Cookies al cioccolato bianco e arancia

Cookies cioccolato bianco e arancia

Una volta mio padre mi ha detto che si sentiva ancora come quando aveva 18 anni. Io forse ne avevo venti, o poco più. Non capii bene cosa intendeva, non davvero. Oggi sarebbe un po’ diverso. Non che sia passato così tanto da farmi iniziare a rimpiangere i bei tempi andati. E non credo sia nemmeno il fatto che tra due mesi esatti mi allontano ancora un po’ di più dai 18. Non credo sia questo, o almeno non del tutto. Più che i numeri, come si usa dire, credo contino i fatti. E i fatti hanno preso una direzione inaspettata, ultimamente.

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Girelle alla cannella

Girelle alla cannella

Mattina, fuori il sole è quello di quasi-primavera, quando ancora le auto gelano la notte ma inizia a sentirsi il profumo del kalikanto. Io scrivo una nuova storia con una tazza di tè al bergamotto e un’enorme girella alla cannella fatta in casa. Sono da sola ma, prima di andare via, il Vichingo mi ha salutata con un bacio mentre ancora io non distinguevo i confini tra sonno e veglia.

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Torta alle pere, noci e glassa caramellata

Torta alle pere e noci

Mi chiedo, a volte, quali siano i nostri limiti. E, soprattutto, come fare a riconoscerli. Mi chiedo, a volte, se non sia il caso di superarli tutti, uno dopo l’altro. O se, invece, non sia meglio starsene tranquilli, al caldo, con una fetta di pane e nutella e la pioggia che scroscia fuori casa. C’è chi ha paura di nuotare, chi delle malattie, chi degli scivoli ad acqua e chi di morire di fame; c’è chi ha paura degli ospedali e chi della miseria, c’è chi ha paura di esporsi e chi ha paura di parlare ad alta voce; c’è chi ha paura degli altri e chi di se stesso, chi di avere poco tempo e chi di averne troppo; c’è chi ha paura dei mostri e chi, invece, delle storie di amore. Paure e limiti vanno a braccetto, come due vecchi amici che quando si ritrovano non vedono l’ora di stappare una bottiglia e cantare canzoni a squarciagola.

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Pane dolce alla zucca e noci

Pane alla zucca e noci

C’è chi dice che la felicità la si conquista, come se fosse un trofeo vinto dopo aver tagliato il traguardo dei 100 metri. C’è chi parla di essere felici come se si trattasse di uno stato acquisito, di una stasi dopo il movimento, un po’ come firmare l’atto di matrimonio. Io, però, ultimamente, la guardo con occhi un po’ diversi, questa tanto decantata felicità, questo obiettivo cui tutti tendiamo e che nessuno mai raggiunge. Un po’ come nelle serie tv: vorresti così tanto che quei due stessero insieme, e forse sai pure che lo faranno, presto o tardi, ma poi accade sempre qualcosa che li porta fuori strada.

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Brownies per tutti e macchine del tempo

Brownies

A volte il tempo si attorciglia in modi inconsueti: fa le giravolte, le capriole all’indietro, e ti ritrovi con in mano un filo che non sai neanche più tu da dove arriva e dove porta. Ti sembra che quello che accadeva un anno fa sia accaduto soltanto oggi e che quello che hai vissuto un decennio fa riverberi ancora sul presente, con riflessi così intensi da abbagliarti. Mio nonno dice che il tempo è strano: passa in fretta, troppo; però di cose ne fai tante, in una vita, talmente tante che alla fine pare perfino troppo lunga. Così dice. Io non l’ho ancora capito, come funziona questo strano orologio della vita che punta le lancette su momenti così distanti e allo stesso tempo così onnipresenti da farti pensare che ci sia qualcuno, là, a girare l’asticella dei minuti in modo da confonderti.

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Limonata alle pesche e cardamomo

Limonata

Questo era il tempo delle giornate così lunghe che a mezzogiorno pareva fosse già passato un mese da quando ti eri alzato. Era il tempo dei film visti dopo pranzo, del trovarsi in piazza tutti i giorni con gli amici, dei compiti finché il sole non era troppo alto, dei cornetti nel freezer, delle gite in piscina in settimana e delle vacanze eterne al punto che la fine, invece di avvicinarsi, si allontanava. C’è chi dice che il Paradiso arrivi alla fine di tutto. Io dico che il Paradiso erano le vacanze estive, quel periodo dai confini liquidi capaci di estendersi a dismisura. Il Paradiso erano quei tre mesi inconsapevolmente goduti, con la testa tra le nuvole e le dita dei piedi nell’acqua.

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