Scones alle pere, cioccolato e zenzero candito

Scones

Se io fossi senza te mangerei soltanto verdure al vapore, se tu fossi senza me mangeresti soltanto sgombro e carbonara. Se io fossi senza te passerei il tempo a spalancare le finestre e a spazzare via le briciole, se tu fossi senza me ci sarebbe odore di chiuso tutti i giorni e le briciole rotolerebbero giù dai tavoli. Se io fossi senza te avrei una malattia mortale ogni domenica, se tu fossi senza me non indosseresti mai la sciarpa. Se io fossi senza te scriverei liste fino ad impazzire, se tu fossi senza me non ricorderesti cosa c’è da fare. Se io fossi senza te non saprei da che lato girano le chiavi per aprire e chiudere le porte, se tu fossi senza me non leggeresti Fred Vargas e non avresti ancora scoperto The Walking Dead e l’Opera. Se io fossi senza te non andrei a yoga ogni settimana, se tu fossi senza me giocheresti a calcio fino a stare male. Se io fossi senza te non conoscerei la calma che riempie il cuore, se tu fossi senza me non conosceresti il tumulto che genera la vita. Se io fossi senza te non sarei sopravvissuta al cambiamento, se tu fossi senza me non saresti sopravvissuto alla quiete.

Read more

Muffin all’avena e mele

Avena e mele

C’è un messaggio che ci viene affidato quando nasciamo e che dobbiamo consegnare a noi stessi in punto di morte. Ognuno ha il suo, di messaggio, ma il compito è lo stesso per tutti: far sì che il messaggio arrivi intatto, nonostante i pericoli e le sfide che si frappongono tra il nostro sé bambino e il nostro sé adulto. Non lo dico io, lo dice un ragazzo intervistato nel meraviglioso film documentario “Human”, di Yann Arthus Bertrand.

Read more

Torta cannella e bacon

Torta cannella e bacon

Settembre ha inforcato la bicicletta ed è sfrecciato via veloce, in una di quelle gare ciclistiche senza fermate, a rotta di collo giù per la collina e si salvi chi può. Non c’è stato molto tempo per rendersi conto delle temperature che scendevano impercettibilmente, delle prime foglie cadute. Ho indossato gonne quando era il caso di mettere il trench e calzini quando avrei potuto uscire in infradito.

Read more

Torta rovesciata all’ananas e zenzero

Torta all'ananas

I giorni che precedono le vacanze sono da sempre quelli in cui iniziano a nascere le idee, quelli in cui l’anno passato si congeda per lasciare il posto a giorni nuovi di zecca. L’ho già detto: per me la fine dell’anno coincide con la fine della Scuola, da sempre. Sarà che le scuole non le ho mai lasciate, in fin dei conti: sta di fatto che per me è luglio il momento in cui fare bilanci e progettare nuove idee, agosto è il momento in cui lasciarle riposare, far prendere loro forma, e settembre, bè, settembre è il momento delle scelte e dei nuovi inizi. Ma per ora fermiamoci a luglio, con le sue grigliate come se non ci fosse un domani e i suoi temporali improvvisi.

Read more

Pie alle ciliegie

Pie alle ciliegie

C’è un momento per ogni cosa. Ad esempio, per andare in vacanza in tenda. Noi il nostro momento l’abbiamo avuto: partivamo carichi come tartarughe, mangiavamo insalate di pomodoro per settimane, festeggiavamo le serate speciali con un avocado o, al massimo, mezza pizza a testa; viaggiavamo in treno, in metro, in autobus, camminavamo tanto, ci svegliavamo presto per la luce che filtrava dentro e i rumori dei bambini pazzi; dopo una settimana avevamo le schiene doloranti ma non importava, perché eravamo io e te, eravamo a Parigi, e l’insalata di pomodori pareva davvero il lusso più grande, come il nostro giovanissimo amore.

Read more

Dolcetti al miele e camomilla (ovvero: 26 cose che ho imparato)

Dolcetti miele e limone

Per questo compleanno avevo in mente una torta a tre strati. Tipo questa, ma con il sapore del miele e del limone, come una primavera tra i gelsomini. A volte, però, – anzi, piuttosto spesso – le cose non prendono l’esatta piega che il ferro da stiro vorrebbe, ma si stiracchiano e stropicciano. E così la glassa non si addensa, cola ovunque tranne che sulla torta, e l’ultimo strato collassa, rompendosi in quattro e assumendo l’aspetto di un immenso blob, tipo una colata lavica in Islanda. Capita. Non nascondo che lì in mezzo ci siano state urla e strepiti, ma alla fine non resta che prendere la torta, ridurla in pezzetti, metterla in una teglia di dimensioni cosmiche, ricoprirla di glassa, riempirla di candeline sbilenche e offrirla a amici e parenti comprensivi che si fidino nonostante l’aspetto precario. Certo, magari questa volta niente Instagram, perché si sa, i social vogliono solo il lato bello della medaglia.

Read more