Cheesecake al rosmarino con salsa al caramello salato

Cheesecake

“Come hai detto? Ti sposi?” Me lo hanno chiesto in tanti, negli ultimi otto mesi. Con espressioni diverse, con gradi d’incredulità differente: ma la domanda sottintesa era sempre la stessa: perché ti sposi? Come se dietro quella scelta ci fosse una presa di posizione un poco folle e dietro quella presa di posizione una psiche quantomeno labile.

Quando mia mamma aveva la mia età non voleva sposarsi: avrebbe voluto andare a convivere. E tutti esclamavano, inorriditi: “Come hai detto? Non ti sposi?” Non che non credesse nel matrimonio, anzi. Ci credeva così tanto che il matrimonio non le serviva. E poi, come diciamo qui in Piemonte, è sempre stata un po’ una bastian-cuntrari. Alla fine, però, si è sposata, perché le pressioni della società sono spesso troppe e troppo forti per una singola anima.

Adesso la bastian-cuntrari sono io: quella che fa le cose a rovescio, come nessuno s’immaginerebbe. Quella che, d’estate, invece di andare al mare va in Groenlandia. Quella che tra la strada maestra e quella meno battuta imbocca sempre la meno battuta. Il problema delle strade meno battute, però, è che ci s’impolvera.

E, soprattutto, che bisogna giustificarsi. Nessuno si sognerebbe di chiedere a una ragazza perché va a convivere. E nemmeno di chiedere a un ragazzo perché è single a 30 anni. Chiedere a me perché voglio sposarmi (così giovane, poi!), invece, è del tutto legittimo. Occhi spalancati, bocca atteggiata a grande stupore, tono di disapprovazione che inclina la voce. “Ma, scusa, che bisogno hai di sposarti?”

E io lì, ferma come  il fossile di un dinosauro, sconvolta da quella domanda nonostante sia ormai talmente attesa da farmi spesso esordire dicendo “Sì, ci sposiamo. Sì, subito. Un po’ alla moda ottocentesca. Sai, siamo vintage dentro.”

La gente mi chiede come faccio a sapere che andremo d’accordo. Io rispondo che ci conosciamo da dieci anni e, involontariamente, peggioro la situazione. “Da dieci anni?” esclamano tutti. “Tu sei proprio matta! Non vuoi farti altre esperienze?” Ecco, la questione delle esperienze che torna sempre come tornano gli uragani. Che poi, diciamocelo, per esperienze s’intende il sesso, punto. Quello che vorrei dire a tutti, una volta e basta, è che sono perfettamente soddisfatta, da quel punto di vista. E che averlo fatto con più persone, non significa per forza averlo fatto come si deve.

Poi c’è l’altra, di domanda. Quella che pretende di conoscere già la risposta: “Ma convivete, giusto?” “No, non conviviamo.” E giù altri sguardi di incredulo sbigottimento. Perché la convivenza è una cosa diversa, la convivenza ti mette al muro. Allora mettiamo che vada a convivere, dico io: quale sarà il momento in cui potrò essere certa che di lì in avanti tutto filerà liscio, e dunque sposiamoci, per l’amor del cielo? Io credo che quel momento non esista, perché la certezza, in questa vita balorda, è solo un’utopia. Potremmo decidere di sposarci dopo tre anni di convivenza, fare un figlio, rompere gli equilibri e mandare ugualmente il matrimonio a quel paese. Quindi, perché non sposarci ora? Gli altri, però, sostengono che se non ti sposi sia più facile lasciarsi. Infatti, dico io, mi sposo pensando che non ci lasceremo. E loro, a questo punto, sgranano gli occhi e lasciano cadere il cucchiaio nella zuppa, se stiamo mangiando zuppa. “Ma allora credi ancora nel lieto fine?”, chiedono. E io rispondo: “Sì, ci credo.”

O, per meglio dire, credo che esistano persone fatte l’una per l’altra. Credo che le difficoltà ci siano sempre e che affrontarle non sia facile, credo che il matrimonio non sia una casa prefabbricata, ma che vada costruito con il sangue e la terra. Credo che sia una sfida folle, ma incredibilmente romantica e, quando ci si riesce, meravigliosa.

“Perché ti sposi?”, mi chiedono. “Perché lo amo”, vorrei rispondere semplicemente. Ma so che, per alcuni, una risposta semplice non è una risposta sufficiente. Allora sto zitta, e sorrido, tenendo per me il mio segreto.

Cheesecake

Questa è la cheesecake che offrirei a chi avesse dubbi sul mio matrimonio. La certezza che le cose funzionino non si può mai avere, è vero: si chiama vita ed è una cosa piuttosto complicata. Quel che possiamo fare noi, però, è rimboccarci le maniche e baciarci sulle labbra il più spesso possibile, rimpinzandoci di cheesecake quando le cose si mettono male.

Per prima cosa, come in tutte le cheesecake, bisogna preparare la base, che in questo caso è veloce come un colpo di fulmine. Basta prendere i biscotti, metterli in un sacchetto di plastica e ridurli in briciole con un mattarello. Ci vorrà energia a sufficienza, ma l’amore richiede sempre energia in grandi quantità. A questo punto aggiungete lo zucchero, un pizzico di sale e il burro fuso che impregnerà i biscotti e li farà profumare di luoghi sicuri, come gli abbracci di chi amiamo.

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Versate le briciole in una tortiera e premete con le dita in modo da farle aderire alla base e ai bordi. Sarà un processo simile alla cura che si mette nei primi appuntamenti, quando tutto quello che si dice, ogni sguardo e ogni sorriso, rivelano sottintesi preziosi.  Infornate per un quarto d’ora circa, fino a quando la cucina non sarà fragrante e la base non avrà assunto una bella sfumatura dorata.

Nel frattempo, mescolate in una ciotola lo zucchero di canna e le foglie di rosmarino: strofinateli tra le dita, fino a quando non si sprigioneranno gli aromi terreni del rosmarino e lo zucchero non avrà assorbito la sua essenza. Sarà come quei momenti in cui le mani si sfiorano per la prima volta, in cui i volti si avvicinano troppo per poter tornare indietro.

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Adesso mescolate il formaggio allo zucchero e al rosmarino, fino a quando non diventerà una crema chiara e spumosa. Se assaggerete la crema, non avrete dubbi sul fatto di essere finiti in un letto comodo, pulito, con un amante a prendersi cura di voi per tutto il tempo in cui ci sarà crema da assaggiare. Aggiungete il sale e l’estratto di vaniglia, poi le uova, una alla volta, mescolando con cura. Quando aggiungerete la panna e la scorza di limone, i vostri corpi saranno ormai una cosa sola.

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Versate la crema sulla base di biscotti. Dopo aver fatto l’amore, è il momento di riposare, meglio se sotto le coperte, in un posto caldo e sicuro. In questo caso, la cheesecake cuocerà a bagnomaria in una teglia piena di acqua bollente. Sarà una cottura lenta e dolce, come il tempo che arriva dopo le capriole sotto le lenzuola. Ci vorrà circa un’oretta: vi accorgerete che la torta è pronta quando si sarà addensata al centro e avrà un bel colore dorato.

Lasciatela raffreddare in forno, tenuto leggermente aperto con un cucchiaio di legno. Ci vorranno 45 minuti, ma in questi casi il tempo non conta e il profumo che avvolgerà la cucina basterà a placare l’attesa. A questo punto potrete mettere la cheesecake in frigorifero: l’ideale è che raffreddi almeno una notte, ma se proprio non riuscite ad aspettare 4 ore potrebbero essere sufficienti. Tuttavia, ricordate che in amore serve spazio, perché quando ci si ritrova è come se fosse di nuovo la prima volta.

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Nel frattempo, potete preparare la salsa al caramello, momento delicato, ma che quando porta al successo induce a credere che la vita sia un posto giusto. Mettete lo zucchero sul fuoco in un pentolino con due cucchiai d’acqua. Senza toccare o girare (è questo il semplicissimo segreto del caramello), lasciate che lo zucchero inizi a sobbollire e prenda gradualmente un colore dorato. Considerate che si tratta dell’appuntamento successivo a quello in cui si è finiti a letto per la prima volta: le cose vanno molto più veloci, e se non si sta attenti potrebbero bruciarsi.

Togliete dal fuoco un po’ prima che il caramello raggiunga il colore desiderato: il pentolino continuerà a condurre il calore e non volete un caramello color ebano. Aggiungete immediatamente il burro e la panna. Ecco, qui le cose si fanno pericolose: il caramello potrebbe schiumare, oppure potrebbe addensarsi immediatamente dando l’impressione che sia tutto perduto. Mettiamola così: non sempre va tutto bene, anzi, quei momenti in cui si piange, in cui si sbattono le porte, bè, sono parte integrante di una vita insieme. Basta non darsi per vinti, non demordere, rimettere il caramello sul fuoco e mescolare fino a quando il calore non farà sciogliere i grumi e la salsa non diventerà densa, morbida, lucente. Aggiungete il sale e il liquore, che è come dire che a volte serve uscire a cena insieme, regalare una rosa, mettere quel quid in più nel quotidiano e rendere le giornate speciali. Mettete in frigo a raffreddare, perché dopo i litigi torna la quiete e godersela è il premio di chi ha combattuto. Anzi, in questo caso, oserei dire che il premio è la salsa stessa: una delle sette meraviglie dell’universo, come un orgasmo senza amplesso.

La cheesecake va servita con la salsa al caramello e qualche granello di sale. È un accoppiamento che può sembrare azzardato, ma funziona così bene che una volta assaggiata diventa impossibile farne a meno. Un po’ come quella persona che, un giorno d’estate, è entrata nella vostra vita in bicicletta e poi non se n’è più andata. E tutto quel che volete è che non se ne vada mai, il vostro caramello salato, di cui nutrirvi per una vita intera.

CHEESECAKE AL ROSMARINO CON SALSA AL CARAMELLO SALATO

Ingredienti
Per la base di biscotti
100 gr di biscotti sbriciolati (tipo Oswego)
1 cucchiaio di zucchero
1 pizzico di sale
75 gr di burro, fuso e lasciato raffreddare leggermente
Per la crema
210 gr di zucchero di canna
2 cucchiai di foglie di rosmarino
225 gr di formaggio cremoso (tipo Philadelphia)
½ cucchiaino di sale
2 cucchiaini di estratto di vaniglia
2 uova (grandi)
125 ml di panna liquida
1 cucchiaino di scorza di limone grattugiata
Per la salsa al caramello
100 gr di zucchero
80 ml di panna
30 gr di burro, a temperatura ambiente
½ cucchiaino di sale
2 cucchiai di liquore (tipo Bayles)

Per prima cosa riscaldate il forno a 180°. In una ciotola, mescolate i biscotti sbriciolati allo zucchero e al sale. Aggiungete il burro fuso e mescolate con una forchetta fino a quando i biscotti non sono bene impregnati di burro. Versate in una tortiera e, con le dita, premete il composto in modo che aderisca bene alla base e ai bordi. Infornate fino a quando la base non avrà assunto un bel colore dorato, per 12-15 minuti circa. Togliete dal forno e lasciate raffreddare completamente.

Abbassate la temperatura del forno a 160°. In una ciotola mescolate lo zucchero di canna e le foglie di rosmarino: strofinateli tra le dita, fino a quando lo zucchero non sarà profumato di rosmarino. Aggiungete il formaggio e sbattete con una frusta fino a quando il composto non assumerà la consistenza di una crema chiara e leggera. Aggiungete il sale e l’estratto di vaniglia. Aggiungete le uova, una alla volta, mescolando con cura. Infine, aggiungete la panna e continuate a sbattere. Aggiungete la scorza di limone e versate sulla base di biscotti.

Infornate una teglia e mettete la tortiera dentro la teglia. Versate nella teglia acqua bollente a sufficienza da arrivare a un quarto della tortiera. Cuocete fino a quando la cheesecake non sarà dorata e soda al centro, per 50-60 minuti circa. Poi, aprite leggermente il forno tenendolo socchiuso con un mestolo di legno e lasciate raffreddare il dolce per 45 minuti circa. Togliete dal forno e lasciate raffreddare in frigorifero per almeno 4 ore, meglio ancora se una notte intera.

Mettete sul fuoco lo zucchero con due cucchiai di legno in un pentolino dal fondo spesso. Lasciate sobbollire fino a quando non raggiungerà un colore dorato. Togliete dal fuoco, aggiungete il burro e la panna. Mescolate fino a quando la salsa non sarà liscia e densa. Aggiungete il sale e il liquore. Mettete a raffreddare in frigorifero per almeno 4 ore, ma anche qui una notte intera sarebbe l’ideale.

Servite la cheesecake con la salsa al caramello e un pizzico di sale. Se la salsa si addensa troppo, riscaldatela brevemente su fuoco basso. Mangiate come pazzi.

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