Di collina in collina, viaggio in Inghilterra

Inghilterra

Quello che continuo a non spiegarmi è come possa l’Inghilterra, con tutti quegli abitanti, quelle metropoli e quegli autobus a due piani, conservare intatte le sue ondulate strade di campagna, i suoi tunnel di alberi e le sue pecore che brucano lente accanto ai dolmen. È una sorta di meraviglia, la mia, per quell’andare su e giù tra le colline, che simboleggia così bene una sorta di andatura del cuore: quella che ci ricorda come sia sempre, inequivocabilmente, il pomeriggio perfetto per un lungo, dolcissimo, tè delle cinque.

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Circumnavigare l’Africa: a cena da Magorabin

Magorabin

Un conto è andare a cena fuori, un conto è andare da Magorabin. Da Magorabin non si mangia, o almeno: non soltanto; da Magorabin si fa un’esperienza. È un po’ lo scarto che c’è tra il guardare un quadro (bellissimo) appeso a un muro in casa di amici e il ritrovarsi nel bel mezzo di una performance di Marina Abramovic. Non è che si possano fare paragoni: sono proprio due campionati diversi. A quel campionato c’è chi dà un certo numero di stelle, chi lo mette nella casella dell’alta cucina. Io credo, più semplicemente, che abbia a che vedere con il far vivere esperienze, solo che invece di musei e videoinstallazioni ci sono piatti, forchette e sapori che ti spalancano davanti mondi interi.

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La Trattoria Zappatori e i viaggi dell’anima

Entrare alla Trattoria Zappatori crea, per un attimo, un cortocircuito spaziale. Sembra di stare in Giappone, ma forse anche in Svezia, eppure eravamo sicuri di essere arrivati a Pinerolo. La Trattoria è colonna portante della città dal 1890, ben prima che arrivasse lo chef: tanto che l’insegna pare proprio quella di una trattoria dura e pura. Poi entri nel cortile interno, svolti a sinistra, suoni il campanello e ti ritrovi in Svezia, in Giappone, o forse entrambi, ma dopotutto che importa: sei nelle mani dello chef Christian Milone, e tanto basta. Figlio di ristoratori che nemmeno ci pensava a cucinare e che per anni ha avuto una carriera da ciclista professionista, dal 2006 Christian ha portato sfide e dedizione in cucina, dedizione che gli ha fruttato una stella Michelin.

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Una cena al Kido-ism (ovvero: 27 cose che ho imparato)

Kidoism

Ogni volta che mi ritrovo a soffiare una candela in più mi dico che, dopotutto, resto sempre la stessa. La ragazza con le gonnellone che s’inciampa ma si ostina a mettere i tacchi, la ragazza che legge, scrive, mangia e cucina, la ragazza che si è innamorata di un vichingo nato in Piemonte e non ha mai smesso di amarlo da allora. Allo stesso tempo, però, è chiaro che qualcosa di diverso c’è. Un po’ come un piatto che conosci, ma che ha quel qualcosa in più, quel qualcosa che ti fa dire, “ma guarda un po’, allora il tempo passa per una ragione”.

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Spazio 7: quando la cucina sposa l’arte

Sono cresciuta con Jackson Pollock e Marina Abramovic, che mio papà mi ha fatto conoscere come se fossero parenti alla lontana, gente che prima o poi sarebbe passata a trovarci. Zia Marina e zio Jack, accento serbo e abiti macchiati di colore. Sono cresciuta camminando per musei talmente a lungo che una volta mi si ruppe un sandalo: osservavo il gesto e il controgesto, giocavo a individuare i colori complementari, la minuscola macchia di rosso in mezzo al verde. Facile intuire come, al sentire parlare di un ristorante dentro un museo di arte contemporanea, non abbia saputo resistere.

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Indovina chi cucina stasera?

Indovina chi cucina stasera

Scegli un ristorante: sai chi cucina dietro le quinte, sai cosa hanno detto di lui, sai cosa aspettarti, magari hai già cercato le foto dei cavalli di battaglia su internet. Assaggi, confronti le aspettative con i risultati. Ma mai, una sola volta, sussulti per lo stupore di ritrovarti confuso, spiazzato, sorpreso da ciò che non credevi possibile. E invece, quanto sarebbe coraggioso e azzardato, e allo stesso tempo incredibilmente giusto, tentare la sorte e giudicare per una volta solo dal piatto, senza sapere nulla di chi c’è dietro. Read more