#50voltedisnè – settembre

50voltedisnè - settembre

Settembre, come spesso accade, è stato un mese un po’ di corsa, scivolato via tra test di ammissione, qualche cena di famiglia, l’ultimo mare, l’ultima passeggiata in montagna, le prime piogge, i primi film della stagione e le prime scarpe chiuse. Le serate hanno iniziato ad accorciarsi e uscendo per andare a cena un’aria leggera ci ha suggerito che ormai stiamo arrivando verso il traguardo, le ultime tappe di questo bellissimo #50voltedisnè: un anno, i 50 migliori ristoranti di Torino, “I cento” a farci da guida e noi che continuiamo a esplorare la scena gastronomica, impavidi.

Protagonisti di questo inizio autunno sono stati l’Enoteca “Rosso Rubino”, “La Gallina Scannata”, la “Trattoria La Madia” e il “Ristorante Carignano”. Per un resoconto menù dopo menù, potete seguire #50voltedisnè sia su Facebook che su Instagram: qui, una volta al mese, tengo il conto delle tapas, delle pesche ripiene, dei calici di Pigato e dei babà.

Per chi avesse voglia di informalità, serate spensierate, magari amici e qualche bicchiere Rosso Rubino e La Gallina Scannata sono il posto giusto. Rosso Rubino, in realtà, è un’enoteca nel vero senso del termine, con tanto di negozio e bottiglie su bottiglie; poi, al fondo del locale, ci sono anche un po’ di posti a sedere, alcuni su un soppalco, quelli che bastano per pranzare o concedersi una cena e qualche bel calice, magari seguendo una delle loro ottime degustazioni alla cieca. Stessa spensieratezza in un’atmosfera giustamente più marina è quella che si trova da La Gallina Scannata in pieno San Salvario: un’idea nata da una collaborazione tra Scannabue e Beppe Gallina, un locale piccino con un lungo bancone blu cui sedersi per assaggiare tapas una dopo l’altra e bere un calice mentre gli chef che cucinano a vista; se poi ci si vuole sedere, c’è l’ampio dehors e ci sono solidi piatti di pesce, ma il bancone attira assai, con la sua gioia leggera.

50voltedisnè - settembre

Per chi preferisce invece gli ambienti più formali – o semplicemente vuole festeggiare un’occasione davvero speciale – consigliamo La Madia e il Ristorante Carignano, entrambi elegantissimi. La Madia, quasi un segreto del precollina torinese, è guidata dal meraviglioso Ded Gaci e dalla sua inventiva che rende originali e interessanti anche i piatti più classici. Il centralissimo Ristorante Carignano del Grand Hotel Sitea, invece, da qualche anno ha aperto le porte alla città con un nuovissimo ingresso direttamente su via Carlo Alberto e con la guida tenuta saldamente dallo chef stellato Fabrizio Tesse: entrarci è un po’ come transitare in un mondo parallelo, in cui la sala luminosa con i suoi cinque elegantissimi tavoli accoglie pochi (coccolatissimi) ospiti.

50voltedisnè - settembre

Ma veniamo al cibo. Da Rosso Rubino il menù ha tante cose sfiziose: noi iniziamo con un frittino di pesce leggero e ben fatto e un tris di antipasti della tradizione: acciughe al verde veraci, insalata russa e ottime cervella fritte; proseguiamo poi con le penne al pesto di pistacchi, ricotta e crudo di gamberi rossi, semplici e originali allo stesso tempo; concludiamo con una cheesecake al bergamotto e una chicca speciale: ricotta di seirass con meringa, noci e fichi.

50voltedisnè - settembre

50voltedisnè - settembre

Alla Gallina Scannata, poi, una tapas tira l’altra e noi finiamo per provare un elenco di sfizi ottimi, tra cui: black trout burger, tempura di trota e carpione, polpo su hummus di melanzana, frittini di alici di Lampara con salsa Piri Piri, tacos di patata, avocado, gambero e cipolla marinata, samosa di gamberi con chutney di tamarindo, falafel di sarde con salsa allo yogurt e peperoni tonnati. Finiamo con le golose pesche ripiene agli amaretti e al cacao e una buona crema catalana. Tutto buono, tutto divertente.

50voltedisnè - settembre

Il menù de La Madia, poi, ci piace da matti e vorremmo tornarci ogni sera per provare tutto. Si inizia con la salsiccia di Bra cruda impanata nelle nocciole con tartufo nero a guarnire: piatto in cui a parlare sono gli ottimi ingredienti. Gli antipasti, poi, ci fanno innamorare perdutamente: meravigliosa la tarte tatin di cipolla bianca, baccalà mantecato e vellutata di peperoni rossi, in cui i sapori morbidissimi si mescolano e convivono con una grazia impareggiabile. Davvero buono anche il cubo di maialino da latte con chinotto, gambero crudo e vellutata di borlotti, accostamenti decisi ma sempre un grande equilibrio.

50voltedisnè - settembre

Quando arrivano le portate successive siamo già ben satolli, ma ci godiamo ugualmente il godurioso risotto al blu della Val Granda, con pere e gambero crudo, che ha dalla sua una cremosità da podio; per non parlare della quaglia ripiena di salsiccia di Bra e scaloppa di foie gras, che ci porta un po’ in Francia e poi ci fa tornare in Piemonte con gaudio e tripudio. I dolci chiudono con garbo: assaggiamo una tarte tatin rivisitata con spuma di calvados, mele caramellate e gelato di farina bona; e una mousse di cioccolato bianco che cela all’interno una colata fresca di frutto della passione. Un ristorante di quelli con i fiocchi, in cui si sperimenta, si osa, ma non ci si dimenticano mai i fondamentali.

50voltedisnè - settembre

Al Carignano proviamo una meraviglia di degustazione a 5 portate che esaudisce tutti i nostri desideri. Per iniziare arriva un benvenuto con chips di tapioca e nero di seppia, tartellette di semi di lino con crema di melanzane, crocchette di tonno con salsa alla salvia, e spugna con katsuobushi, così come un’incredibile foglia al sapore di ostrica con perle di tapioca.

50voltedisnè - settembre

50voltedisnè - settembre

L’antipasto di animelle con tonno crudo e daikon, accompagnato da maionese di vitello e maionese di tonno inaugura le danze con sapori pieni, equilibrati e goduriosi al tempo stesso. Ottimi e inaspettatamente leggeri i tajarin alla carbonara monferrina con salsa agli asparagi. Molto buono il black angus con mousse di melanzana bianca, chips di scorzonera e caviale.

50voltedisnè - settembre

Chiudiamo con la millefoglie di meringa, cioccolato bianco, polvere di liquirizia, timo cristallizzato e sciroppo al frutto della passione, lasciando un posticino alla piccola pasticceria, tra babà, chantilly e crostatine alla frutta. Una cucina che ci lascia addosso la magia di quei luoghi speciali che tendono alle stelle.

Questioni di portafoglio: da Rosso Rubino ce ne usciamo spendendo sui 35 euro, degustazione compresa; dalla Gallina Scannata ne spendiamo una quarantina, così come a La Madia; si sale un po’ al Carignano, con il menù degustazione a 70 euro e un prezzo medio alla carta sugli 80. Menzioni speciali, che ormai sono una tradizione: alla Madia per l’originalità senza dimenticare la cura; al Carignano perché punta in alto e ci riesce bene. Bravi tutti, e che l’autunno abbia ufficialmente inizio.

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *