#50voltedisnè – giugno

#50voltedisnè giugno

Le prime serate calde, con i finestrini aperti e i vestiti leggeri; i calici di rosé bevuti sul balcone, le piante da annaffiare sempre più spesso, i ventagli nella borsa e il ghiaccio nell’acqua e menta. Giugno è arrivato con discrezione, ma alla fine è arrivato e con lui anche l’estate. Noi, nel frattempo, abbiamo continuato indomiti a varcare soglie di ristoranti e a portare avanti quella meraviglia che è #50voltedisnè: un anno, i 50 migliori ristoranti di Torino e “I cento” a farci da guida. Già, perché a furia di “assaggia e brinda”, siamo arrivati a metà percorso: e non si dica che non ci mettiamo dedizione.

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Pie alle pesche e lamponi (e l’arrivo dell’estate)

Pie alle pesche e lamponi

Ho sempre amato le stagioni, il loro ciclico ripetersi, tornare e andarsene. Ho sempre pensato che a starmene tutta la vita in un’eterna estate mi mancherebbero la cioccolata calda e gli abbracci sotto il piumone, e che a furia d’inverno la malinconia per gonne e ghiaccioli diventerebbe struggimento. Il bello dei cicli è che scandiscono un ritmo, un passo di danza cui è bello arrendersi, un ballo che in qualche modo segue il ripetersi del nostro respiro, del nostro battito, del nostro corpo. Ho sempre amato i ritmi, quelli che ci connettono con le pause, con le riprese, con il naturale progredire delle cose.

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#50voltedisnè – maggio

#50voltedisnè

Da sempre, maggio è il mese dei finali, quello in cui si prende l’ultima rincorsa e ci si tuffa nell’Oceano degli impegni. Quest’anno, in particolare, è stato il mese delle ultime fatiche, del traguardo che più si avvicina e più pare lontano, come una specie di miraggio che tremola all’orizzonte e poi scompare. Allo stesso tempo, però, maggio è da sempre il mio mese, quello in cui sono nata, quello in cui sbocciano le rose rosse e in cui faccio provviste al Salone del Libro, quello in cui le giornate iniziano ad allungarsi e si mangiano i primi gelati. Quest’anno, poi, a renderlo ancora più speciale c’è stato #50voltedisnè: un anno, i 50 migliori ristoranti di Torino, “I cento” a farci da guida e la bellezza di iniziare a mangiare all’aperto.

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Torta di compleanno fragole e panna (ovvero: 28 cose che ho imparato)

Torta di compleanno panna e fragole

Le torte di compleanno, quelle tutte panna e bellezza, sono un regalo che facciamo a noi stessi. Sono un modo di offrirci una pausa da ciò che è utile, da ciò che è necessario, dalla pasta al pomodoro e dalle mele; sono un modo per onorare lo straordinario, quell’unico giorno all’anno in cui siamo protagonisti perché, guarda un po’, è il giorno in cui abbiamo deciso di incominciare a danzare su questa meravigliosa e incomprensibile terra. Le torte di compleanno sono un fuoco d’artificio, uno stupendo esagerare senz’altra ragione che quella più giusta di tutte: celebrare la vita, celebrare un piccolo miracolo, celebrare noi che quaggiù ci dibattiamo istante dopo istante e ci meritiamo tutta la panna del mondo, tutto lo zucchero, tutti gli strati, tutte le fragole.

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#50voltedisnè – aprile

#50voltedisnè - aprile

Aprile è stato un mese di contaminazioni, di incroci e intersezioni. Giornate di sole caldo, quasi estivo, e voglia di ghiaccioli alla menta subito seguite da pomeriggi di pioggia e tè nero in tazze di ceramica. È stato un mese di rincorse e cento metri, come sempre accade in primavera, quando ci si avvicina alla quiete dell’estate ma ancora c’è bisogno di correre e di concludere tutto quello che si è iniziato a ottobre. Tra una corsa e l’altra, tuttavia, io e il consorte abbiamo proseguito nel nostro progetto #50voltedisnè: un anno, i 50 migliori ristoranti di Torino, “I Cento” a farci da guida e la meraviglia dello scoprire che ci si stanca di tante cose, ma non di mangiare bene.

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Cheesecake alle fragole

Cheesecake alle fragole

Non sarebbe male, di tanto in tanto, scostare le tende che nascondono i nostri acquari interiori e scoprire se li abitano pesci rossi, squali o stelle marine. Ci crediamo tutti così forti, a osservarci di sfuggita: guardiamo gli altri e vediamo che sorridono, che vanno avanti a passo spedito, che sanno quel che devo fare e che non barcollano mai, neanche quando il terreno sembra cedere e creparsi come durante un terremoto; guardiamo gli altri e crediamo che siano felici, che siano calmi e tranquilli, che siano sempre e comunque meglio di noi.  Quanto sarebbe bello, invece, poter dare un’occhiata dentro ai loro acquari.

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