Ciambelle per tre

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Dice Wikipedia che esiste una differenza sostanziale tra triangolo e ménage à trois. Se si parla di threesome, in italiano triangolo, in sostanza si parla di sesso. Diversa è la versione francese, per intenderci, che prevede sentimento tra chi è coinvolto e che non parte dal sesso, ma caso mai al sesso arriva. Una divisione netta, quindi, tra un semplice sesso e qualcosa di più complicato, che prevede rapporti umani intersecati e aggrovigliati tra le lenzuola. E, sempre per intenderci, quando parliamo di fantasie erotiche maschili, bè, di solito parliamo di threesome.

A me il sesso a tre non interessa molto, in nessuna delle numerose varianti. A me interessano le ciambelle, ma a questo arriviamo dopo. Ci sono diverse cose che, nella mia vita, vorrei provare. Molte di queste prevedono un letto, un uomo e un preservativo, perché su alcuni temi preferisco andare sul sicuro. Diciamo, però, che il sesso a tre non rientra nella lista. Se proprio volessi due uomini preferirei godermeli uno dopo l’altro e dedicare a ognuno la giusta attenzione, magari a sere alterne. L’idea di averli entrambi nello stesso momento mi fa pensare a qualcosa di poco intimo e un poco impersonale, che credo sia esattamente ciò cui ambiscono gli adepti al triangolo. Ne parlavo anche con amici. Dicevo che, se proprio il mio ragazzo volesse un triangolo, bè, preferirei farne parte. Meglio che la donna oltre a me sia una sola, no? Loro, però, scuotevano la testa. Niente complicazioni, e la propria ragazza è una complicazione bella grossa se si parla di triangolo. Argomentazione che non ho osato contraddire, perché un conto è la teoria, un conto è la pratica e temo che se davvero facessi parte di un triangolo finirebbe a unghiate e il sadomaso è un’altra cosa che non m’interessa, a sacrificarsi ci ha già pensato Cristo sulla croce.

Quindi, riassumendo: se dovessi scegliere, opterei senza dubbio per un ménage à trois. Non dico sia così per tutte le donne, ma in base ai miei ristretti sondaggi gli uomini opterebbero invece per un bel triangolo vecchio stile. Il che dimostra, come al solito, che ci attraiamo come calamite, ma poi le calamite si girano e ci troviamo ad avere a che fare con poli che ci respingono sospingendoci verso altri lidi. La soluzione? Ciambelle, che uniscono tutti. Specialmente se le offrite sulla vostra pelle nuda, come un vassoio su cui resteranno invitanti briciole d’impasto e granelli di zucchero: per due, o per tre. Fate voi.

Ciambelle 2

CIAMBELLE ALLA CANNELLA

Ingredienti per 12 ciambelle

Ispirate a Shutterbean

260 gr di farina

150 gr di zucchero

1 cucchiaino di zucchero

½ cucchiaino di cannella in polvere

1 pizzico di noce moscata

1 pizzico di sale

2 uova piuttosto grandi

250 ml di latte

1 cucchiaio di succo di limone

20 gr di burro

1 cucchiaio di estratto di vaniglia o i semi di un baccello

Per la copertura

40 gr di burro

100 gr di zucchero

1 cucchiaino di cannella in polvere

La ricetta che segue non è per ciambelle fritte, ma cotte in forno. Il che riduce i grassi e permette di annegarle nel burro e di rotolarle nello zucchero. Cosa che, effettivamente, non le rende affatto ipocaloriche ma vi evita pentoloni di olio bollente e termometri da cucina. E’ indispensabile, però, che abbiate una teglia per ciambelle. Le trovate su Amazon, in silicone o metallo, ma anche nei negozi specializzati. Cercarle ne vale la pena: avrete ciambelle irresistibili, uguali nell’aspetto a quelle che trovate in pasticceria o che sognavate da bambini. E prepararle è semplice, come un triangolo senza complicazioni.

Per prima cosa scaldate il forno a 180° e imburrate la teglia. E’ come pretendere un triangolo senza biancheria sexy: non si può fare.

Setacciate insieme farina, zucchero, lievito, cannella, noce moscata e sale. Versate il succo di limone nel latte e fate riposare 3 minuti, il tempo necessario perché si formino dei grumi dati dall’acidificazione. E’ un modo semplice per preparare in casa il latticello, ingrediente fondamentale per molte ricette d’Oltre Oceano. Nel frattempo fate sciogliere a fuoco lento il burro. Sbattete leggermente le uova, aggiungete il latticello, il burro fuso, l’estratto di vaniglia. Mescolate e versate sulla farina. Se fosse un triangolo saremmo già nudi e ben avviati con i preliminari.

Ora non resta che versare l’impasto nella teglia. Affinché le ciambelle vengano con il buco è necessario che ogni formina non venga riempita fino all’orlo, ma solo per tre quarti. Perché sia più facile, potete aiutarvi con una siringa da pasticcere. Non vi nascondo che alla fine avrete le mani appiccicose e che, molto probabilmente, parte dell’impasto sarà finito dove non doveva finire (vedi il tavolo, i capelli, i baffi del gatto). Tuttavia, non vi demoralizzate: la pratica è fondamentale, anche per le ciambelle.

Infornate per 15/20 minuti, o fino a quando uno stuzzicadenti infilato non esce pulito dall’impasto e le ciambelle non sono gonfie e leggermente dorate. Riconoscere quando sono pronte è un’arte che dà le sue soddisfazioni, un po’ come distinguere un vero orgasmo da uno simulato. Prima di toglierle dalla teglia lasciatele raffreddare 5 minuti. Se il buco non fosse a regola d’arte, potete sempre farlo voi tagliando l’impasto in eccesso con un coltello e mangiandovi il centro rimasto. Vi assicuro che nessuno saprà nulla.

Ora preparate la copertura mescolando insieme zucchero e cannella. Fate sciogliere il burro a fuoco lento, poi spennellate ogni ciambella con il burro fuso e tuffatela nello zucchero, ricoprendola su uno o entrambi i lati. Suggerirei entrambi, perché le coccole finali non sono mai abbastanza, anche quando si tratta soltanto di sesso e l’amore rimane in disparte.

AVVERTENZE: Ogni ciambella riempie lo stomaco per un paio d’ore, sporca le labbra di zucchero e profuma le dita di cannella. Non soddisfa quanto un bacio, ma ci si avvicina parecchio.

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