Dolci alla zucca di febbraio

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Facciamo così: prendiamo una zucca e un giorno di febbraio.

Sì, anch’io pensavo che le zucche ci fossero solo ad ottobre, ma poi ho scoperto che è un po’ come pensare che il mare ci sia solo ad agosto. A noi serve una zucca tonda e dolce, con la polpa soda come il seno di una ragazza: non è necessario che sia troppo grande, ma è necessario che non sia di quelle con la polpa filamentosa, che perdono acqua quando le cuoci. Per quanto riguarda febbraio, scegliete uno di quei giorni in cui il cielo si sveglia pulito e brillante come una porcellana azzurra; uno di quei giorni in cui se non facesse freddo sembrerebbe primavera.

Se vi siete procurati entrambi gli ingredienti, bè, allora il vostro destino è segnato. C’è solo una cosa che potete fare.

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DOLCI DI ZUCCA AL CUCCHIAIO

Ispirati a Joy the Baker

Ingredienti per 20 dolcetti (in pirottini o ciotoline per cupcake e muffin)

Per l’impasto

  • 140 gr di biscotti (tipo gallette)
  • 40 gr di zucchero
  • Un pizzico di sale
  • 70 gr di burro

Per la crema

  • 230 gr di formaggio cremoso ammorbidito (tipo abitella o philadelphia)
  • 70 gr di burro ammorbidito
  • 230 gr di zucchero a velo
  • 1 cucchiaino colmo di essenza di vaniglia
  • 1 cucchiaino di melassa
  • Cannella
  • Noce moscata
  • 425 gr di zucca cotta al vapore

Per la panna

  • 200 ml di panna da montare
  • 2 cucchiai colmi di sciroppo d’acero

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Sbucciare una zucca non è una faccenda semplice. Ci serve un grosso coltello, affilato abbastanza da poter tagliar via una mano a qualcuno. Non che a noi interessi, beninteso: noi vogliamo solo essere rapidi ed efficaci, e per esserlo ci serve che il coltello sia affilato. Vi consiglio prima di tutto di tagliare la zucca in due metà, per poi procedere a sbucciarla dall’alto verso il basso, in modo che se anche il coltello dovesse scapparvi di mano finisca sul tagliere e non dritto in mezzo alla pancia. Fonti certe affermano che non è la situazione ideale per preparare un dolce.

Per sbucciare la zucca ci va un po’ di tempo, ma vi potrà consolare il fatto che a cuocere ci mette un attimo. Io l’ho cotta al vapore, tagliata a pezzi perché facesse più in fretta. É pronta quando un coltello scivola dentro la polpa, ma senza spappolarla: con eleganza. A questo punto potete passarla al minipimer fino a quando non diventa una crema, per poi metterla a raffreddare.

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Nel frattempo, potete prendere le gallette. Sì, lo so, non fanno parte dell’Olimpo dei biscotti: se le bagni nel té sanno di carta, se le bagni nel latte sanno di Scottex. Per questo dolce, tuttavia, sono perfette. E non è necessario che compriate quelle superdietetiche senzalatte-senzauova-senzaburro, basta che siano gallette e non biscotti ripieni di crema al cioccolato, ecco. Comunque. Prendete i biscotti, metteteli in un sacchetto di plastica (uno di quelli per congelare andrà bene); legate il sacchetto e, con l’aiuto di un mattarello o di un uomo, sbriciolate i biscotti fino a quando non diventano fini. Nella vita non ci lasciano sbriciolare molte cose, rompere gli specchi porta sfortuna e rompere i bicchieri è pur sempre un peccato: quindi divertitevi, come se fosse un gioco. Mescolate i biscotti allo zucchero; infine, fate sciogliere il burro a fuoco lento e aggiungetelo con calma. Mettete un cucchiaio abbondante d’impasto in ogni pirottino e poi premete con il dorso del cucchiaio o con le dita, se preferite, così profumeranno di biscotti e burro e potrete anche dimenticarvi lo Chanel n°5.

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Una volta che avete formato la base di biscotti, infornate a 180° per circa 15 minuti. Ricordate, però, che con i forni non esistono regole tranne quella di conoscere il proprio, quindi controllate spesso: quando vedete che l’impasto si è brunito e sentite che la cucina profuma, siete a posto. Solo un consiglio: non provate a usare lo stesso impasto per una torta. Ho tentato, ma si sfalda, si sbriciola se solo provate a toccarlo, la crema cola e in mano non vi resta nulla. Tirate fuori dal forno i pirottini e lasciateli raffreddare mentre voi preparate la crema.

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Prima di tutto, sbattete insieme il burro e il formaggio finché non diventano amanti: non devono esserci grumi, né pezzetti di burro separati dal tutto. Perché assumano un aspetto cremoso, è importante che li abbiate tolti dal frigo, lasciandoli ammorbidire a poco a poco: se ve lo siete dimenticati, auguri e tanti grumi a tutti. Potete farlo a mano, invece di andare in palestra la sera, e in quel caso vi può bastare un cucchiaio di legno; oppure potete farlo con la frusta elettrica. A questo punto, aggiungete lo zucchero a velo. Amalgamatelo ben bene alla crema, che dovrebbe diventare morbida e liscia come quelle per il viso. Ecco, ci siamo.

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Ora potete aggiungere tutto ciò che vi sembra abbia un senso. Io vi consiglio l’estratto di vaniglia (o la vaniglia direttamente dal baccello), la melassa (senza esagerare), un po’ di cannella e un po’ di noce moscata. Poi, finalmente, potete aggiungere la zucca. Mescolate bene e, se vi sembra che sia rimasto ancora qualche grumo, passate pure il tutto al minipimer, senza vergogna.

Ora, con un cucchiaio, disponete uno strato di crema alla zucca in ogni pirottino. Fate attenzione a non farla colare ovunque, come spesso capita: nel caso accadesse, leccatela via. Disporre la crema nei pirottini è un po’ come una meditazione, quindi potete farlo in silenzio riflettendo sul fatto che, a volte, per essere felici bastano una zucca e un cielo di febbraio.

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Infine, preparate la panna. Versatela in una ciotola, aggiungeteci lo sciroppo d’acero: è un dolcificante naturale, che sa di boschi, abbracci e caramello; costa abbastanza, ma dura molto. Lo trovate nei negozi di prodotti biologici e vi assicuro che vale la pena assaggiarlo almeno una volta nella vita: potete metterlo sul gelato, sulle frittelle, nello yogurt; ovunque, tranne che sulla carne alla griglia, insomma. In questo caso, dona alla panna una sfumatura brunita, le regala il sapore delle sere d’autunno e fa sì che si addensi in tre minuti senza bisogno della frusta elettrica. Ovviamente, se non avete voglia di andare a caccia di sciroppo d’acero, la panna montata così com’è va benissimo.

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E siamo quasi alla fine. Se volete divertirvi, potete decorare i dolci con la panna e la tasca da pasticcere: non è difficile, vi farà sentire artisti e sentirsi artisti fa sempre bene. Ovviamente, potete anche mettere un po’ di panna in ogni ciotolina con l’aiuto di un semplice cucchiaio.

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Voilà. I dolci sono pronti. Prima di mangiarli, bisognerebbe lasciarli almeno quattro ore in frigorifero, in modo che la crema si addensi. Mangiarli il giorno dopo è ancora meglio, ma se sentirvi dire di aspettare una notte intera vi fa storcere la faccia almeno quanto l’ho storta io, assaggiateli pure. Il sole tramonterà, il calendario finirà nell’ombra e, cucchiaino dopo cucchiaino, vi sembrerà che febbraio si mescoli alla crema, rendendola fresca e morbida, come un anticipo di primavera.

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