Pie al limone

Pie al limone

Le cose che mi mancano sono le passeggiate lunghe nei parchi, il sole addosso senza limiti, i passi che non hanno divieti, il mondo ampio che respira, la natura che mi circonda.
Mi mancano i nostri giri del sabato pomeriggio, che si parte in macchina e tu mi porti ovunque e durante il viaggio io ti leggo capitoli, ti parlo di progetti e quando torniamo, puntualmente, mi addormento.
Mi mancano i cocktail quando usciamo la sera, mettermi il rossetto e un bel vestito, il tintinnio del ghiaccio e il tuo sguardo intenso, un leggero vacillare, quel poco che basta.

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Plum cake all’arancia

Plum cake all'arancia

È in corso un attacco, un attacco allo spazio. Non so chi abbia deciso, ma a quanto sembra sono tutti d’accordo: l’obiettivo è ridurre al minimo gli spazi vuoti, stipare all’inverosimile le agende, sottrarre ore al tempo libero per dedicarle al lavoro; l’obiettivo è abituarci a questa sottrazione gradualmente, in modo da non accorgersene nemmeno più dei weekend impegnati, delle serate occupate, delle telefonate fuori orario, dell’essere disponibili sempre e comunque, sempre e ovunque. L’obiettivo è renderci felici del mondo così come, perché neanche ricordiamo – o immaginiamo – che potrebbe essere diverso.

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Pie di zucca con panna al cacao

Pie di zucca

Ho paura delle analisi del sangue (più dei risultati che del prelievo), dei sintomi, degli ospedali, delle visite ginecologiche, di quello che i dottori potrebbero dire. Ho paura del parto, del corpo che si trasforma, delle malformazioni genetiche. Ho paura dei palloni da calcio, di quelli da pallavolo e anche di quelli da basket, ho paura degli sport di squadra e l’odore delle palestre mi lascia sempre un retrogusto d’ansia, in fondo alla gola. Ho paura dei ragni ma non dei serpenti (forse perché non li ho mai visti). Ho paura degli attentati terroristici. Non ho paura dei capelli bianchi, né di invecchiare, ma ho paura della menopausa e delle crisi di mezza età. Ho paura delle pillole, che non riesco a ingoiare, e delle lenti a contatto, che non riesco a mettere. Ho paura di avere poco tempo. Ho paura di sbagliare a scegliere la direzione.

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Brownies d’autunno

Brownies

L’autunno dovrebbe essere il mese in cui rallentare: coperte di lana, tisana fumante, gatto acciambellato addosso, un vecchio classico da leggere mentre fuori piove, Netflix la sera, gli abbracci, le castagne, le prime zuppe, l’amore. E invece, puntualmente, è sempre il mese in cui si ricomincia, in cui si prende la rincorsa e in cui si pigia sull’acceleratore. Scadenze, email, test di ammissione, corsi da programmare, idee da condividere, lezioni da pianificare.

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Ghiaccioli al caramello

Ghiaccioli al caramello

C’è un momento in cui si inizia a rimandare a settembre: è il momento in cui le mail diminuiscono e le poche che arrivano ricevono risposte laconiche, come a dire che è proprio il periodo sbagliato, che abbiamo capito ma che ci ripenseremo al rientro; è il momento in cui non si riesce nemmeno a guardare un film intero, perché costa troppa fatica (meglio la maratona di Stranger Things, senza alcun dubbio); è il momento in cui il basilico diventa pesto e si può chiamare cena un pasto a base di bruschette al pomodoro; è anche il momento in cui si fanno progetti, fiduciosi che a settembre ci sarà l’energia necessaria per trasformarli in realtà; ed è il momento in cui si pensa a come sfamare il gatto in propria assenza, a come trasportare i cani fino a Napoli, a quanti dollari canadesi ordinare in banca, ai ristoranti da provare Oltreoceano.

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Cheesecake senza cottura per giornate estive

Cheesecake senza cottura

Di solito, almeno per quanto mi riguarda, questo è il periodo dell’anno in cui si rallenta, in cui non ci sono più lezioni da tenere, corsi da preparare, tabelle di marcia da seguire. È il periodo che più mi ricorda quello – lunghissimo e esteso quasi all’infinito – delle vacanze di quando ero bambina, che iniziavano a giugno e finivano a settembre. Un lungo tempo sospeso in cui sgocciolarsi addosso i ghiaccioli alla menta, guardare vecchi film al pomeriggio nella penombra e uscire la sera in mezzo all’odore dei tigli, dei gelsomini, dell’estate sfavillante.

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