Dove i laghi sembrano mare: viaggio in Canada

Canada

Mito da sfatare numero uno: in Canada fa caldo. Cioè, fa freddo in inverno e si arriva anche a -30 C° e oltre; fa freddo a Nord, quello sempre; ma poi ci sono le estati dell’Ontario e del Québec Meridionale, dove si arriva anche a 30 C°, l’umidità è quella della Pianura Padana, la gente mette le infradito e tutti i B&b hanno l’aria condizionata accesa. Mito da sfatare numero due: in Canada ci sono tanti laghi. In realtà, di laghi ne hanno miriadi. Solo che non sembrano laghi, sembrano mari. E alcuni fiumi, tipo il San Lorenzo, sembrano laghi che sembrano mari. Insomma, in Canada sembra sempre di avere un mare immenso davanti, un mare che ti sta a guardare e ti prende in giro dicendoti: “Mica crederai davvero che io sia un laghetto qualunque?”. Mito da sfatare numero 3: in Canada si parla inglese. In Canada si parla inglese, in effetti; e francese, in Québec; e poi la gente mischia le due lingue, fa risuonare accenti dell’una e dell’altra, prende in prestito espressioni, crea calchi, rimescola. Quindi in realtà forse non si parla né inglese né francese, ma un territorio di mezzo che è un territorio prima di tutto culturale, e poi anche linguistico.

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Ghiaccioli al caramello

Ghiaccioli al caramello

C’è un momento in cui si inizia a rimandare a settembre: è il momento in cui le mail diminuiscono e le poche che arrivano ricevono risposte laconiche, come a dire che è proprio il periodo sbagliato, che abbiamo capito ma che ci ripenseremo al rientro; è il momento in cui non si riesce nemmeno a guardare un film intero, perché costa troppa fatica (meglio la maratona di Stranger Things, senza alcun dubbio); è il momento in cui il basilico diventa pesto e si può chiamare cena un pasto a base di bruschette al pomodoro; è anche il momento in cui si fanno progetti, fiduciosi che a settembre ci sarà l’energia necessaria per trasformarli in realtà; ed è il momento in cui si pensa a come sfamare il gatto in propria assenza, a come trasportare i cani fino a Napoli, a quanti dollari canadesi ordinare in banca, ai ristoranti da provare Oltreoceano.

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Cheesecake senza cottura per giornate estive

Cheesecake senza cottura

Di solito, almeno per quanto mi riguarda, questo è il periodo dell’anno in cui si rallenta, in cui non ci sono più lezioni da tenere, corsi da preparare, tabelle di marcia da seguire. È il periodo che più mi ricorda quello – lunghissimo e esteso quasi all’infinito – delle vacanze di quando ero bambina, che iniziavano a giugno e finivano a settembre. Un lungo tempo sospeso in cui sgocciolarsi addosso i ghiaccioli alla menta, guardare vecchi film al pomeriggio nella penombra e uscire la sera in mezzo all’odore dei tigli, dei gelsomini, dell’estate sfavillante.

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Scones alle fragole (ovvero: 29 cose che ho imparato prima di compiere 29 anni)

Scones alle fragole

Ho da poco compiuto 29 anni, che è quel fatidico ultimo anno con il privilegio di un due nelle decine. Intorno a me, intanto, tutti compiono 30 anni, si sposano, diventano mamme e papà; alcuni, tra loro, non è che abbiano proprio una grande voglia di compierli – 30 anni; avrebbero preferito restare fermi a 18-19 e da lì non spostarsi più. E in effetti è strano pensare che siano passati 10 anni dall’ultima cena di classe, 10 anni dalla maturità, 10 anni dalla patente. È anche strano pensare che Harry Potter e Titanic siano usciti più di 20 anni fa. È strano, in generale, andare indietro di dieci anni e scoprire che ce lo ricordiamo, che non eravamo poi così piccoli.

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Tarte tatin alle fragole

Tarte tatin alle fragole

Oggi sono grata. Sono grata per la pioggia che fa brillare i prati di verde acceso, per il sole che arriva subito dopo e riscalda il basilico, per il primo giro in bicicletta. Sono grata per i pranzi di famiglia con le acciughe al verde e le uova ripiene come quelle che faceva nonna, sono grata perché state tutti bene e perché è bello vedervi insieme, sono grata per un promettente calciatore che gioca con lo zio e per la carne cotta sulla brace; sono grata per le prime fragole e i primi asparagi; sono grata per Ribes che mi si acciambella addosso mentre scrivo; sono grata per i progetti nuovi e per chi ha fiducia in me anche quando di fiducia io ne ho poca; sono grata per gli amici che sento ogni giorno e quelli che vedo una volta l’anno; sono grata per le peonie, per le margherite dei prati, per i tulipani e il profumo dei glicini.

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Mousse al cioccolato

Mousse al cioccolato

Che cosa faresti se non avessi paura? Lo chiedo a me stessa, di tanto in tanto. Il problema è che io ho paura di un sacco di cose. Ho paura delle malattie, delle visite mediche, delle medicine e dei dottori; ho paura quando provo a inghiottire una capsula e non ci riesco, ho paura quando aspetto dalla ginecologa, ho paura quando sento un nuovo sintomo da aggiungere all’interminabile lista dei sintomi; ho anche paura dei ragni, quelli grandi, ma comunque meno che delle malattie; ho paura degli attentati terroristici e delle zone isolate, di sera; ho paura di quello che un uomo può fare a una donna, se non la ama; ho paura di come diventerà questa terra se continua a non piovere; ho paura dell’inevitabilità di invecchiare e dell’assurdità di morire giovani.

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