Banana Bread con banane arrosto e caramello

banana bread

Questo è il mio primo Natale via da casa. Non nel senso di trovarsi lontani, magari in Nuova Zelanda a grigliare barbecue la sera della Vigilia. Neanche nel senso di lontano abbastanza affinché cambino le tradizioni del pranzo di Natale e invece del bollito ci sia il pesce fritto. Il mio via da casa assomiglia più che altro al concetto de “Il mio grosso grasso matrimonio greco”, con una strada trafficata a separare i miei primi 25 anni e il mio futuro. È il mio primo Natale via da casa nel senso di trovarmi in una casa nuova, in una casa nostra.

È sempre stato il nostro sogno, passare il Natale insieme: far spuntare l’albero dal tetto per quanto sarebbe stato alto, riempire la mansarda intera con un Presepe smisurato, svegliarci al mattino nello stesso letto e spacchettare i regali coprendo le lenzuola di nastri e carte luccicanti. C’è chi sogna l’Audi TT, noi abbiamo sognato per anni il Natale insieme. Ed ora, eccolo qui, il nostro Natale. Nostro, con la stella Ikea che s’illumina in mansarda, le canzoni di Frank Sinatra che accompagnano qualunque nostro gesto, perfino caricare la lavatrice, il Canto di Natale di Topolino finalmente su uno schermo grande abbastanza da distinguere i personaggi.

Eccolo qui, con tutte le tradizioni che si porta dietro da anni e quelle nuove, da inventare insieme. L’8 dicembre c’era da scegliere il posto giusto per fare l’albero, c’era da scegliere l’angolo delle candele, quello per il Presepe (perché non abbiamo messo una presa in più?), c’erano da comprare le luci per il balcone (dai, aspettiamo il prossimo anno), c’era da mettere il chiodino per la ghirlanda. Era un Natale nuovo, nuovo e luccicante come era giusto che fosse. E, allo stesso tempo, era un Natale antico, che si portava dietro chi eravamo diventati. Le palline sono quelle che mi ha lasciato mia mamma, quelle che ricordo da quando ne ho memoria, blu argento rosse oro; le statuine del Presepe le stesse di sempre, compreso il fagiano sopra il pozzo; i cristalli da appendere ai vetri quelli che appendeva lei con il filo da pesca; i libri di storie quelli che mi leggeva quando ancora credevo che Babbo Natale sarebbe arrivato davvero, si sarebbe messo le pantofole e avrebbe sgranocchiato un biscotto.

Me ne sono resa conto piano piano. Diventare noi stessi, creare una nuova famiglia, significa prima di tutto accogliere ciò che ci ha reso tali, il nostro passato, le nostre tradizioni, perché siamo chi ci ha preceduto più di quanto non lo credessimo possibile. Senza dimenticare, certo, che questa volta i regali li scarteremo nel letto e che sarà bello quanto scartare un futuro tutto per noi.

Il banana bread è un po’ come il Natale: immutabile, ad un certo punto torna sempre, con tutto il suo conforto calmo, senza pretese, con tutto il suo calore morbido, senza sfacciataggine. È un dolce semplice, di quelli per i quali basta una sola ciotola. È un dolce per i mesi con il cappotto, che scalda e ammorbidisce dentro. Questa volta, però, ho voluto renderlo nuovo, come un primo Natale via da casa. Basta poco, a volte, per rendere tua una ricetta, per rendere tuo un Natale. Piccoli tocchi, una stella Ikea, arrostire e caramellare le banane, rendere quell’impasto ricco, dal sapore di zucchero caramellato, dalla consistenza morbida e il retrogusto di caramelle mou. Basta così poco che quasi non ce ne si accorge e ci si ritrova adulti, con la casa che profuma di luoghi sicuri e di tutto l’amore che ci ha reso grandi.

banana bread

Per prima cosa, si arrostiscono le banane. Mettetele su una teglia rivestita di carta da forno, fate qualche buchino nella buccia in modo che fuoriescano i succhi e infornate. Piano piano vedrete che le banane scuriranno, prima abbronzate poi nere come carbone. Quando dai fori usciranno piccole bollicine potete tirarle fuori dal forno e lasciarle raffreddare su un piatto. Non sbucciatele subito, saranno roventi. Piuttosto, godetevi il profumo di Caraibi e di abbracci. Sbucciatele, schiacciatele e mettete da parte.

Ora preparate il caramello. Il trucco, ve l’ho già detto, è non fare nulla. Mettete lo zucchero e l’acqua in un pentolino, lasciate che inizino a sobbollire e che il caramello prenda colore. In questo caso vogliamo un caramello leggero: ricordatevi che lo zucchero continua a cuocere anche una volta spento il fuoco, quindi toglietelo dal fuoco un po’ prima del colore desiderato. Aggiungete la crema di banane arrosto e mescolate al caramello finché non avrete addosso il profumo che tutti desiderano.

banana bread

Mentre la crema raffredda preparate l’impasto. In una ciotola, farina, lievito e sale come neve. Nell’altra il burro tagliato a cubetti, il miele e lo zucchero da mescolare fino a quando non diventeranno spumosi. Aggiungete la crema di banane caramellata e la banana schiacciata. Aggiungete le uova, una alla volta. Avrete un composto non molto invitante a vedersi, ma che odora di cose buone e di vacanze di Natale. Aggiungete la farina e incorporate bene.

banana bread

Non vi resta che versare nella teglia già imburrata e infornare per un’oretta circa. Nel frattempo, accendete l’albero, fuori si sta facendo buio, guardate “Miracolo sulla 34esima strada” e, chiudendo gli occhi, riempitevi del profumo di una nuova tradizione che cuoce piano e che lentamente rende casa un pochino più vostra e il Natale un pochino più Natale.

banana bread

Banana Bread con banane arrosto e caramello
 
Tempo di preparazione
Tempo di cottura
Tempo totale
 
Autore:
Ingredienti
  • 2 banane piuttosto grandi, con la buccia
  • 50 gr di zucchero
  • 2 cucchiai di acqua
  • 160 gr di farina
  • 1 ½ cucchiaino di lievito
  • 1 cucchiaino di sale
  • 180 gr di burro
  • 130 gr di zucchero di canna
  • 50 gr di miele
  • 200 gr di crema di banana arrosto
  • 1 banana, schiacciata con una forchetta
  • 3 uova a temperatura ambiente
Procedimento
  1. Riscaldate il forno a 180°C e mettete le banane su una teglia rivestita di carta da forno. Fate qualche buchino nella buccia in modo che fuoriescano i succhi e infornate per 15 minuti circa, fino a quando le banane non saranno annerite e non fuoriuscirà il loro succo. Lasciate raffreddare. Sbucciate le banane facendo attenzione a non bruciarvi le dita e tenete da parte la polpa.
  2. Ora preparate il caramello. Mettete lo zucchero e l’acqua in un pentolino, lasciate che inizino a sobbollire e che mano a mano il caramello prenda colore. Appena diventa dorato toglietelo dal fuoco e aggiungete la polpa delle banane. Rimettete sul fuoco per qualche minuto, mescolando fino a quando non avrete un composto simile a una marmellata piuttosto densa. Mettete da parte in una ciotola e lasciate raffreddare per una ventina di minuti.
  3. Nel frattempo, imburrate una teglia per il pane. In una ciotola mescolate la farina, il lievito e il sale. Mettete da parte.
  4. In un’altra ciotola mescolate il burro tagliato a cubetti lo zucchero e il miele fino a quando non otterrete un composto gonfio e spumoso. Aggiungete la crema di banana arrostitita e la banana schiacciata, mescolate ancora. Poi aggiungete le uova, una alla volta. Infine, aggiungete la farina e amalgamate bene.
  5. Versate il composto nella teglia e infornate per 20 minuti, poi riducete la temperatura a 160°C e cuocete per altri 30 minuti circa: il trucco dello stuzzicadenti funziona sempre. Lasciate raffreddare e servite con una tazza di tè nero o di latte caldo, magari proprio la Vigilia di Natale.
 

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2 thoughts on “Banana Bread con banane arrosto e caramello

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