infornare girelle val bene lo sforzo: la cucina profumerà di coccole e le girelle saranno quanto di più morbido, fragrante e dolce abbiate mai mangiato. Come un cuscino ricoperto di glassa.

Girelle alla cannella

Si inizia con l’impasto, che va preparato in una ciotola capiente: farina, zucchero, sale. Aggiungete il latte tiepido. E fino a qui tutto bene. A parte, sciogliete il lievito in quattro dita di acqua (tiepida anche questa). Versatelo al centro dell’impasto, poi aggiungete le uova e l’estratto di vaniglia. Infine, aggiungete il burro che avrete prima lavorato in modo che sia morbido, quasi una crema. Ora, mescolate insieme tutti gli ingredienti con un cucchiaio di legno e un po’ di olio di gomito.

Girelle alla cannella

Lavorate bene l’impasto, fino a quando non inizierà a stare insieme: continuate a impastare sul ripiano di lavoro, spolverato di farina. Potreste avere bisogno di aggiungerne altra, ma non andate oltre i 100-150 gr. Quando avrete ottenuto un impasto soffice, morbido, ma non troppo appiccicoso, potete darvi la prima pacca (infarinata) sulla spalla. Mettete l’impasto in una ciotola piuttosto capiente dopo averla unta leggermente d’olio. Il mio consiglio per una lievitazione perfetta: riponete la ciotola in forno (non ventilato), accendendo solo la luce. L’impasto resterà al caldo e non avrà difficoltà a gonfiare come una piccola mongolfiera. Quando avrà raddoppiato di volume (2 ore circa, ma tenetelo d’occhio) sarete pronti per il passaggio successivo.

Girelle alla cannella

Nel frattempo, potete preparare il ripieno. Sgusciate e spezzettate le noci, tenete da parte. In una ciotola, lavorate lo zucchero, la cannella in polvere e il burro (è importante, anche in questo caso, che il burro sia a temperatura ambiente o lavorarlo diventerà una questione spinosa). Otterrete una sorta di crema granulosa che profuma di boschi e inverno.

Girelle alla cannella

A questo punto, tirate fuori dal forno l’impasto e mettetelo su un ripiano di lavoro infarinato. Con un mattarello, stendetelo in un rettangolo di circa 35x30cm. Non fatevi spaventare: l’impasto è sufficientemente arrendevole e il rettangolo non deve essere quello di un geometra. Ora, con delicatezza e facendo attenzione a non strapparlo, spalmateci sopra il formaggio cremoso, andando dal centro verso i bordi. Se il formaggio resiste in qualche punto e non riuscite a spalmarlo in maniera del tutto uniforme non fatene un dramma: le girelle saranno buone ugualmente. Per evitare che il formaggio se ne vada in giro, ripiegate un po’ i bordi dell’impasto verso l’interno, di circa un paio di centimetri.

Girelle alla cannella

Ed ecco il momento delle pieghe: sì, si tratta di piegare l’impasto come fosse un lenzuolo, o meglio – una lettera. Piegate uno dei due lati corti verso il centro e ripiegateci sopra l’altro.

Girelle alla cannella

Con delicatezza, stendete nuovamente l’impasto con il mattarello, cercando di ottenere un altro rettangolo di circa 35x30cm: vedrete il formaggio distribuirsi e striare l’impasto in trasparenza, ma attenzione a non strappare l’impasto e a non fare uscire il formaggio cremoso. Ripiegatelo di nuovo come una lettera.

Girelle alla cannella

Girelle alla cannella

Infine, stendete l’impasto in un rettangolo di 45x30cm circa.

Girelle alla cannella

Se il formaggio inizia a fare capolino aiutatevi spolverando un po’ di farina. Cospargete con il ripieno di zucchero e cannella (anche in questo caso, non vi preoccupate se non riuscite a ricoprire l’impasto in maniera del tutto uniforme) e, infine, con le noci.

Girelle alla cannella

Girelle alla cannella

Ora, partendo dal lato più lungo del rettangolo, arrotolatelo su stesso lentamente e con attenzione, come se si trattasse di un tappeto.

Girelle alla cannella

Girelle alla cannella

Tagliate il rotolo in 8 o 9 parti uguali e disponete le girelle in una teglia imburrata, lasciando qualche cm di spazio tra una e l’altra. Mettete nuovamente in forno a lievitare con la luce accesa, per un’ora circa.

Girelle alla cannella

Nel frattempo, preparate la glassa mescolando insieme il formaggio rimasto, lo zucchero a velo e il latte: dovrebbe essere densa, ma spalmabile.

Girelle alla cannella

Infornate e lasciate cuocere per 30 minuti circa, fino a quando le girelle non saranno dorate e non sentirete profumo di felicità. Sfornate e ricoprite di glassa quando le girelle sono ancora tiepide. Vi verrà voglia di divorarle tutte e vi sentirete immensamente felici.

Girelle alla cannella
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Autore:
Ingredienti
  • Per l’impasto
  • 180 ml di latte tiepido
  • 1 uovo
  • 1 tuorlo
  • 113 gr di burro a temperatura ambiente
  • 750 gr di farina (più altri 100-150 gr, se serve)
  • 1 cubetto di lievito
  • 25 gr di zucchero di canna
  • 5 gr di sale
  • ½ cucchiaino di estratto di vaniglia
  • Per il ripieno
  • 55 gr di noci sgusciate e spezzettate
  • 76 gr di burro a temperatura ambiente
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 25 gr di cannella in polvere
  • 225 gr di formaggio cremoso (di cui 3 cucchiai da tenere da parte per la glassa)
  • Per la glassa
  • 3 cucchiai di formaggio cremoso avanzato
  • 125 gr di zucchero a velo
  • 1-3 cucchiai di latte
Procedimento
  1. In una ciotola capiente mescolate farina, zucchero e sale. Aggiungete il latte tiepido. A parte, sciogliete il lievito in quattro dita di acqua (tiepida anche questa). Versatelo al centro dell’impasto, poi aggiungete le uova e l’estratto di vaniglia. Infine, aggiungete il burro che avrete prima lavorato in modo che sia morbido, quasi una crema. Ora, mescolate insieme tutti gli ingredienti con un cucchiaio di legno. Lavorate bene l’impasto, fino a quando non inizierà a stare insieme: continuate a impastare sul ripiano di lavoro, spolverato di farina. Potreste avere bisogno di aggiungere altra farina, ma non andate oltre i 100-150 gr. Quando avrete ottenuto un impasto soffice, morbido, ma non troppo appiccicoso, potete lasciarlo lievitare.
  2. Mettete l’impasto in una ciotola piuttosto capiente dopo averla unta leggermente d’olio. Il mio consiglio per una lievitazione perfetta: riponete la ciotola in forno (non ventilato), accendendo solo la luce. L’impasto resterà al caldo e non avrà difficoltà a gonfiare come una piccola mongolfiera. Quando sarà raddoppiato di volume (2 ore circa) sarete pronti per il passaggio successivo.
  3. Nel frattempo, potete preparare il ripieno. Sgusciate e spezzettate le noci, tenete da parte. In una ciotola, lavorate lo zucchero, la cannella in polvere e il burro (è importante, anche in questo caso, che il burro sia a temperatura ambiente).
  4. A questo punto, tirate fuori dal forno l’impasto e mettetelo su un ripiano di lavoro infarinato. Con un mattarello, stendetelo in un rettangolo di circa 35x30cm. Con delicatezza e facendo attenzione a non strapparlo, spalmateci sopra il formaggio cremoso, andando dal centro verso i bordi.
  5. Per evitare che il formaggio fuoriesca, ripiegate un po’ i bordi dell’impasto verso l’interno, di circa un paio di centimetri. Ora piegate uno dei due lati corti verso il centro e ripiegateci sopra l’altro, come se fosse una lettera.
  6. Con delicatezza, stendete nuovamente l’impasto con il mattarello, cercando di ottenere un altro rettangolo di circa 35x30cm: vedrete il formaggio distribuirsi e striare l’impasto in trasparenza, ma attenzione a non strappare l’impasto e a non fare uscire il formaggio cremoso. Ripiegatelo di nuovo come una lettera.
  7. Infine, stendete l’impasto in un rettangolo di 45x30cm circa. Se il formaggio inizia a fare capolino aiutatevi spolverando un po’ di farina. Cospargete con il ripieno di zucchero e cannella e, infine, con le noci.
  8. Ora, partendo dal lato più lungo del rettangolo, arrotolatelo su stesso lentamente e con attenzione. Tagliate il rotolo in 8 o 9 parti uguali e disponete le girelle in una teglia imburrata, lasciando qualche cm di spazio tra una e l’altra. Mettete nuovamente in forno a lievitare con la luce accesa, per un’ora circa.
  9. Nel frattempo, preparate la glassa mescolando insieme il formaggio rimasto, lo zucchero a velo e il latte: dovrebbe essere densa, ma spalmabile.
  10. Infornate a 190°C e lasciate cuocere per 30 minuti circa, fino a quando le girelle non saranno dorate e non sentirete profumo di felicità. Sfornate e ricoprite di glassa quando le girelle sono ancora tiepide. Servite con un caffè o un tè bollente. Le girelle si conservano bene per due giorni circa, il terzo e il quarto sono ancora ottime ma tendono a perdere in morbidezza.
 

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