Apple pie e altri rifugi

Apple pie

Ci sono mesi in cui si cerca rifugio. Così, per il gusto di stare al caldo, sotto il piumone, mentre la neve scende, fuori: sui tetti, sui cortili, sui lampioni, e su tutti noi, spolverandoci di bianco giusto quel che serve a ricordarci che dicembre è il mese dei rifugi. Rifugi da cercare, da trovare, da custodire preziosi nella propria mappa personale delle cose che valgono la pena.

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Torta alle pere, noci e glassa caramellata

Torta alle pere e noci

Mi chiedo, a volte, quali siano i nostri limiti. E, soprattutto, come fare a riconoscerli. Mi chiedo, a volte, se non sia il caso di superarli tutti, uno dopo l’altro. O se, invece, non sia meglio starsene tranquilli, al caldo, con una fetta di pane e nutella e la pioggia che scroscia fuori casa. C’è chi ha paura di nuotare, chi delle malattie, chi degli scivoli ad acqua e chi di morire di fame; c’è chi ha paura degli ospedali e chi della miseria, c’è chi ha paura di esporsi e chi ha paura di parlare ad alta voce; c’è chi ha paura degli altri e chi di se stesso, chi di avere poco tempo e chi di averne troppo; c’è chi ha paura dei mostri e chi, invece, delle storie di amore. Paure e limiti vanno a braccetto, come due vecchi amici che quando si ritrovano non vedono l’ora di stappare una bottiglia e cantare canzoni a squarciagola.

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Pane dolce alla zucca e noci

Pane alla zucca e noci

C’è chi dice che la felicità la si conquista, come se fosse un trofeo vinto dopo aver tagliato il traguardo dei 100 metri. C’è chi parla di essere felici come se si trattasse di uno stato acquisito, di una stasi dopo il movimento, un po’ come firmare l’atto di matrimonio. Io, però, ultimamente, la guardo con occhi un po’ diversi, questa tanto decantata felicità, questo obiettivo cui tutti tendiamo e che nessuno mai raggiunge. Un po’ come nelle serie tv: vorresti così tanto che quei due stessero insieme, e forse sai pure che lo faranno, presto o tardi, ma poi accade sempre qualcosa che li porta fuori strada.

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Una cena al buio per vedere davvero

Cena al buio

Immagina di essere a cena fuori. Non hai messo il rossetto, e neanche quell’abito bianco che ami tanto perché hai paura di macchiarti di sugo come quando eri bambina. Hai spento il cellulare e il ragazzo che ti è accanto si è tolto l’orologio da polso. Qualcuno di cui non vedi il volto ti prende per mano e ti porta in una stanza di cui non conosci le dimensioni, la forma, la disposizione dei tavoli. È così buio che non osi muoverti.

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Brownies per tutti e macchine del tempo

Brownies

A volte il tempo si attorciglia in modi inconsueti: fa le giravolte, le capriole all’indietro, e ti ritrovi con in mano un filo che non sai neanche più tu da dove arriva e dove porta. Ti sembra che quello che accadeva un anno fa sia accaduto soltanto oggi e che quello che hai vissuto un decennio fa riverberi ancora sul presente, con riflessi così intensi da abbagliarti. Mio nonno dice che il tempo è strano: passa in fretta, troppo; però di cose ne fai tante, in una vita, talmente tante che alla fine pare perfino troppo lunga. Così dice. Io non l’ho ancora capito, come funziona questo strano orologio della vita che punta le lancette su momenti così distanti e allo stesso tempo così onnipresenti da farti pensare che ci sia qualcuno, là, a girare l’asticella dei minuti in modo da confonderti.

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Hamburger fatti in casa

Hamburger

Ci hanno abituati a indossare vestiti stretti: jeans che stringono il sedere, gonne che fasciano la vita, magliette che strizzano sul seno, pantaloni che si serrano intorno alle caviglie. Ci hanno abituati a pensare che è bene occupare poco spazio, farsi piccini e stare dentro al pezzetto di vita che ci è stato offerto. Non importa se si soffoca, là dentro, non importa se ci sentiamo prendere dall’asfissia. Eppure non è soltanto questione di moda: è questione di senso, di come guardiamo il mondo e di come ci rapportiamo ai nostri sogni, troppo grandi per stare dentro a uno skinny jeans.

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