#50voltedisnè – maggio

#50voltedisnè

Da sempre, maggio è il mese dei finali, quello in cui si prende l’ultima rincorsa e ci si tuffa nell’Oceano degli impegni. Quest’anno, in particolare, è stato il mese delle ultime fatiche, del traguardo che più si avvicina e più pare lontano, come una specie di miraggio che tremola all’orizzonte e poi scompare. Allo stesso tempo, però, maggio è da sempre il mio mese, quello in cui sono nata, quello in cui sbocciano le rose rosse e in cui faccio provviste al Salone del Libro, quello in cui le giornate iniziano ad allungarsi e si mangiano i primi gelati. Quest’anno, poi, a renderlo ancora più speciale c’è stato #50voltedisnè: un anno, i 50 migliori ristoranti di Torino, “I cento” a farci da guida e la bellezza di iniziare a mangiare all’aperto.

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Girelle alla cannella

Girelle alla cannella

Mattina, fuori il sole è quello di quasi-primavera, quando ancora le auto gelano la notte ma inizia a sentirsi il profumo del kalikanto. Io scrivo una nuova storia con una tazza di tè al bergamotto e un’enorme girella alla cannella fatta in casa. Sono da sola ma, prima di andare via, il Vichingo mi ha salutata con un bacio mentre ancora io non distinguevo i confini tra sonno e veglia.

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Hamburger fatti in casa

Hamburger

Ci hanno abituati a indossare vestiti stretti: jeans che stringono il sedere, gonne che fasciano la vita, magliette che strizzano sul seno, pantaloni che si serrano intorno alle caviglie. Ci hanno abituati a pensare che è bene occupare poco spazio, farsi piccini e stare dentro al pezzetto di vita che ci è stato offerto. Non importa se si soffoca, là dentro, non importa se ci sentiamo prendere dall’asfissia. Eppure non è soltanto questione di moda: è questione di senso, di come guardiamo il mondo e di come ci rapportiamo ai nostri sogni, troppo grandi per stare dentro a uno skinny jeans.

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Cheesecake ai mirtilli (e silenzio)

Cheesecake ai mirtilli

Qualche sera fa c’erano i fuochi, qui a La Loggia City. Li hanno fatti proprio davanti a casa nostra, così che non c’era neanche da infilarsi il vestito bello. Ci siamo sistemati sulle sdraio, io avvolta in una coperta che mi faceva sembrare un Nazgul,(c’era l’arietta fresca, come in montagna), lui con pantaloncini e calze. La gente si è radunata sotto casa, nonni, bambini, ragazze in shorts e mamme con il pancione. E abbiamo aspettato l’inizio.

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Torta rovesciata alle fragole e cardamomo

Torta alle fragole e cardamomo

C’è una cosa che detesto, delle amicizie. Ed è che, prima o poi, si è costretti a tenerle vive. Cioè, voglio dire che all’inizio magari ci si vede anche tutti i giorni perché si fa la strada insieme per andare a scuola, o addirittura si è vicini di banco, o magari si lavora nello stesso ufficio. Ci si incrocia, si sa quello che accade nelle rispettive vite. A volte bastano un sorriso, o uno sguardo, e già va tutto più dritto, più per il verso giusto, perché sappiamo che l’altro ha capito, che sa quello che ci sta accadendo. Poi, però, la scuola finisce, il lavoro cambia, si viene licenziati o ci si trasferisce per seguire l’amore della nostra vita.

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Bignè fatti in casa al lemon curd

Bignè al lemon curd

Mi mancherebbe la certezza che tu sei nell’altra stanza; mi mancherebbe il tuo bacio la mattina, il vassoio che mi porti a letto la domenica, con Robinson che profuma di carta e il caffè d’orzo. Mi mancherebbero le nostre chiamate in auto, all’ora di pranzo, anche se fa caldo e vorrei aprire tutto, ma se apro i finestrini tu non mi senti. Mi mancherebbe aspettarti dalle cinque in poi, come la volpe aspetta il Principe. Mi mancherebbe il rumore delle tue chiavi. Mi mancherebbe il profumo di erbe che porti dentro casa quando arrivi dal lavoro. Mi mancherebbero i tuoi “Stai tranquilla”, qualunque sia la domanda. Mi mancherebbero le nostre passeggiate nella nebbia fitta di novembre, quelle che non vorresti fare ma fai comunque; e poi mi mancherebbero quelle di primavera, con le gonne svolazzanti e le t-shirt aderenti.

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