Brownies per tutti e macchine del tempo

Brownies

A volte il tempo si attorciglia in modi inconsueti: fa le giravolte, le capriole all’indietro, e ti ritrovi con in mano un filo che non sai neanche più tu da dove arriva e dove porta. Ti sembra che quello che accadeva un anno fa sia accaduto soltanto oggi e che quello che hai vissuto un decennio fa riverberi ancora sul presente, con riflessi così intensi da abbagliarti. Mio nonno dice che il tempo è strano: passa in fretta, troppo; però di cose ne fai tante, in una vita, talmente tante che alla fine pare perfino troppo lunga. Così dice. Io non l’ho ancora capito, come funziona questo strano orologio della vita che punta le lancette su momenti così distanti e allo stesso tempo così onnipresenti da farti pensare che ci sia qualcuno, là, a girare l’asticella dei minuti in modo da confonderti.

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Cheesecake ai mirtilli (e silenzio)

Cheesecake ai mirtilli

Qualche sera fa c’erano i fuochi, qui a La Loggia City. Li hanno fatti proprio davanti a casa nostra, così che non c’era neanche da infilarsi il vestito bello. Ci siamo sistemati sulle sdraio, io avvolta in una coperta che mi faceva sembrare un Nazgul,(c’era l’arietta fresca, come in montagna), lui con pantaloncini e calze. La gente si è radunata sotto casa, nonni, bambini, ragazze in shorts e mamme con il pancione. E abbiamo aspettato l’inizio.

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Limonata alle pesche e cardamomo

Limonata

Questo era il tempo delle giornate così lunghe che a mezzogiorno pareva fosse già passato un mese da quando ti eri alzato. Era il tempo dei film visti dopo pranzo, del trovarsi in piazza tutti i giorni con gli amici, dei compiti finché il sole non era troppo alto, dei cornetti nel freezer, delle gite in piscina in settimana e delle vacanze eterne al punto che la fine, invece di avvicinarsi, si allontanava. C’è chi dice che il Paradiso arrivi alla fine di tutto. Io dico che il Paradiso erano le vacanze estive, quel periodo dai confini liquidi capaci di estendersi a dismisura. Il Paradiso erano quei tre mesi inconsapevolmente goduti, con la testa tra le nuvole e le dita dei piedi nell’acqua.

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Torta rovesciata alle fragole e cardamomo

Torta alle fragole e cardamomo

C’è una cosa che detesto, delle amicizie. Ed è che, prima o poi, si è costretti a tenerle vive. Cioè, voglio dire che all’inizio magari ci si vede anche tutti i giorni perché si fa la strada insieme per andare a scuola, o addirittura si è vicini di banco, o magari si lavora nello stesso ufficio. Ci si incrocia, si sa quello che accade nelle rispettive vite. A volte bastano un sorriso, o uno sguardo, e già va tutto più dritto, più per il verso giusto, perché sappiamo che l’altro ha capito, che sa quello che ci sta accadendo. Poi, però, la scuola finisce, il lavoro cambia, si viene licenziati o ci si trasferisce per seguire l’amore della nostra vita.

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Bignè fatti in casa al lemon curd

Bignè al lemon curd

Mi mancherebbe la certezza che tu sei nell’altra stanza; mi mancherebbe il tuo bacio la mattina, il vassoio che mi porti a letto la domenica, con Robinson che profuma di carta e il caffè d’orzo. Mi mancherebbero le nostre chiamate in auto, all’ora di pranzo, anche se fa caldo e vorrei aprire tutto, ma se apro i finestrini tu non mi senti. Mi mancherebbe aspettarti dalle cinque in poi, come la volpe aspetta il Principe. Mi mancherebbe il rumore delle tue chiavi. Mi mancherebbe il profumo di erbe che porti dentro casa quando arrivi dal lavoro. Mi mancherebbero i tuoi “Stai tranquilla”, qualunque sia la domanda. Mi mancherebbero le nostre passeggiate nella nebbia fitta di novembre, quelle che non vorresti fare ma fai comunque; e poi mi mancherebbero quelle di primavera, con le gonne svolazzanti e le t-shirt aderenti.

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Crema di frutti rossi

Crema di frutti rossi

Mi piace essere donna. Mi piacciono le gonne, mi piacciono i rossetti, mi piacciono le rose rosse e, come da cliché, mi piace tanto il cioccolato al latte. Se potessi rinascere, sceglierei di rinascere donna: di nuovo, nonostante tutto. E quel “nonostante tutto” non si riferisce certo al ciclo mestruale. Il problema è che, in un giorno di primavera, mi sono chiesta: ma se aspettassi un figlio, vorrei che fosse femmina? Le farei un favore, a farla nascere femmina? O per lei vorrei di più?

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