Scones alle fragole (ovvero: 29 cose che ho imparato prima di compiere 29 anni)

Scones alle fragole

Ho da poco compiuto 29 anni, che è quel fatidico ultimo anno con il privilegio di un due nelle decine. Intorno a me, intanto, tutti compiono 30 anni, si sposano, diventano mamme e papà; alcuni, tra loro, non è che abbiano proprio una grande voglia di compierli – 30 anni; avrebbero preferito restare fermi a 18-19 e da lì non spostarsi più. E in effetti è strano pensare che siano passati 10 anni dall’ultima cena di classe, 10 anni dalla maturità, 10 anni dalla patente. È anche strano pensare che Harry Potter e Titanic siano usciti più di 20 anni fa. È strano, in generale, andare indietro di dieci anni e scoprire che ce lo ricordiamo, che non eravamo poi così piccoli.

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Tarte tatin alle fragole

Tarte tatin alle fragole

Oggi sono grata. Sono grata per la pioggia che fa brillare i prati di verde acceso, per il sole che arriva subito dopo e riscalda il basilico, per il primo giro in bicicletta. Sono grata per i pranzi di famiglia con le acciughe al verde e le uova ripiene come quelle che faceva nonna, sono grata perché state tutti bene e perché è bello vedervi insieme, sono grata per un promettente calciatore che gioca con lo zio e per la carne cotta sulla brace; sono grata per le prime fragole e i primi asparagi; sono grata per Ribes che mi si acciambella addosso mentre scrivo; sono grata per i progetti nuovi e per chi ha fiducia in me anche quando di fiducia io ne ho poca; sono grata per gli amici che sento ogni giorno e quelli che vedo una volta l’anno; sono grata per le peonie, per le margherite dei prati, per i tulipani e il profumo dei glicini.

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Mousse al cioccolato

Mousse al cioccolato

Che cosa faresti se non avessi paura? Lo chiedo a me stessa, di tanto in tanto. Il problema è che io ho paura di un sacco di cose. Ho paura delle malattie, delle visite mediche, delle medicine e dei dottori; ho paura quando provo a inghiottire una capsula e non ci riesco, ho paura quando aspetto dalla ginecologa, ho paura quando sento un nuovo sintomo da aggiungere all’interminabile lista dei sintomi; ho anche paura dei ragni, quelli grandi, ma comunque meno che delle malattie; ho paura degli attentati terroristici e delle zone isolate, di sera; ho paura di quello che un uomo può fare a una donna, se non la ama; ho paura di come diventerà questa terra se continua a non piovere; ho paura dell’inevitabilità di invecchiare e dell’assurdità di morire giovani.

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Blondies al cioccolato, noci e zenzero candito

Mi capita spesso di fare progetti. Per una casa in mezzo ai tralci di glicine e le foglie d’acero e i cespugli di rose, per una casa piena di piante in vaso sulle mensole, con una poltrona sospesa e un’amaca in giardino e una cucina piena di pentole in rame e la luce del sole le mattine d’inverno; per una storia che gli altri abbiano voglia di leggere; per un luogo che si occupi di creatività e gentilezza e amore da imparare, da insegnare; per lo spagnolo e il cinese e l’arabo; per l’antropologia culturale e le aule universitarie e i libri da studiare con gli schemi come facevo al liceo; per una manutenzione più costante dell’amicizia; per giornate scandite dalla meditazione, come un mantra ricorrente; per un periodo a Parigi, a infornare croissant e passare le mattine davanti a Notre-Dame, con i fiori rosa e le vetrate istoriate; per un figlio da crescere; per una corsa quotidiana con la musica nelle orecchie e il fiato robusto, fiero.

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Torta margherita alle mele e Earl Grey

Torta margherita alle mele e earl grey

Da piccola credevo che amarsi significasse stare seduti su una panchina, lei sdraiata con la testa appoggiata alle gambe di lui, e le foglie dell’autunno che cadono, o la brina sui cappotti, o i fiori di ciliegio, o i raggi caldi di sole. Era quella, per me, l’immagine di una felicità perfetta e luminosa.

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Magorabin: quando lo sguardo cambia

Magorabin

Ci sono luoghi che agiscono, che modificano la tua prospettiva, il tuo modo di guardare il mondo. Sono talmente forti gli scossoni che ti danno, che alla fine ti guardi allo specchio e ti chiedi come sia stato possibile rimanere te stesso tanto a lungo quando c’era un orizzonte così vasto, e bastava andare oltre: oltre un limite, una soglia, un gusto. A volte, quei luoghi prendono la forma di un piatto e del gesto che l’ha creato: sono luoghi rari e luoghi portatori di cambiamento.  Read more